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MotoGP, Phillip Island: trionfa Marquez, sprofonda Dovi, ora è a -33

Lo spagnolo precede le Yamaha di Rossi, Vinales e Zarco, soltanto tredicesimo Dovizioso beffato da Redding e Pedrosa, 6° Iannone

MotoGP: Phillip Island: trionfa Marquez, sprofonda Dovi, ora è a -33

C’è la velocità, la freddezza, il suo essere ragioniere e allo stesso tempo calcolatore. A questo Marc Marquez non manca davvero nulla e il trionfo di Phillip Island è l’esaltazione allo stato puro delle qualità del 93. Sulla pista di Phillip Island l’alfiere della Honda ci ha tenuto a ribadire la propria superiorità e lo ha fatto con una gara che ricorda molto quella del 2015, gestendo le gomme per oltre venti giri e poi partendo all’attacco e facendo il vuoto nel finale: “E’ stata una corsa fantastica – ha commentato lo spagnolo -Dovi ha avuto qualche problema, mentre io mi sono sentito bene. Abbiamo assistito a un bel duello con tutti i piloti e sono molto entusiasta”.

Marc cita Dovizioso. Una domenica nera per il pilota forlivese, che nel corso del secondo giro ha commesso un largo in curva uno, compromettendo così la propria prestazione. L’alfiere di Borgo Panigale si è quindi dovuto consolare con un tredicesimo posto che lascia l’amaro in bocca, beffato nel finale addirittura da Redding e Pedrosa sul rettilineo centrale. Per il pilota della Ducati, adesso il gap dalla vetta è di ben 33 lunghezze e a Sepang Maquez può già chiudere i giochi.

Più che una gara di MotoGP, il Gran Premio d'Australia è sembrato una corsa della Moto3, dove il gruppo è rimasto compatto fino alle ultime tornate con sorpassi e controsorpassi a fare da padrone. La bagarre per il podio si è rivelata una lotta a tre tra i piloti Yamaha, ovvero Rossi, Vinales e Zarco. L’alfiere del team Tech3 ha reso vita complicata a quelli ufficiali, ma alla fine è stato costretto a consolarsi col quarto posto per soli 16 millesimi.

Sul secondo gradino sale quindi Valentino Rossi, unico a scattare con la media al posteriore:Tutti i piloti sono stati più aggressivi e in questi casi serve essere più stupidi di loro – ha commentato il 46 – sono felice per il risultato e ringrazio i ragazzi della squadra per il lavoro svolto”.

Il Dottore precede all’arrivo Maverick Vinales: “Ho cercato di gestire le gomme – ha commentato –poi nel finale ho cercato di spingere, c’è stato anche un contatto con Iannone e Zarco, però sono felice per il risultato”.

Oltre a Marquez, tra le Honda presenti nelle prime posizioni c’è anche quella di Cal Crutchlow, quinto davanti alla Suzuki di Andrea Iannone, mentre in settima e ottava posizione Jack Miller e Alex Rins. Nelle prime dieci posizioni  spazio anche per le KTM di Pol Espargarò e Bradley Smith. Detto di Dovizioso, gara anonima in casa Ducati per Lorenzo, soltanto quindicesimo alle spalle di Abraham, ventunesimo Petrucci.    

LA CRONACA –Allo spegnimento dei semafori Marquez si mostra una fionda come sempre, ma lo sorpresa è Jack Miller, che alla curva della Siberia riesce a prendere in mano il comando della corsa. L’australiano detta il ritmo seguito dal 93, Vinales e Zarco, mentre Dovi non riesce a trovare varchi per guadagnare posizioni. Come se non bastasse, il forlivese rimedia un dritto in curva uno che lo fa precipitare in diciannovesima posizione nel corso del secondo giro. Tutto quindi da rifare per il portacolori di Borgo Panigale, chiamato alla rimonta.

In vetta resiste sempre Miller, braccato da Vinales e Rossi, che nel frattempo sono riusciti a passare Marquez, costretto a un piccolo largo in seguito ad un contatto con Zarco. Nelle retrovie Dovizioso sale in sedicesima posizione davanti alla Ducati di Danilo Petrucci, mentre Lorenzo è undicesimo seguito da Dovizioso.

Jack Miller fatica a scappare e allora le Yamaha accorciano, tanto che Rossi sfrutta la scia dei due avversari sul rettilineo per infilarli entrambi, guadagnando la testa della corsa. Il Dottore detta il ritmo, seguito da Vinales, Marquez e Zarco, mentre ottavo Iannone, preceduto da Crutchlow. Da registrare lo scivolone di Aleix Espargarò, che chiude in anticipo la sua corsa, consentendo a Rins di salire in ottava piazza. A ridosso della top ten Andrea Dovizioso, undicesimo seguito da Dani Pedrosa.

Quando mancano diciotto giri al termine, Rossi compie un largo, ne approfittano Zarco e Marquez per portarsi davanti a tutti, relegando il Dottore al terzo posto. I distacchi rimangono contenuti, perché i primi otto della classe sono racchiusi in un solo secondo. Tra questi ci sono anche Andrea Iannone e Alex Rins.

La gara è avvincente e a quindici giri dalla conclusione ecco Valentino Rossi tornare all’attacco, riprendendosi il comando della corsa davanti a Zarco. Sembra di assistere a una gara della Moto3, condita da sorpassi a controsorpassi sul rettilineo. In undicesima posizione Andrea Dovizioso a quattro secondi dalla KTM di Pol Espargarò.

La corsa non concede un attimo di respiro, perché a dieci giri dal termine Zarco diventa la mina vagante, portandosi in vetta. Ad insidiarlo ci sono Vinales e Marquez, che tentato di fuggire, ma non c’è nulla di fare. Il gruppo resta più compatto che mai e Maverick arriva addirittura a contatto con Iannone che lo fa scendere in sesta posizione.

A cinque giri dalla bandiera a scacchi Marc Marquez sembra avere una marcia in più, a tal punto da rifilare mezzo secondo sulla Yamaha di Zarco. È lo strappo decisivo, perché la concorrenza fatica a tenere il passo del 93. Marc scappa, mentre dietro è bagarre Rossi, Zarco e Iannone per il secondo posto con The Maniaxc che non si risparmia  dare una sportellata al francese. Come se non bastasse c’è anche Vinales a buttarsi nella mischia. Iannone fatica a tenere il passo delle Yamaha e allora il podio diventa una lotta tra gli alfiere della Casa dei Tre Diapason. Valentino si dimostra il più freddo e sul rettilineo precede Vinales e Zarco nella gara vinta da Marquez. Soltanto tredicesimo Dovizioso, beffato nel finale da Redding e Pedrosa.

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