MotoGP, Fabio Quartararo: "Con la Yamaha va così, o vinci o sei perduto"

"Anche senza la caduta sarebbe stata una gara difficile. Non sento la M1 2020 ancora mia, ma sono motivato. C'è tanto lavoro da fare per il prossimo anno"

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Non c’ bisogno di trovarsi faccia a faccia con Quartararo per intuire quale sia il suo morale nel giorno in cui le ultime speranze iridate sono finite col suo della carena che strisciava sull’asfalto. Se i 37 punti da Mir non lo mettono matematicamente fuori dai giochi, le difficoltà patite da tutte le Yamaha a Valencia sono il requiem per il Mondiale che poteva essere. 

È stata una caduta simile a quella di Silverstone lo scorso anno - ha raccontato il suo errore - Aleix Espargarò è scivolato davanti a me e io per reazione ho toccato il freno e sono andato a terra. Comunque non avevo buone sensazioni dopo il warm up, sarebbe stata una gara difficile. Sono comunque ripartito ma il sistema per la partenza si è bloccato, il posteriore rimaneva abbassato".

Anche senza tutti questi inconvenienti, l’impressione è che Fabio non sarebbe riuscito a dire la sua.

Noi siamo in un momento difficile, mentre i due piloti della Suzuki sono molto veloci - ha continuato - Questa è stata una stagione molto irregolare per me e per la Yamaha, mentre loro sono sempre davanti. Sembrano essere un passo avanti davanti a noi, sembrano entrambi imbattibili”.

Il suo bilancio non può essere positivo.

Questa situazione fa molto male - ha ammesso Fabio - Non posso essere felice di questa mia stagione. Con la Yamaha va così: o vinci o niente. Quando è tutto perfetto puoi lottare, altrimenti non puoi fare nulla. Devo essere sincero, ero sorpreso di essere ancora in testa al campionato dopo le due gare in Austria, e anche dopo la caduta a Misano. O vinciamo o siamo perduti, infatti solo a Jerez ci sono stati due piloti Yamaha sul podio, quelli Suzuki lo sono praticamente ogni domenica e hanno solo due moto.

Guardandosi alle spalle le occasioni perdute sembrano veramente tante.

Il campionato l’ho perso oggi - ha sottolineato - Però nella prima di gara ad Aragon avevo il passo per lottare per la vittoria invece non ho fatto neanche un punto. Io volevo una minore pressione per le gomme, ma il protocollo Yamaha era diverso e non me lo hanno lasciato fare. Bisognerà cambiare molte cose per il prossimo anno, perché gli altri lavorano meglio di noi”.

Il 2021 sarà l’anno in cui passerà nel team ufficiale e le responsabilità saranno maggiori.

La base sarà la stessa ma dobbiamo capire come migliorare, Suzuki lo fa in continuazione - ha puntato il dito - La scorsa domenica Morbidelli aveva vinto, oggi siamo andati tutti male. Siamo troppo irregolari”.

Quartararo ha espresso anche dei dubbi sulla M1 2020.

È cambiata molto da quella che usavo lo scorso anno e non la sento ancora mia - ha spiegato - Solitamente, se si parte con buone condizioni dalle FP1, si riescono a fare dei piccoli cambiamenti ma se non hai tempo sei perduto. Non è solo colpa mia ed è il motivo per cui ho voluto finire questa gara, per raccogliere dati per la prossima. Però è difficile accettare i miei risultati”.

Però non accetta che qualcuno sostenga che ha gettato la spugna.

Sono triste ma assolutamente concentrato e motivato - ha affermato - Anche se il campionato è finito per me c’è il 2° posto da difendere, è andata così e non ci posso fare nulla. Voglio finire questa stagione nella migliore posizione possibile, mentalmente mi sento bene e dobbiamo capire quale sia il problema. Darò il massimo nelle ultime due gare”.

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