MotoGP, Guidotti: "Pronti a perdere Bagnaia se Ducati chiama. Marini? È maturo"

"Potrebbe accadere se la trattativa con Dovizioso non andasse in porto". Poi scherza: "Un altro sostituto? Stoner perfetto per un campionato a porte chiuse!"

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Non siamo andati male, anche se abbiamo raccolto meno di quanto potevamo. Le gare sono così”, Francesco Guidotti commenta con filosofia e ironia le prime due gare dell’anno a Jerez, in cui il team Pramac ha recitato il ruolo di protagonista. Al team manager rimane l’amarezza di un podio che è scomparso tra le dita in una fumata bianca, ma Bagnaia e Miller hanno dimostrato di potersela giocare alla pari con i piloti ufficiali.

Iniziamo da Miller, potevi aspettartelo competitivo dopo i risultati della scorsa stagione.

Sì, ma non era scontato che ripartisse da lì. È bello avere anche delle conferme, non solo delle sorprese”.

La sorpresa l’hai avuta, con Bagnaia.

Una bella sorpresa e spero non sia stato solo un lampo nel cielo, ma l’inizio di quello che ci aspettavamo. Sono stati bravi entrambi”.

"La rottura di Bagnaia una delusione talmente grande da fare fatica ad arrabbiarsi”

Cosa ti ha detto Pecco quando è rientrato ai box?

È stata una delusione talmente grande che abbiamo fatto fatica ad arrabbiarci (ride). Ha comunque fatto una gara stupenda, esagerata. Accontentiamoci di quello che è stato, non pensiamo a quello che avrebbe potuto essere”.

Quando hai capito che Bagnaia aveva fatto il passo in avanti decisivo?

Ho iniziato a sperare alla fine della gara della domenica precedente. Aveva avuto un calo di prestazioni quando avevano iniziato a consumarsi le gomme, però negli ultimi due o tre giri aveva ricominciato a girare con i tempi del gruppo di testa. Mi aveva poi detto che aveva dovuto guidare di forza quando gli pneumatico erano iniziati a calare, ma anche che proprio negli ultimi giri aveva capito come gestire la situazione. Aveva confermato la mia impressione e il suo commento mi aveva dato speranza, era un segnale positivo”.

Il cambiamento è stato quindi più suo che sulla moto per la seconda gara?

Certamente, poi anche le modifiche sulla moto sono andate tutte nelle direzione giusta e lui ha potuto beneficiarne ancora di più. Ora aspettiamo le prossime gare, se tutto continuerà così, una rondine non fa primavera”.

“Non sono preoccupato dell’affidabilità di Ducati, non è stato un problema strutturale”

Il problema tecnico che ha fermato Bagnaia, desta qualche preoccupazione di affidabilità?

Direi di no, nei prossimi giorni i tecnici Ducati ci diranno cosa è successo. C’è stato un cedimento, ma non è esteso a tutte le Desmosedici, è successo solo a Pecco in gara. Non per puntare il dito, ma Yamaha ha avuto 3 problemi su 4 moto, in quel caso mi preoccuperei di più. Nel nostro caso, mi viene a pensare a un problema a un componente, non a qualcosa di strutturale”.

Le alte temperature potrebbero avere influito?

“Il caldo era estremo, le temperature di acqua e olio erano al limite. Poi, a differenza della Malesia, non c’era umidità, ma un caldo africano, mi ha ricordato quello della prima volta che abbiamo corso in Qatar. Le condizioni non hanno aiutato, ma non penso che siano nemmeno state la causa del problema. Penso che sarebbe capitato comunque prima o poi”.

Le due gare di Jerez ci hanno fatto vedere che i team satellite, con Petronas e Pramac, possono ottenere risultati migliori di quelli ufficiali. È un qualcosa a cui non eravamo abituati.

