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MotoGP, Marquez: "Non mi importa che la moto sia difficile purché sia veloce"

"La Honda deve migliorare nel 2020 ma il carattere della moto non si può cambiare da un anno con l'altro".

MotoGP: Marquez: "Non mi importa che la moto sia difficile purché sia veloce"

E' un Marc Marquez rilassato quello che si è presentato al circuito di Motegi per il sedicesimo appuntamento della stagione MotoGP. Una stagione che il campione spagnolo ha appena vinto, in Thailandia la scorsa settimana, dopo un dominio senza discussioni. A parte la caduta di Austin (avvenuta non per colpa sua e mentre era in solitaria davanti a tutti) il peggior risultato di Marquez nel 2019 è stato il secondo posto, ottenuto 5 volte a fronte delle 9 vittorie. Come abbiamo detto prima: un dominio senza discussioni. Dopo una stagione del genere, chiusa con 4 round di anticipo, dove si trovano le motivazioni per le ultime gare?

"Dopo i festeggiamenti per la vittoria del titolo con il team e la famiglia non ho dimenticato di preparare queste gare, l’ho fatto diversamente ma mi sento bene, rilassato - ha detto Marquez - La mentalità è sempre la stessa e anche la strategia: prepararsi al meglio durante le prove per vincere domenica. Vincere aiuta a vincere e quindi è importante continuare a farlo. La migliore benzina per il corpo è la vittoria, ovviamente l’inconscio mi frenerà un po’ in queste gare perchè ho già vinto il campionato ma voglio fare delle buone prestazioni per il team che si impegna molto. Devo anche cercare di preparare al meglio il 2020". 

Vincere aiuta a vincere, certo, ma ora l'obiettivo principale è il 2020. Honda sta lavorando sulla nuova moto e sia Cal Cructhlow che Jorge Lorenzo si sono lamentati di quella di quest'anno, sopratutto per il motore, giudicandolo troppo difficile rispetto a quello del 2018. Cosa ti aspetti?

“E’ vero, il motore del 2018 era un po’ più facile ma il tempo su giro era 3 decimi più lento, bisogna capire se si vuole velocità o facilità di guida. A me personalmente non importa guidare una moto difficile, l’importante è che sia veloce. Vorrei che nel 2020 rimanga questa potenza ma che si migliori quelle piccole cose che ancora mancano come la trazione e la dolcezza nelle curve. Però il carattere della Honda non va cambiato da un anno con l’altro”. 

In ballo, però, ci sono ancora i mondiali costruttori e team. Honda domina il primo con 77 punti di vantaggio mentre, nel secondo, il team ufficiale della casa di Tokyo paga 19 punti da Ducati. Che possibilità avete?

"Il titolo costruttori è possibile mentre per quello dei team la situazione è un pochino più difficile e non dipende completamente da me, c'è anche Lorenzo. Jorge vuole uscire dalla situazione in cui si trova, lo sta facendo passo dopo passo e questo circuito potrebbe aiutarlo".

Oltre a questo, Honda, nelle ultime 3 gare potrà contare su Johann Zarco che sostituirà Nakagami che dovrà operarsi alla spalla. 

"Ho saputo in Thailandia che Taka si sarebbe dovuto operare - ha detto Marquez - per Zarco sarà una buona opportunità e spero andrà bene perchè è un buon pilota. Anche per Honda è un’opportunità per vedere un pilota in più sulla loro moto". 

Hai qualche consiglio per Nakagami? Avevi subito anche tu un infortunio simile alla spalla. 

"E’ un infortunio diverso, i dottori a me avevano detto 3 mesi e io non gli avevo creduto dicendogli che ce l’avrei fatta in un mese. Invece ce ne ho messi 2 e mezzo. Il mio consiglio per lui è di credere ai dottori e di fidarsi, ci vorrà del tempo per recuperare". 

Tornando al weekend di Motegi, chi saranno i tuoi avversari? 

"Dovizioso mi ha dato tanto filo da torcere qui, è stata una bella battaglia anche se poi lui è caduto a due giri dalla fine. Penso che sarà veloce questo weekend. Quartararo sta andando molto forte ultimamente e questo è uno dei suoi circuiti preferiti e quindi sarà competitivo. Non devo dimenticare Vinales e Rins che saranno veloci e potrebbero lottare per la vittoria". 

Qui in Giappone i tifosi sono soliti fare molti regali ai piloti, quali sono quelli che ti stupiscono di più?

"E' vero, i tifosi giapponesi ci regalano molte cose. Alla fine del weekend il motorhome è sempre colmo di regali. E’ incredibile come riescono a riprodurre le nostre moto, le tute e i caschi in miniatura. I regali che ci fanno suoi sono molto preziosi per me, li tengo a casa mia". 

Audio raccolto da Paolo Scalera

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