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MotoGP, Rossi: sono 2° in classifica ma non in lotta per il titolo

Valentino festeggia al Mugello e scherza sul ritorno di Lorenzo in Yamaha: "mi piacerebbe avere compagni lenti, ma darà motivazione"

MotoGP: Rossi: sono 2° in classifica ma non in lotta per il titolo

Un podio al Mugello è una medaglia che ogni pilota è orgoglioso di appuntarsi al petto, anche per Valentino, a cui serve Wikipedia per ricordarsi quante volte abbia salito quei gradini. “Vale la pena correre tutto l’anno per salire sul podio qui. Non scherzo: ripaga di tutti gli allenamenti, i viaggi e gli sforzi fatti per continuare a essere un pilota” ammette Rossi.

La sua non è stata una gara facile, ha sofferto, stretto i denti, lottato contro le gomme e, soprattutto Iannone, ma la fatica lo ha ripagato.

È stata una delle gare più dure che ricordi negli ultimi tempi - spiega - Per me la gomma più dura all’anteriore non è stata una scelta, ma un obbligo per finire la gara. Però lo sterzo continuava a chiudersi, non potevo spingere. La pole position di ieri è stata cruciale per ottenere questo risultato”.

Ti aspettavi di dovere soffrire così tanto?
Sì e a un certo punto della gara, quando mi ha passato anche Rins, disperavo per il podio. Però mi sono attaccato a una speranza: lui, Iannone e Petrucci montavano la gomma morbida all’anteriore e speravo andassero in crisi. È accaduto”.

Dicevi non sarebbe stata una gara strategica…
E invece lo è stata. Quando guardavo gli altri piloti mi apparivano in sovrimpressione la loro scelta di gomme, come in TV (ride) Vedendo Marquez cadere ho capito di dovere stare ancora più attento”.

Ti ha sorpreso il suo errore?
Lo stile di Marquez è correre all’attacco, questa volta la gomma non l’ha perdonato

Il podio ti ha portato fino al secondo posto in campionato…
Sinceramente non pensavo di potermi trovare in questa posizione. Significa che non abbiamo sprecato nulla in queste gare, ma non dimentico che il migliore risultato ottenuto in questa stagione è il terzo posto. Se vogliamo lottare per il titolo dobbiamo essere più veloci, ora non lo siamo a sufficienza”.

Però è il secondo podio consecutivo…
Abbiamo migliorato il bilanciamento della M1 e possiamo sfruttare le se qualità quando c’è aderenza, come in qualifica o quando le gomme sono nuove. Nella seconda parte di gara, però, soffriamo più di Honda e Ducati. Abbiamo bisogno di una mano dal Giappone, il nostro problema è conosciuto e l’ho spiegato chiaramente. Abbiamo davanti a noi un lavoro lungo e complicato, ma Yamaha ha già iniziato”.

È una dichiarazione di resa?
Assolutamente no, io continuerò a provarci, ve lo assicuro. In questo momento, spererei di lottare per la vittoria a partire dalla seconda metà della stagione.

Chi la dura la vince, con Lorenzo ha funzionato in Ducati. Ti ha sorpreso?
È difficile stupirsi che un pilota del calibro di Jorge vinca. Il processo per riuscirci con Ducati è difficile, serve tempo, perché è una moto molto diversa dalla Yamaha a cui lui era abituato. Non è facile per nessuno farcela, ma, quando ieri ho analizzato i fogli dei tempi, ho capito che oggi avrebbe potuto vincere”.

Contento o preoccupato che torni in Yamaha il prossimo anno?
Sono sincero, a me piacerebbe avere solo compagni di marca che vadano piano (ride). Scherzi a parte, ci sono pro e contro ma piloti come lui danno motivazioni. Il vero problema è un altro: secondo me è sbagliato che si debbano chiudere i contratti così presto. Praticamente, alcuni piloti rischiano di doversi giocare il futuro nelle prime 3 gare e non è giusto”.

Qual è la soluzione?
Sarebbe facile dire di iniziare a parlare dopo la prima metà della stagione, ma è una cosa impossibile da controllare”.

Sapevi di avere raggiunto i 5.000 punti in carriera?
"È un bel risultato, ma io voglio vincere".

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