Ducati e Yamaha hanno una politica per cui investono molto sui team satellite, dando materiale che permette loro di fare certi risultati. Quindi non mi meraviglio più, soprattutto in un’era in cui i motori sono contingentati ed elettronica e gomme sono uguali per tutti. Quando una Casa ha interesse a fare crescere i giovani e fare sviluppo, dà un moto uguale a quella del team ufficiale e degli ingegneri che la fanno funzione nel migliore dei modi, se hai il pilota giusto puoi toglierti delle belle soddisfazioni”.

“Le nuove Michelin? Non è una questione tecnica ma di sensazioni del pilota”

Miller e Bagnaia hanno fatto la differenza anche nell’interpretazione della nuova gomme Michelin? Loro non se ne sono mai lamentati, a differenza di quanto fatto da Dovizioso e Petrucci.

Probabilmente a volte non c’è una spiegazione scientifica, è una questione di sensazioni che si hanno con la gomma e la risposta del gas, riescono a gestire l’accelerazione e la derapata”.

Lo stile di guida può fare la differenza?

Faccio fatica a trovare una giustificazione tecnica. L’anno scorso Quartararo, con lo stesso stile di guida e con la vecchia gomma, era comunque in quelle posizioni, e Valentino aveva gli stessi problemi. La soluzione non si trova mai con una sola mossa, tutti i componenti devono andare nella stessa direzione. Qualcuno sicuramente ha trovato dei benefici dal nuovo pneumatico, ma se pensiamo a Bagnaia, lui nella scorsa stagione correva con una moto vecchia di un anno, è difficile sapere quanto merito sia del pilota e quanto della moto, non c’è mai solo una ragione per un cambiamento così radicale. Vengono date tante responsabilità a questa gomma, ma poi servono delle controprove”.

“Sono pronto a perdere Bagnaia se la trattativa con Dovizioso non dovesse andare in porto”

Parliamo ora di mercato, perché al momento il team Pramac è senza piloti per il prossimo anno.

Il rinnovo con Bagnaia ormai è praticamente scontato, ma potrebbero portarcelo via se non dovesse andare in porto la trattativa estenuante con Dovizioso”.

Sei pronto a perderlo?

Per forza, non ho molto margine di trattativa con Ducati (ride). Scherzi a parte, non metterei mai il veto su un possibile passaggio di una pilota al team ufficiale, anche perché è il nostro compito favorirlo. Se per assurdo dovesse capitare di fornire loro entrambi i piloti, vorrebbe dire che nell’anno in corso il team ufficiale sarebbe il nostro, in un certo senso. Sarebbe bello se accadesse anche perché vorrebbe dire che, quando tre anni fa, scegliemmo Pecco ci avevamo visto bene”.

“In Moto2 mi piace Luca Marini, ha la maturità per il salto in MotoGP”

In questo caso si andrebbe a pescare il sostituto di Bagnaia in Moto2, su chi punteresti?

Luca Marini è sicuramente il pilota che ha più esperienza e ha già fatto vedere di sapere stare davanti, anche se a volte a fasi alterne. Penso che abbia anche la maturità agonistica per fare il passaggio in MotoGP. Bastianini ha fatto vedere di esserci, ma probabilmente deve fare ancora più esperienza in Moto2, che è una classe maggiormente formativa, sia come persona e pilota, è dove ti abitui alla strategia di gara e a guidare una moto più pesante e potente. Marini mi sembra il pilota più completo a oggi, poi magari fra 3 gare cambia tutto”.

Avete fretta di chiudere i vostri programmi per il futuro?

Possiamo aspettare perché, nel caso ce ne fosse bisogno, offriremmo una moto che ingolosisce sia a un debuttante che a un pilota di esperienza”.

Un pilota di esperienza rientrerebbe nei vostri piani?

In teoria no, ma le cose cambiano velocemente. Per il momento non ci siamo posti il problema, abbiamo solo iniziato a fare qualche ragionamento, fra due o tre gare dovremmo decidere”.

Altre idee?

Questo sarebbe stato un campionato perfetto per Stoner, a lui che non piacevano eventi promozionali e giornalistici. Scrivilo pure: potremmo pensare a Casey! (ride)”.

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