Dopo l'ottimo esordio in Thailandia, Jorge Martin ha chiuso "il weekend perfetto" in Brasile conquistando il secondo gradino del podio, il primo sulla Aprilia, dopo il terzo posto nella sprint ieri. Una doppietta Aprilia che racconta di un Bezzecchi sempre più in sintonia col proprio mezzo, ma anche di uno Jorge Martin in pieno riscatto sportivo dopo la difficile annata del 2025.
Lo spagnolo entra così nel vivo della questione ammettendo come nello scorso anno i pensieri, da campione del mondo quale è, lo avessero spinto verso un approccio sbagliato. Ad un anno di distanza, ad una Aprilia tecnicamente migliorata e in pieno assalto al dominio Ducati, fa così eco anche uno Jorge Martin rinnovato, rafforzato dal lungo periodo di difficoltà. Martin lascia così il Brasile da secondo pilota in campionato, anche se alla corsa al titolo preferisce non pensare: "ho ancora pochi giri sulla Aprilia", la consapevolezza. Ci vorrà tempo per tornare al 100% della forma fisica, ma ad appena due gare dall'inizio di questa stagione Jorge Martin è già tornato a dire la sua.
"Sono felice, le emozioni sono sempre forti, ma ieri ero un pizzico ancor più felice perchè dopo una lunga lotta ero tornato - spiega Martin - Oggi ho consolidato quel risultato e chiudere il weekend in questo modo è fantastico. Vengo da cinque mesi di concentrazione e allenamento e questa è la conseguenza, il duro lavoro paga".
Hai approfittato della lotta tra Marc e Fabio per importi.
"Ero fiducioso di poter essere più veloce nei primi giri, poi, mentre preparavo l'attacco a Fabio, Acosta mi ha sorpassato e ho dovuto rispondere. Quando li ho raggiunti ho visto che sarebbero andati larghi alla 4 così mi sono tenuto pronto per approfittarne ed è andato tutto alla perfezione. Da lì avrei voluto conservare di più la gomma ma ho deciso di spingere, ad un certo punto ho anche pensato che forse avrei potuto raggiungere Marco ma mi sono preso un rischio alla 10 ed i miei rivali ne hanno approfittato. Penso che nel complesso sia stato un weekend perfetto".
Questo inizio di stagione sembra davvero promettente per te e per l'Aprilia.
"Sarà una stagione lunga, ci sono Marc e c'è ovviamente Bez, ma penso di poter esser parte della lotta. Ovviamente ho bisogno ancora di tempo, non voglio pormi troppe aspettative ma sono un campione del mondo e cercherò di ottenere dei risultati. Marco è un grande compagno di squadra, tra di noi ci aiutiamo e non nascondiamo niente. Sappiamo che per battere un Marquez così forte dobbiamo aiutarci, poi in pista ognuno fa il suo. Per me è una questione di tempo, devo ancora capire dove migliorare e dove mi può aiutare l'Aprilia ma arriverò".
La tua è stata una battaglia lunga, ti senti in lotta per il campionato?
"Non al momento, mi mancano ancora molti giri sull'Aprilia. Marco e la sua Aprilia sono un tutt'uno. Io invece sto cominciando ora a capire cosa mi chiede la moto e di cosa ho bisogno per migliorare. Questa è la mia seconda gara lunga, in alcuni giri mi sento forte in altri meno, mi manca la costanza ma la velocità c'è e a poco a poco mi sento sempre più vicino ai piloti di vertice".
È cambiato anche il tuo approccio all'Aprilia?
"Lo scorso anno avevo la mentalità di avere vinto e volevo continuare a esser lì. Ma avevo un'altra moto, un altro team, mentalmente erano successe tante cose, volevo dimostrare di essere forte. Ora me ne sono liberato, non devo dimostrare nulla a nessuno, sono bicampione del mondo e mi concentro su me stesso. Ho cambiato alcune cose per guidare questa Aprilia, diversa dalla Ducati, mi sento come nel 2024 in questo approccio. La Thailandia era una pista facile, rifarlo qui invece significa che sta arrivando quella fiducia di poter riuscire a farlo".
Questi risultati cambiano la tua percezione riguardo al tuo futuro?
"No per nulla. Il futuro è il futuro, questo è il presente e dobbiamo concentrarci su questo. I pensieri ci sono sempre stati, ma una volta che ho preso una decisione la seguirò al 100%. Ora però sono in Aprilia, siamo in un momento positivo e dobbiamo godercelo".