Tu sei qui

MotoGP, Yamaha tira fuori gli artigli: "Sappiamo essere aggressivi"

Parlano i responsabili Tsuji e Jarvis: "abbiamo fatto un reset. A Sepang decideremo il nuovo motore. Niente wild card per Folger al momento"

MotoGP: Yamaha tira fuori gli artigli: "Sappiamo essere aggressivi"

Yamaha è sempre stata l’azienda dei piccoli passi, in cui la parola evoluzione è più importante di quella rivoluzione. Lo si vede anche nella M1, una moto che è progredita negli anni ma senza mai cambiare la filosofia di fondo. Dopo le difficoltà del 2018, però, qualcosa è cambiato e serviva una decisa sterzata.

Soprattutto nell’organizzazione interna e infatti il Reparto Corse ha nuovi general manager, Hiroshi Ito, e group leader, Takairo Sumi, che dimostrano la voglia di battere nuovi percorsi. A ciò, si aggiunge la volontà di dare maggiore peso agli ingegneri della sede italiana, che si occuperanno di elettronica e dinamica del veicolo.

Durante la presentazione è stato usato il termine ‘aggressività’, ma come si traduce in concreto? “Significa ampliare i confini, avere una maggiore collaborazione tra i vari reparti. Per Yamaha è una grande rivoluzione” spiega Kouichi Tsuji, presidente Yamaha Racing.

L’ingegnere giapponese è a capo del progetto MotoGP e, trincerandosi dietro alla riservatezza tipica giapponese, fa trapelare le novità con il contagocce.

Per i test a Sepang i piloti avranno, di base, un solo motore, ma con parti diverse da valutare. Entro la fine dei tre giorni valuteremo quale specifica omologare per la stagione” la criptica versione di Tsuji, ben attento a non mostrare le sue carte.

Su una cosa, però, è certo: la Yamaha non monterà mai un propulsore V4, come Honda e Ducati.

Per me non c’è una grande differenza tra quell’architettura e il quattro cilindri in linea che usiamo - spiega -  Comunque, avevamo provato a disegnare un V4 nel momento del nostro ingresso in MotoGP, ma dopo non lo abbiamo più preso in considerazione”.

La Casa di Iwata si sta impegnando anche nelle derivate di serie, ma l’ingegnere giapponese assicura che non distoglierà investimenti e attenzioni dalla MotoGP.

La SBK è un progetto di Yamaha Europa, noi non siamo molto coinvolti e la priorità resta la MotoGP” le sue parole.

A continuare a descrive i cambiamenti che Yamaha sta affrontando è il managing director Lin Jarvis, più loquace del boss giapponese.

Penso che la cosa più importante sia avere finito la stagione in un modo molto migliore rispetto a come la iniziammo. Questo ci ha datò ottimismo e un po’ di fiducia” è il punto da cui vuole partire.

Jarvis sa che nei prossimi giorni tutti gli occhi saranno puntati sul box blu (e nero) in Malesia e non nega la grande importanza delle prossime prove.

I test a Sepang saranno molto importanti, cruciali, per confermare se stiamo andando nella giusta direzione - sottolinea - Inoltre molto presto dovremo decidere quale specifica di motore useremo durante la stagione. Siamo molto ansiosi di affrontare queste prove, dobbiamo scoprire in che punto ci troviamo e dobbiamo essere realisti”.

La curiosità è tanta anche per gli appassionati.

Non ci sarà nulla di radicalmente diverso rispetto a quanto visto a Valencia - spiega - Ci siamo concentrati sull’affinamento delle specifiche di motore che avevano provato e a Sepang Rossi e Vinales valuteranno le modifiche fatte. Non sarà una rivoluzione”.

Valentino, durante la presentazione della squadra, ha sottolineato come la gestione delle gomme sia diventato il punto chiave per un progetto vincente.

A partire dallo scorso anno, c’è una persona nel team concentrato solamente sulle gomme e continueremo così - dice il manager - Anche l’elettronica è molto importante sotto questo aspetto, non posso dire come lavoreremo con Michelin ma abbiamo bisogno di capire meglio come gestire gli pneumatici al meglio”.

Yamaha sta attraversando un momento particolare, come lo si può descrivere?

Penso che il termine migliore da usare sia ‘reset’ - la sua risposta - Abbiamo capito di dovere essere più aggressivi e di avere bisogno di utilizzare anche collaborazioni esterne, l’importante è fare lavorare uniti tutti i gruppi. Sumi era il responsabile del telaio della M1 e lavorava a stretto contatto con Tsuya, è una persona molto orientata verso il lavoro di gruppo e questo mi fa essere molto fiducioso nei suoi confronti. Sa riconoscere l’importanza di ogni elemento e di lavorare insieme, penso che questo fosse il cambiamento più importante da fare”.

Insieme alla costruzione dell’asse Italia-Giappone, per così dire, con la sede di Gerno di Lesmo che avrà voce nello sviluppo del progetto M1.

L’interazione tra Europa e Giappone sarà importante, gli ingegneri in Italia acquisteranno maggiore peso - conferma - Inoltre avremo un test team che ci mancava, sono tanti miglioramenti ma soprattutto lavoreremo tutti insieme”.

Yamaha ha scelto Folger come collaudatore. Il tedesco è giovane e conosce la M1, la domanda è se lo vedremo anche in pista in qualche GP, come succede per i tester delle altre Case.

“Per il momento non è in programma che Folger faccia alcuna wild card - chiude la porta Jarvis - La sua priorità sono i collaudi, se qualcosa cambierà nel corso della stagione ne riparleremo. Penso che debba essere concentrato sui test e non sulle gare, per esempio Smith ne correrà 5 e mi sembrano troppe. Jonas è stato fuori dai giochi per una anno e deve riprendere il ritmo, se correre una gara potrà aiutarlo in questo processo allora ne potremmo discuterne”.

L’ultima novità è la nuova struttura satellite.

Il team Petronas potrà aiutarci, Morbidelli avrà una moto del tutto simile a quella ufficiale e ha un buon rapporto con Valentino, credo sarà veloce, mentre Quartararo avrà bisogno di un po’ di tempo. Con loro ci saranno Forcada e Zeelenberg che conosciamo bene, si sarà un buono scambio di informazioni” assicura.

Intervista raccolta da Paolo Scalera

Categoria: 

Articoli che potrebbero interessarti