MotoGP, Parla 'Albi', l'ombra di Rossi: "Vale? E' incazzato, ma già carico per il 2021"

"Dopo il test di Portimao mi ha detto: 'la pista è una figata, mi da gusto da matti'. Il prossimo anno cambieranno i colori della moto, ma lui è lo stesso: ha ancora voglia. La VR46? Stiamo decidendo il futuro"

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C’è un futuro da scrivere. Lo guarda con fiducia Alberto “Albi” Tebaldi, braccio destro di Valentino Rossi, uomo (tra gli altri, tra i tanti) a gestire quella grande, poderosa macchina che è la VR46. Il futuro è una Moto3 avvolta dalla nebbia. La fanno, non la fanno?

“Stiamo cercando di fare il tutto con calma, in maniera molto analitica, come siamo abituati a fare, curando i dettagli, è comunque difficile, il livello è altissimo”.

C’è chi dice la VR aiuterebbe il team Avintia con un vero supporto tecnico e pratico a schierare una seconda moto, e lì salirebbe Niccolò Antonelli, allievo della VR46 Riders Academy. Albi non conferma, non smentisce. Ma qualcosa succederà. Anche perché i costi per Moto2 e Moto3 si fanno pesanti, 5 milioni di euro di questi tempi non sono pochi. C’è un futuro da scrivere, ma anche un presente da portare avanti. 

Che cosa avete imparato in questi anni?

“Abbiamo capito e avuto la prova che se si vogliono ottenere dei risultati gli interessi devono collimare, si deve creare un grande gruppo e bisogna curare ogni piccolo dettaglio. Soprattutto abbiamo capito che il pilota deve essere al centro del progetto. Noi lo sapevamo da piloti. Però ora lo sappiamo bene anche da team. Pur facendo così è veramente difficile ottenere grandi risultati, questa è la cosa fondamentale da capire”.

Albi: "Moto2 e Moto3 sono costose ed è assurdo che molti piloti paghino per correre"

La gestione dei team in Moto2 e Moto3 è troppo dispendiosa e c’è qualcosa che andrebbe rivisto nei regolamenti?

“Sicuramente il livello di investimento richiesto è molto molto alto, specialmente considerando la situazione che si è creata oggi. Probabilmente qualcuno dovrà pensare a questa cosa e rendere più sostenibili questi progetti. Il rischio è poi che la priorità sportiva venga meno. Vari team funzionano con il pilota che paga, è una cosa strana. Assurda. Parli della massima espressione del motociclismo, i migliori piloti di Moto2 e Moto3 che per tenere in piedi il meccanismo devono pagare. Vanno in pista, rischiano, ci mettono il loro talento. Cosa strana, ma è una di quelle cose a cui ci siamo assuefatti. E’ una filosofia che non abbiamo avuto e non avremo mai. Piuttosto non facciamo niente. Sarebbe bello ripensare tutto".

Albi: "La Moto3 ha senso per la formazione dei giovani piloti"

Quindi non ce lo dici a che punto siamo con il team di Moto3.

“Siamo cercando di sistemare una serie di cose. Anche per tenere sempre fede a quello che è stato il nostro percorso in questi anni: seguire un progetto sportivo sui piloti. E’ chiaro ci piacerebbe andare avanti con una serie di situazioni, ma è una fase in cui cerchiamo di capire. Non vogliamo fare qualcosa solo perché ci deve essere”.

Ha ancora senso fare la Moto3?

Dal lato sportivo ha senso, molto senso, perché i piloti che crescono e vivono campionati di alto livello hanno una formazione, un background in più”.

Albi: "A Luca Marini piacerebbe passare in MotoGP e piacerebbe anche a noi"

Andrete in MotoGP il prossimo anno?

“E’ una cosa su cui forse potremo lavorare per il 2022, ma dipende da tanti fattori. Fra una settimana o dieci giorni sapremo se Marini potrà andare in MotoGP il prossimo anno o quello dopo ancora. Chiaramente ci piacerebbe molto che Luca potesse fare il salto, e piacerebbe anche lui”.

Ha completato il suo ciclo di crescita?

“Sono veramente contento per il livello che ha raggiunto. In tutti questi anni ho visto come e quanto lavora Luca, il suo approccio, quanta passione ha. E’ uno dei ragazzi per il quale ho grande rispetto e ammirazione. E ha fatto tutto questo anche con difficoltà”.

Bagnaia, Morbidelli, ovviamente Marini: la vostra è una missione compiuta?

