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MotoGP, Yamaha si divide: sviluppi diversi per Rossi e Vinales

Il team manager Meregalli: "possiamo seguire due strade contemporaneamente. Zarco? ho capito che dobbiamo lavorare sull'elettronica"

MotoGP: Yamaha si divide: sviluppi diversi per Rossi e Vinales

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Quando Massimo Meregalli, il team manager di Yamaha, risponde al telefono è davanti al gate all’aeroporto in attesa di imbarcarsi sul volo che lo porterà a Doha. Lo aspettano 3 giorni di fuoco sulla pista di Losail, gli ultimi prima dell’inizio del campionato e fondamentali per capire cosa non vada sulla nuova M1.

A Sepang, a parte l’ultimo giorno, la Yamaha 2018 sembrava essere nata sotto la giusta stella ma in Tailandia è arrivata una doccia fredda sia per Valentino che per Vinales.

A Buriram si sono ripresentati alcuni dei limiti di cui soffrivamo lo scorso anno - conferma Meregalli - ma questa volta i due piloti hanno lamentato problemi diversi e questi ci ha costretto a lavorare in due differenti direzioni”.

Rossi ha puntato il dito sull’elettronica, Maverick sulla ciclistica.
Sì, Valentino è molto contento di come si guida la nuova moto ma ha sofferto sotto il punto di vista elettronica. Vinales, invece, non riusciva a frenare la moto e a farla curvare come avrebbe voluto. Entrambi, però, sono soddisfatti del nuovo motore e della velocità di punta che garantisce”.

Cosa è successo in Tailandia?
In Malesia eravamo riusciti ad avere buone prestazioni anche gomme usate, a Buriram invece abbiamo sofferto molto con gli pneumatici. È stato un problema comune a molti, ma noi abbiamo faticato di più. Siamo però migliorati e nell’ultima giornata siamo riusciti a percorrere la distanza di gara con le gomme più morbide, cosa impossibile all’inizio delle prove”.

Il bilancio non è stato comunque positivo…
Abbiamo avuto problemi che non ci aspettavamo. Guardando il disegno del circuito di Buriram, credevamo di andare su una pista che si sarebbe adattata bene alla nostra moto”.

Qual è l’origine dei problemi?
Sicuramente i tre fattori M1, gomme e asfalto ci costringono a un range ottimale di utilizzo delle gomme più ristretto rispetto ai nostri avversari. Questo lo sappiamo”.

Oltre al danno c’è stata la beffa di vedere Zarco nelle prime posizioni con la M1 satellite. La gente si chiede: non potete semplicemente copiare da lui?
È normale che dall’esterno la si pensi così. La sua moto e quelle del team ufficiale in questo momento sono molto simili, la maggiore differenza è che noi abbiamo una successiva evoluzione del motore”.

Quindi perché va così forte?
In questo momento, spero di potere dare una risposta dopo questo test in Qatar (ride)”.

Scherzi a parte, cosa ti hanno fatto capire le sue prestazioni?
A questo punto, penso che sia l’elettronica l’area da sistemare. L’anno scorso avevo qualche dubbio, ma ora che la M1 usata da Zarco è al 90% uguale alla nostra, è una certezza. Valentino ci aveva detto già dopo il GP dell’Argentina che dovevamo svilupparla”.

Zarco usa un’elettronica diversa dalla vostra?
No, la base è uguale ma ogni pilota la calibra a seconda delle proprie esigenze”.

Rossi spinge sull’elettronica, Vinales sulla ciclistica: quale strada prenderete?
Possiamo prenderle entrambe, già l’anno scorso abbiamo portato avanti lo sviluppo in due direzioni diverse fino a dove è stato possibile e sicuramente possiamo farlo anche adesso”.

Quindi Rossi potrà correre, ad esempio, con il telaio 2018 e Vinales con il 2017 che ha richiesto?
Sì, logicamente in questo caso c’è una dispersione di forze perché bisogna lavorare su due progeti diversi, ma se i piloti hanno richieste differenti siamo pronti a farlo”.

Qual è il programma per questi test in Qatar?
Scoprirò il programma di lavoro solo domani, quando avrò la consueta riunione tecnica con gli ingegneri giapponesi. Non credo però che avremmo qualcosa di completamente diverso, non c’è stato il tempo per realizzarlo e non è nello stile di Yamaha”.

Domenica mattina i test saranno finiti, cosa dovrà essere successo per svegliarti contento?
Voglio capire quale problema ci sia a monte. Non mi interessa fare semplicemente il giro più veloce, voglio conoscerne il motivo. Faccio un esempio: a Buriram, nel secondo giorno di prove, Maverick era stato veloce, era nei primi 4 in classifica, ma avevo quanto meno la sensazione di non sapere esattamente perché lo fosse stato. Infatti nel terzo giorno sono venuti fuori i problemi”.

Come se ne esce?
Molte volte è importante sistemare il piccolo dettaglio, succede che si torni indietro e si risolva ogni cosa. Sto andando in Qatar con qualche preoccupazione, ma può anche darsi che su una pista diversa, con temperature e asfalto diversi, spariscano i problemi”.

Sei comunque ottimista?
Tre anni fa, dopo i test in Qatar, tutti dicevano che il progetto della M1 era arrivato alla fine, che serviva una rivoluzione. Cosa è successo in quella stagione? Abbiamo vinto il titolo”.

I due piloti condividono questa tua visione?
Sta per iniziare il campionato e sono carichi, stanno dando il massimo per venire fuori il più velocemente possibile da questa situazione. In questi giorni ci siamo confrontati e hanno dimostrato grande disponibilità. Magari, al termine di una giornata difficile, possono sembrare delusi ma dal mattino dopo sono pronti a ricominciare”.

Tre giorni di test basteranno?
Potranno essere pochi come tanti, conosco gli ingegneri giapponesi e per questo ho fiducia in loro, come nel lavoro della nostra squadra”.

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