La nuova vita di Toprak Razgatlioglu è ufficialmente iniziata in quel di Aragon. Sul tracciato iberico il tre volte iridato SBK ha saggiato la Yamaha V4 che lo vedrà stabilmente in azione l’anno venturo concentrandosi perlopiù sulla ricerca del passo e sulla conoscenza della sua nuova moto.
Nessuna caccia al tempo, quindi, ma solo 30 giri regolari e un cronometro fermato sull’1’49”176 come miglior riscontro.
Seguito da vicino da MotoEtkinlik che non ha perso un secondo della sua prima esperienza da pilota della top class del Motomondiale, il turco, per la prima volta in tuta rossa Dainese, ha concesso loro anche un breve resoconto del suo martedì di “allenamento” in pista.
“Al mattino faceva molto freddo, poi la situazione è migliorata. Fortunatamente non c’era molto vento. Ovviamente la MotoGP dà una sensazione completamente differente rispetto alla SBK. E’ molto più sensibile: basta un piccolo scivolamento e lo senti subito. Comunque l’inizio è sempre difficile, poi pian piano ci si abitua. E’ chiaro che c’è molta strada da fare perché non conosco ancora i limiti dell’anteriore. Forse dovrò anche cadere un paio di volte… non lo so”, le sue prime parole.
A fronte della scarsa esperienza la cautela è stata d’obbligo. “Tutti dicono che l’anteriore Michelin non ha aderenza con le basse temperature e non va usata in modo aggressivo. Per questo ho cercato di essere un po’ più delicato, ma verso la fine del test ho ottenuto buoni tempi. A disposizione avevo due pneumatici nuovi perché lo scopo era salire sulla moto e conoscerla”, ha precisato.
Il lavoro ha riguardato anche l’assetto. “Ho regolato il manubrio e sistemato come piace a me. I dettagli sono importanti e abbiamo dovuto fare qualche adattamento. Le pedane, il freno posteriore, le marce, i comandi: li abbiamo sistemati tutti anche se alla fine si vuole sempre di più. Se avessi avuto un’altra gomma avrei potuto facilmente girare in 1’48””, ha proseguito svelando un altro particolare sugli pneumatici.
“Al mattino per sicurezza sono uscito con quelli nuovi per farmi un’idea, ma ne avevo anche due usati. Non sono partito male, avendo fatto un 1’50”400 come miglior tempo. Comunque, prima ho compiuto 9 giri con gomme nuove, quindi sono passato a quelle usate per altre 3 tornate, ma i tempi erano molto alti e ho notato un forte calo. Specialmente nelle curve a destra l’approccio è diverso, ma anche perché faceva freddo. Non c’entra nulla con Pirelli, è un fatto di comprensione. Dobbiamo imparare. Con le coperture usate la moto scuoteva molto sul lato destro a causa della struttura diversa della gomma, quindi ho aspettato un po’ e sono uscito con quelle nuove”, ha continuato la sua disamina.
“Nell’ultimo run ho girato in 1’49”. Ho fatto 9 giri, sempre intorno al 49, compreso l’ultimo. Diciamo che ho mantenuto un buon ritmo. Se avessimo avuto un’altra gomma, credo che sarei potuto scendere facilmente a 1’48”. L’avevo chiesto, ma non hanno potuto darmene un’altra. Ho persino detto che l’avrei pagata io, ma non c’erano gomme disponibili, perché c’è una regola: non se ne possono usare più di 260. Essendo al limite, rischiavano una penalità. Il collaudatore ne ha usate di più, ma quella è un’altra storia”, ha puntualizzato.
Malgrado fosse la prima sgambata, Toprak non ha nascosto le sue ambizioni. “Io ho sempre aspettative. Ecco perché ho cercato altre gomme nuove, persino pensavo di chiederle alla Honda o a qualcun altro, giusto per averne un’altra a disposizione. Ma tutto sommato è andata bene. L’importante è che non sono caduto e ho potuto conoscere un po’ la moto. Ora andremo a Valencia con maggiore consapevolezza anche se, sinceramente, ancora non sarei individuare il limite dell’anteriore. Lo scopriremo con il tempo, dopo mille giri. Per adesso posso dire che è velocissima sul dritto! Sulle rettilinei vola davvero”.
Il quarto settore è quello che più lo ha premiato in termini di rapidità. “Beh, di solito non sono veloce in quella sezione, dunque non so il motivo della mia competitività, ma la MotoGP è diversa, quindi anche qui ad Aragón dev’essere diverso”, ha affermato prima di rimarcare le differenze con la SBK.
“I freni sono la cosa più diversa, quella a cui ci si abitua con maggiore difficoltà. La stessa struttura del V4 è diversa. L’anteriore delle moto a quattro cilindri in linea ha più grip, per cui è qualcosa su cui Yamaha dovrà lavorare. Vedremo nei prossimi test”, ha chiosato rimandando tutti al prossimo 18 novembre.