“Mai. Bisogna continuare a lavorare, si può trovare e fare meglio degli altri, capire cosa ti fa andare più forte. Ma lavorare così duramente è tosta, bisogna guardare a tutto. Anche agli altri sport con grande umiltà. E poi ascoltare i piloti”.

Albi: "Non sono sorpreso di vedere Morbidelli lì: è molto forte"

Morbidelli che vi dice?

“Sono felice per Franco perché è un atleta che sta veramente lavorando ad altissimo livello fuori dalle gare. Ha una grande concentrazione. Non sono sorpreso di vederlo lì, è molto forte. Nel nostro mondo si è portati a bruciare tutto, deve succedere tutto in fretta, per una serie di ragioni uno esplode e si è portati a creare il dio. Forse è una cosa dei nostri tempi. Però sapevo bene il suo valore e la sua velocità”.

Chi lo vince questo mondiale?

“Non lo so. La Yamaha sta continuando a lavorare e a migliorare, la Suzuki ha approccio tecnico tosto, e la Ducati credo abbia trovato difficoltà, forse per il tipo di gomma che c’è oggi. Ma la loro moto è sempre stata di un livello altissimo e nel momento in cui risolveranno problemi sarà dura lottare contro di loro. Poi abbiamo visto quanto la Honda è riuscita a migliorare, vedere Nakagami e Alex Marquez è significativo”.

Ma le piace questo mondiale dell’incertezza?

“Mi piace, il livello è molto alto. L’equilibrio che c’è è interessante. Ma è strano quanto possa cambiare il livello di competitività da una pista all’altra. Credo sia il connubio moto, tipo di gomma, asfalto”.

Albi: "Valentino aveva aspettative su questo mondiale, ma anche punti interrogativi"

Poteva essere l’anno di Valentino?

“L'aveva approcciato con delle aspettative ma anche con punti di domanda, era stato fatto un grande cambiamento: quello del capotecnico. L’anno scorso aveva avuto grandi difficoltà tecniche: il riscaldamento della gomme posteriore che non gli aveva permesso di esprimersi e di capire il proprio livello. Con l’arrivo di David Munoz i punti interrogativo non mancavano, la gara a Jerez è stata fatta con gli stessi problemi di un anno fa, poi da lì il cambiamento. Vale oggi può essere veloce, costante per tutta la gara. Ma quando cambi il capotecnico devi ricreare un feeling, lavorare sui dettagli, e quest’anno quella roba lì era tutta da ricreare, mettere insieme, da far funzionare. Però è contento”.

Poi è arrivato il Covid.

“A livello fisico sta bene, direi che è un semi asintomatico. Ha avuto qualche sintomo nel giorno in cui sarebbe dovuto partire. Aveva avuto qualche sintomo giovedì mattina, venerdì era peggiorato un poco e poi più niente. Adesso sta bene, è in forma. Ma…”.

Albi: "Rossi è incazzato col Covid: era stato attentissimo"

Ma?

E’ veramente incazzato. L’ha presa male. Perché è sempre stato attento”.

Si è spaventato?

“Lo turba come turba tutti. Ancora oggi, pur con una virulenza diversa, ci sono persone che stanno male. Noi abbiamo amici o persone che sono state male, alcune sono state molto male. E poi tutti abbiamo genitori, nonni, persone a cui vogliamo bene”.

Che anno sarà il prossimo per Vale?

“Non tanto diverso da questo, almeno dal punto di vista dell’approccio. Cambieranno i colori della moto, ma tante altre cose non cambieranno: il capotecnico, gli ingegneri Yamaha, Yamaha ha dato continuità al contratto da pilota factory. Insomma, una serie di cose rimarranno le stesse. E poi ha voglia: l’avevo sentito dopo i test in Portogallo. “Bellissima”. “Mi dà gusto da matti”. “E’ una figata”. Quello è l’aspetto che anima tutto. E’ carico per il prossimo, sperando che ci siano le condizioni a livello sanitario”.

A livello imprenditoriale il virus per voi cosa sta significando?

“Crea grandissime difficoltà. I partner sono tutti in una situazione di stand by perché ancora non c’è la luce in fondo al tunnel, è tutto fermo. Stiamo vivendo in un mondo congelato. Ma le cose devono andare avanti, le persone devono lavorare, vivere. Noi siamo fortunati, siamo in una situazione buona: le nostre strutture sono solide, possiamo affrontare questo momento con un po’ di serenità. Abbiamo lavorato bene negli anni passati, ma oggi quello che stiamo facendo in generale è rimodulare il tutto. Perché il mondo sarà diverso”.

 

 

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