Tu sei qui

MotoGP, Brivio: "Suzuki mi contattò su Facebook per Rossi, poi scelse me"

"Valentino disse di no, io di sì. Per il 2015 Dovizioso si tirò indietro nell'ultimo minuto. Preferii Mir a Lorenzo, ma fu una scelta di filosofia"

MotoGP: Brivio: "Suzuki mi contattò su Facebook per Rossi, poi scelse me"

Share


Davide Brivio quest’anno inizierà una nuova avventura in Formula1, ma quello che ha fatto in pochi anni con la Suzuki in MotoGP rimarrà nella storia. In un’intervista rilasciata a motogp.com, il manager italiano ha svelato molti retroscena di quel percorso che lo ha portato a vincere il titolo con Mir nella scorsa stagione.

Tutto iniziò nel 2012, con un messaggio su Facebook.

Avevo lasciato la Yamaha, lavoravo per Valentino Rossi e mi aveva contattato Sahara su Facebook - ha raccontato Brivio - È stata una cosa stranissima, perché ho un profilo Facebook ma non lo uso, lo avevo aperto e c’era la notifica di un messaggio. Era Sahara che mi chiedeva che intenzioni avesse Valentino per il futuro, mi disse che avevano l’intenzione di tornare nel 2014 in MotoGP e se Valentino sarebbe stato disponibile a correre con la Suzuki. Gliene avevo parlato ma mi aveva detto che non era interessato, voleva tornare in Yamaha”.

Dove si chiude una porta, però, a volte si apre un portone.

Diedi la risposta a Sahara e lui mi chiese se io fossi stato interessato al progetto nel caso facessero il team in Italia. Gli dissi di sì”.

L’ingresso in MotoGP slittò di un anno, al 2015, e la Suzuki iniziò con Rins il suo progetto giovani, ma anche Dovizioso fu nel mirino.

Avevamo scelto Aleix Espargarò perché era un pilota già esperto e veloce e ci avrebbe aiutato a mettere a posto la moto. Per il secondo pilota avevamo messo gli occhi su Vinales: ero in Qatar, alla sua gara di debutto in Moto2, avevo notato che negli ultimi 10 giri era il più veloce, poi vinse alla seconda gara ad Austin: era un pilota speciale. Avevamo anche avuto una trattativa con Dovizioso, ma all’ultimo minuto aveva deciso di restare in Ducatiha svelato Davide.

Due anni dopo arrivarono Iannone e Rins.

Avevamo pensato di replicare il progetto Vinales con Rins, ma per farlo abbiamo dovuto sacrificare Zarco - ha spiegato - Nel 2014 avevamo iniziato un programma giovani e avevamo fatto un contratto con Johann mentre era ancora in Moto2. Alla fine decidemmo per Rins e questo ci attirò molte critiche nel 2017, perché Zarco andò forte in Tech3 mentre Alex si infortunò”.

La decisione vincente, Brivio la prese nel 2018, quando preferì Mir a Lorenzo.

Avevamo iniziato a pensare di provare con un altro giovane dopo Vinales e Rins. Avevo cominciato a pensare a Joan Mir, perché mi aveva colpito che avesse vinto il titolo in Moto3 con 10 viitorie, ma nel frattempo si era inserito anche Lorenzo - le parole di Davide - Dovevamo scegliere fra Joan e Jorge, ma non era tanto una scelta fra piloti quanto una scelta di filosofia, su quale strada volessimo prendere. Più mi informavo su Mir, più mi sembrava speciale. Mi spiegarono che aveva un’opzione con la Honda, ma Joan mi disse che voleva venire in Suzuki. Quando mi disse così, mi si illuminarono gli occhi: era lui”.

La storia dice che aveva avuto ragione.

Articoli che potrebbero interessarti