MotoGP, Lorenzo: "Con Honda e contro Marquez la mia sfida più difficile"

ESCLUSIVO. "Non mi arrendo. Marc è tra i tre talenti più grandi della storia del motociclismo, ma proverò a batterlo. Dovizioso? la Ducati era la sua moto ma alla fine ero riuscito a batterlo. Rossi? Il più simile a me"

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Per 9 anni ha guidato la Yamaha, abbastanza per pensare che non se ne sarebbe mai andato. Poi, però, la sua carriera ha preso un’altra piega e da lì in poi non sono mancati i colpi di scena. Ultimamente a Lorenzo, purtroppo o per fortuna, le cose facili non sembrano piacere. Sceglie i sentieri più impervi, incespica, si rialza, scivola nuovamente, allunga il passo e, fino a ora, è arrivato sempre in cima.

Lo ha fatto con la Ducati, riuscendo a domare la bestia rossa, ci sta provando con la Honda. Infortuni e sorte non gli hanno dato una mano in queste prime gare, ma il maiorchino non è tipo da gettare la spugna.

Jorge, come definiresti questo momento della tua vita?
Sto affrontando una sfida difficile, solitamente mi piacciono ma solamento quando alla fine riesco a superarle (ride) altrimenti diventa dura. È la vita, è come essere su un ottovolante, ma il bello è che nulla dura per sempre.

"In Ducati sono arrivato per scelta, in Honda per una serie di circostanze"

Ultimamente ti piace scegliere la strada più difficile…
È vero per Ducati, era stata una mia decisione passare a quell’azienda, ma non per Honda. Sono state una serie di circostanze a offrirmi un’opportunità ottima”.

I risultati stentano ad arrivare, tu e la squadra avrete entrambi pazienza?
Abbiamo parlato e ho detto loro che sarà una sfida lunga, perché la Honda non è una moto che si adatta naturalmente al mio stile di guida. Ho subito degli infortuni, ho dovuto saltare i test di Sepang, tutto questo ha reso per me complicato tenere ritmo dei migliori. Devo affrontare questo momento con pazienza e sapere che ogni piccolo progresso sarà una vittoria perché mi avvicinerà ai migliori, quando succederà vedremo le cose con altre prospettive”.

Per un campione quanto è difficile accettare di non potere vincere?
È dura, ma c’è di peggio nella vita. Ancora una volta, tutto dipende dalla prospettiva da cui vedi le cose: io so comunque di essere fortunato anche se in questo momento non posso puntare alla vittoria”.

Mai pensato di arrenderti?
Mai, ho due anni di contratto e spero che i piccoli progressi, che sicuramente farò con più esperienza, facciano aumentare le motivazioni mie e della squadra e a credere che in futuro potremo aspirare a grandi risultati”.

"A 23 anni pensavo di ritirami a 27, ma sono ancora qui. Correre a 40 anni? Impossibile dirlo"

Hai un contratto fino al termine del 2020, ti vedi ancora in sella a 40 anni, come Rossi?
Dipende dalle motivazioni di ognuno, dagli infortuni che capitano, non si può pensare a lungo termine. A 23 anni dicevo di volere smettere a 27, perché avrei passato già tanti anni in questo mondo, ora ne ho 32 e sono ancora qui. Si deve pensare anno per anno”.

Cosa ti ha dato e cosa ti ha tolto il motociclismo?
“Mi ha tolto un piccolo pezzo di dito della mano sinistra (ride). Sicuramente mi ha negato dei momenti di divertimento con gli amici, momenti liberi, ho dovuto allenarmi e sacrificarmi, ma anche le persone normali si sacrificano ogni giorno sul proprio posto di lavoro. Una vita perfetta è impossibile, io sono stato molto fortunato”.

Guardanti indietro, cosa non rifaresti?
Ho commesso tantissimi errori, ma il passato non si può cambiare e si può solo imparare da quello che è accaduto. È inutile pensare  a cosa avresti potuto fare di diverso”.

"Rossi il più simile a me, Dovizioso intelligente, Marquez un altro mondo"

Come descrivi i tuoi compagni di squadra: Rossi, Dovizioso e Marquez?
Valentino tecnicamente è il più simile a me, preciso e costante. Andrea è un pilota sicuro, intelligente e freddo, sbaglia poche volte ma tecnicamente abbiamo poco in comune. Marquez è un altro mondo: è aggressivo, ha una guida fisica, è molto veloce e non ha la paura di cadere”.

Chi ha rappresentato per te la sfida più difficile?
La Yamaha era una moto naturale per Rossi e per me, entrambi avevamo una grande ambizione, un livello simile e abbiamo lottato tante volte l’uno contro l’altro. Contro Andrea, quando lui era in Yamaha ero io il più veloce, mentre con Ducati è stato l’opposto. Aveva una grande esperienza con quella moto e gli veniva naturale guidarla, ma alla fine sono riuscito a batterlo. L’anno scorso, se non mi fossi infortunato, avrei potuto terminare il campionato molto vicino a lui in classifica”.

Resta Marquez…
Quella con Marc è la sfida più difficile: ha 26 anni, è molto forte fisicamente ed è al 7° anno sulla Honda, la conosce alla perfezione. Sicuramente Marquez è uno tra i due o tre talenti più grandi della storia del motociclismo, sarà molto dura per me arrivare al suo livello, ma penso che con il tempo potrò riuscirci e ci proverò”.

"È più facile cambiare moto che mettere su famiglia!"

Come immagini il Lorenzo non più pilota?
La libertà nella vita è molto importante, più ne hai e più sei felice. Devi essere molto sicuro prima di fare un passo importante come è mettere su famiglia o fare un figlio,  certamente è più complicato che firmare un contratto per salire su una nuova moto (ride). Una volta finiti i miei giorni da pilota, mi piacerebbe godermi delle cose che non ho mai  fatto prima, come viaggiare per il mondo, conoscere i migliori ristoranti, alberghi e spiagge. Poi penserò a mettere la testa a posto (ride)”.

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