MotoGP, Joan Mir: "La vittoria non mi ha cambiato, sono ancora affamato"

"È arrivata nel momento perfetto, non potevo chiedere di più. Ora io e Rins dovremo essere intelligenti, per il titolo non è ancora fatta"

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Joan Mir a Valencia ha tolto l’ultima macchia dal suo curriculum, ha potuto aggiornarlo con quella vittoria che ancora gli mancava e che adesso è realtà. Ha fatto la cosa giusta al momento giusto, nel giorno della disfatta di Yamaha e la prossima domenica avrà la prima matematica possibilità di aggiudicarsi il titolo.

Non mi sento una persona diversa dopo questa vittoria - sorride - Come potete immaginare sono molto felice, ma sempre lo stesso e ancora affamato”.

Se c’era un giorno in cui rompere questo tabù, era questo.

Non potevo chiedere di più - ammette - Sono anche contento per Suzuki con questa doppietta e per il campionato. Posso dire che è stato il migliore fine settimana di tutta la stagione, sono stato competitivo in ogni condizione, ho faticato un po’ il venerdì ma poi la squadra ha fatto un buon lavoro e la moto oggi era perfetta. Mi sono accorto nel warm up che oggi sarebbe potuto essere il giorno giusto per vincere”.

Per Joan, però, non è mai stata un’ossessione.

Sapevo che era solo questione di tempo - continuo - Sarebbe potuta arrivare prima, senza la bandiera rossa in Austria, ma quando ho avuto la possibilità l’ho sfruttata. Non è stato facile, perché devi sempre trovare il migliore compromesso fra velocità e rischi”.

Oltre al risultato, lo spagnolo ha dimostrato una maturità invidiabile.

“Ho dimostrato che la pressione non è un grande problema per me - conferma - Devo continuare così, non permettere che la pressione diventi qualcosa di negativo. Lo scorso anno ho pagato la mancanza di esperienza, come mi è sempre successo al debutto in una categoria: sono troppo aggressivo, faccio più di quello che posso e così arrivano gli errori. Ora sono più competitivo, ho capito come guidare la MotoGP in un modo più dolce”.

Quando rimangono ancora 50 punti da assegnare, Mir ne ha 37 di vantaggio su Quartararo a Rins.

Ora bisogna soprattutto essere intelligenti, perché ho un buon vantaggio ma non è ancora fatta - avverte - Bisogna gestirlo bene e questa gara sarà cruciale. La mota va bene, sono in un’ottima posizione, quindi se avrò l’occasione di vincere la prossima settimana ci proverò, altrimenti darò il massimo”.

Oggi se l’è vista con il compagno di squadra e potrebbe succedere ancora. Davide Brivio aveva un cardiofrequenzimetro e le sue pulsazioni sono state mostrate in diretta tv.

“Quante ne aveva? Solo 130? Allora ne abbiamo ancora una sessantina di margine per farlo soffrire di più - scherza Joan - Penso che io e Alex ora dobbiamo essere più intelligenti che mai, mi sto giocando il titolo e anche lui è ancora in corsa. Fare errori non è quello che abbiamo bisogno né io, né lui, né la Suzuki. È una cosa che dobbiamo tenere in conto e penso che Alex lo farà perché in pista è sempre stato pulito e rispettoso”.

Poi Mir risponde a una domanda spinosa: aiuterebbe Rins a Portimao per il 2° posto in campionato nel caso vincesse il titolo la prossima settimana?

Sulle prime nicchia, poi risponde: “se Suzuki me lo chiedesse lo farei”.

Oggi però non c’erano ordini di scuderia e non ha lasciato scampo al compagno di squadra.

Alex teneva un buon passo, io perdevo molto nell’accelerazione in uscita dalla seconda curva, ma recuperavo dall’altra parte - racconta Joan - È stato importante non avere gomma morbida all’anteriore, perché la media si scalda meno quando segui un altro pilota. Comunque sapevo di avere due o tre decimi in più di lui sul passo e quando l’ho superato li ho sfruttati. Negli ultimi due giri ho solo fatto attenzione a non cadere, a essere dolce con i freni. Sono durati più di quanto volessi” ride.

L’unica nota negativa è che Mir non potrà festeggiare la vittoria come si deve.

Bisogna essere responsabili in questo momento - avverte - Andrò a casa e farò una bella cena, rimanderò la festa, perché una stagione come questa la merita in ogni caso, comunque vada a finire. Bisogna stare attenti al Covid, come detto tornerò a casa, in auto. La mia ragazza ha fatto il tampone ed è negativa, mi sembra l’opzione più sicura. Anche perché al mattino ho sempre molta energia e devo allenarmi, non so come farei nel paddock”.

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