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Miller: "Il singhiozzo della Yamaha era inevitabile, è parte del percorso"

"Sarebbe stato ingenuo pensare di venire e costruire una moto in nove mesi per correre contro i migliori del mondo senza avere una giornata no, meglio ai test che in un weekend di gara. Le difficoltà di Toprak al posteriore? è un problema comune con le Michelin"

MotoGP: Miller: "Il singhiozzo della Yamaha era inevitabile, è parte del percorso"

E' toccato a Jack Miller tenere alto l'onore della Yamaha nell'ultima giornata di test, data l'assenza dell'infortunato Quartararo. L'australiano ha battuto il 13° cronologico, il migliore delle tre M1 V4 in pista, ma al netto dei risultati è sopratutto l'esperienza a parlare. Il portacolori del team Pramac si dice soddisfatto delle sensazioni, la direzione sembra quindi intrapresa, nonostante l'inciampo della seconda giornata in cui la casa dei tre diapason ha optato per le serrande abbassate in nome della sicurezza. Miller difende così la scelta perchè del resto si tratta di un progetto nuovo, e come ogni nuovo percorso è normale aspettarsi delle battute d'arresto.

"Sono stati dei test impegnativi - esordisce Jack Miller - non sono riuscito a ottenere il potenziale che volevo dalla moto. Il problema della moto in parte ero io, ho bisogno di tempo per fare le stesse cose sulla moto ad ogni uscita, siamo stati davvero impegnati a cambiare parti e telai, era il momento di farlo. Ho dato il massimo per cercare di capire a fondo cosa funzionasse per dare il miglior feedback possibile. Al pomeriggio poi le temperature sono cambiate e lì è dove vuoi sapere come si comporterà la tua moto, quindi ora siamo al punto di iniziare a guidare con le stesse cose e costruire quella familiarità, lavorare sull'elettronica".

L'australiano entra poi nel merito della seconda giornata di test 'persa', e non vi è frustrazione.
 "E' stato come un singhiozzo, ma sono cose che succedono. Sarebbe estremamente ingenuo venire e provare a costruire una moto in 9 mesi per correre contro i migliori al mondo senza aspettarsi di avere una giornata come quella di ieri. Fa parte del percorso, e i ragazzi si sono spesi duramente la notte per trovare una soluzione, non solo qui ma anche in Giappone ed in Europa. E' inevitabile, ma meglio che sia accaduto qui che a Buriram o in qualche altra gara".

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Ai test è seguita una necessaria simulazione di sprint in vista del primo weekend di gara.
"Si, avevo fatto un paio di errori poi sono entrato nella simulazione e sono andato 8 decimi più veloce del mio time attack, non riesco a spiegarmelo, ma nel complesso sono soddisfatto della moto nelle ultime fasi dei test, sopratutto quando le temperature sono cambiate".

Il 'rookie' Toprak, suo compagno di box, ha invece incontrato difficoltà nel gestire le Michelin al posteriore.
"E' un problema comune, con le Michelin quando rialzi la moto a 25° e non torna fino a che non metti la quinta o la sesta. Questo è il motivo per cui senti quel suono col motore Ducati, trasmette il carico in modo liscio per non dar fastidio alla moto. Col quattro in linea questo era molto difficile da ottenere, questo trasferimento di carico".

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Andrea Scalera