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MotoGP, DesmoDovi non basta per fermare Magic Marquez

Testa a testa incandescente ad Aragon, ma a vincere è il 93, sul podio anche Iannone, 6^ l'Aprilia di A. Espargarò, 8° Rossi, Lorenzo fuori alla prima curva

MotoGP: DesmoDovi non basta per fermare Magic Marquez

Andrea Dovizioso e Marc Marquez. Sembra di essere tornati indietro nel tempo a un anno fa, quando i due si rispondevano a colpi di sorpassi e controsorpassi per conquistare il Mondiale. Solo che nel 2017, quando la sfida fece tappa ad Aragon, la coppia era appaiata in Campionato, mentre oggi il sei volte iridato poteva fare affidamento su oltre 60 punti di vantaggio nei confronti dell’italiano.

A Marc Marquez poco è importato di questo bottino, perché davanti al proprio pubblico non ha pensato a fare calcoli, scendendo in pista col coltello tra i denti e sorprendendo con la scelta della morbida. Nella prima parte di gara ha studiato da vicino il forlivese, gestendo le gomme, poi è passato all’attacco, dando vita a un incandescente testa a testa con il portacolori Ducati, dove si è pure intromessa la Suzuki di Iannone. Sembrava di rivivere il testa a testa di un anno fa al Red Bull Ring, o a Motegi. Solo che questa volta la corsa non si è decisa all’ultima curva, bensì a due tornate dalla conclusione, quando lo spagnolo ha cambiato passo, senza che il rivale riuscisse più a fermarlo.

Il pugno sul petto mostrato una volta transitato sotto la bandiera a scacchi è il significato che Aragon è ancora terra di conquista del 93, per il terzo anno di fila. A Dovizioso non resta che accontentarsi del secondo posto, ma la maledizione del Motorland è finalmente scacciata. Già, perché se fino allo scorso anno il tracciato spagnolo rappresentava un tabù per il forlivese, adesso non ci sono più segreti per lui e la Rossa di Borgo Panigale. Nella domenica di Aragon, la gioia di Andrea fa da contrasto alla delusione sul volto di Jorge Lorenzo, uscito di scena alla prima curva. Il 99 scattava dalla pole, ma è stato vittima di un highside che gli ha causato la frattura dell’alluce del piede destro, tanto da costringerlo ad alzare bandiera bianca e doverlo ingessare una volta arrivato in clinica mobile.

JORGE LORENZO - ARAGON

In una giornata dove i colori spagnoli hanno fatto bottino pieno, ci sono due italiani anche sul podio della classe regina. Oltre a Dovi, spicca infatti il terzo posto di Andrea Iannone, che si lascia alle spalle le difficoltà incontrate negli ultimi mesi con la Suzuki. Una prestazione incoraggiante per il pilota di Vasto, che ritrova finalmente il sorriso precedendo il compagno di squadra, Alex Rins.   

Ad Aragon risorge quindi la Suzuki, mentre la Yamaha resta a tutti gli effetti un malato che non sembra intenzionato a dare segnali di vitalità. Ancora una volta è servito Valentino Rossi per metterci una pezza, se così si può definire. Una corsa tutta in rimonta quella del 46, capace di agganciare l’ottavo posto alle spalle di Danilo Petrucci, complice anche le cadute di Lorenzo, Bautista e Crutchlow. Resta però un gap di ben 15 secondi dalla Honda di Marc Marquez, sui cui non si può certo sorvolare. E che dire poi di Maverick Vinales, chiamato a consolarsi con un decimo posto, seguito da Franco Morbidelli, il migliore tra i rookie. Tornando ai piani alti della classe, Dani Pedrosa manda segnali di riscossa grazie a un quinto posto davanti all’Aprilia di Aleix Espargarò, alla migliore prestazione stagionale.    

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