MotoGP, L'asfalto non drena la pioggia: test a Sepang a rischio

Dall'Igna: "venire qui a provare non serve più". Il problema era già emerso durante il GP della Malesia

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Quella di oggi è stata un’altra giornata buttata per i collaudatori della MotoGP.
Un improvviso scroscio di pioggia caduto nel primissimo pomeriggio ha infatti reso impraticabile la pista di Sepang.

Box chiusi e serrande abbassate lungo quasi tutta la pitlane. Ogni tanto qualcuno ha imboccato la corsia dei box ed ha provato a girare, come il tester Yamaha Nakasuka che è uscito con una M1 nuovamente ‘alata’ per effettuare delle prove comparative di carico aerodinamico. Anche l’inossidabile Michele Pirro, come leggete in altri parti di GPOne.com, è rientrato ma sostanzialmente per effettuare delle prove di dettaglio.

Anche l’Aprilia con Di Meglio, si è esibita in test di partenza, mentre la Suzuki ha continuato a girare, ma nell’unico modo possibile, cioè con gomme da pioggia.

L’asfalto del circuito malese, rifatto completamente l’anno passato dalla Dromo di Yarno Zaffelli infatti non drena, lasciando la pista a tratti bagnata anche dopo svariate dalla pioggia.

Un problema di cui la Dromo è perfettamente a conoscenza, tanto che Zaffelli nello scorso Gran Premio della Malesia, ci aveva confessato di essere addirittura in allerta per una eventuale riasfaltatura.

In realtà il tecnico aveva parlato di condizioni particolari.

“Il più grande problema è il meteo - aveva spiegato - Nella progettazione, ci siamo basati sui dati degli ultimi dieci anni perché bisogna sempre ragionare sulle condizioni limite che si possono trovare (…) la temperatura dell’asfalto è sempre stata tra i 40 e i 60°, con un’umidità dal 50 al 100% (…)”.

Secondo Zaffelli lo scorso ottobre invece l’asfalto non aveva mai superato i 35° e in questo caso l’acqua non riesce a evaporare.

“Sotto l’asfalto c’è una aggregato che serve da base, lì ci sono degli spazi vuoti in cui l’acqua si ferma. Non trasuda dal terreno”.

Sembra che l’inconveniente sia stato causato dalla posa di questo strato, non effettuato direttamente dalla Dromo, ma di cui Zaffelli si è comunque preso la responsabilità.

“Stando così le cose diventa inutile venire fino a qui in Malesia a provare - è l’affermazione di Gigi Dall’Igna - girare con le rain sull’asfalto umido non serve quasi a niente. Tanto vale provare da qualche altra parte”.

Resisi conto del problema il circuito ha tenuto aperta la pista per una ventina di minuti oltre le sei di pomeriggio, dietro richiesta della Yamaha, che per prima ha affittato il tracciato subaffittandolo poi alle altre squadre, ma è servito a poco o nulla.

Il futuro dei test malesi passa attraverso un completo rifacimento del manto di usura e, probabilmente, della sua sede. Girare con un asfalto bagnato a macchie di leopardo alle Case non serve più.

 

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