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Pavesio e Tardozzi: la moto unica potrebbe ridurre le cadute e aumentare la sicurezza

La MotoGP verso il 2027, tra esigenze economiche, sportive e di spettacolo. Pavesio: "Stiamo costruendo uno sport che si evolve, la 850 sarà più semplice". Tardozzi: "Le due moto per sprint e gara resteranno"
Pavesio e Tardozzi: la moto unica potrebbe ridurre le cadute e aumentare la sicurezza

Con l'accordo tra i costruttori e MotoGP SEG ormai raggiunto, la transizione verso il futuro della MotoGP entra nel vivo. Sullo sfondo resta il campionato 2026, ultimo dell'era caratterizzata da aerodinamica estrema e dispositivi di abbassamento, mentre prosegue il confronto sui dettagli del nuovo accordo, molti dei quali non sono ancora stati ufficializzati. Tra questi, il tema più eclatante forse agli occhi di tifosi e addetti ai lavori quello della possibilità di una moto unica nel box in alcune fasi del weekend.

Una certezza, però, c'è già: il format principale del fine settimana non cambierà. Sprint Race e Gran Premio domenicale resteranno invariati. Tutto il resto, invece, è ancora oggetto di valutazione. Sul tavolo ci sono esigenze economiche, di sicurezza e di spettacolo, con l'obiettivo dichiarato di far crescere ulteriormente la popolarità della MotoGP senza snaturarne l'identità. In quest'ottica, il primo circuito cittadino ad Adelaide rappresenterà soltanto una delle novità previste per il prossimo futuro.

A fare chiarezza su queste tematiche è stato Paolo Pavesio, Managing Director di Yamaha Racing.
"Non sono previsti cambiamenti al format - le parole del manager - ma stiamo valutando nel resto del weekend se ci possono essere delle misure, una delle quali potrebbe essere anche l'utilizzo di una moto, che riducano le cadute, possano contribuire alla sicurezza e semplificare. Come ha detto Carlos, c'è un processo che prevede una serie di entità dentro l'organizzazione MotoGP che si ritrovano in GP commission e le vanno ad approvare. Quando avremo il quadro completo potremo commentare nel dettaglio, il flag to flag però rimarrà sicuramente", rassicura poi.

Un processo che prevede quindi un compromesso tra esigenze di carattere sportivo, di intrattenimento ed economiche.
"In una negoziazione così lunga e ampia e che coinvolge 5 case che non necessariamente hanno tutte lo stesso punto di vista, come anche l'organizzatore, arrivano tante idee sul tavolo e tanti punti di vista diversi, non si conclude con una via di mezzo ma in cui come ha detto Ezpeleta quando abbiamo iniziato a parlarci, quando fanno il 90% contenti tutti vuol dire che il processo è stato corretto. Se qualcuno è molto contento e qualcun altro non è soddisfatto, si tenta tutti di contribuire in maniera positiva".

Tra le ragioni, oltre a quelle economiche, quella della tutela dello sport e dei suoi piloti.
"Le ragioni di quella discussione sono di preservare lo sport, proteggendo l'asset più importante che sono i piloti, quindi potenzialmente con una moto sola si potrebbe girare anche un po' meno, bisognerebbe stare un po' più attenti a non cadere durante le prove, spostare il focus e la performance estrema nel weekend. Sono alcune delle valutazioni che sono state fatte e stiamo facendo. Non parliamo di una scienza esatta, personalmente penso che l'investimento si debba concentrare su quello che produce lo show, i giorni di preparazione devono aiutarci ad arrivare allo show per chi guarda, ma l'equilibrio deve essere focalizzato sulla gara e sulle qualifiche che sono anch'esse parte della gara. E' chiaro, se lo chiedi a un ingegnere o a un pilota avranno punti di vista diversi, ma non bisogna avere troppa paura dei cambiamenti, che non saranno dirompenti, se ci pensi questo è l'unico sport di alto livello a due ruote basato su due veicoli, e la gara non cambierà".

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Il dirigente Yamaha sottolinea inoltre che il regolamento 2027 va già nella direzione di una semplificazione tecnica.
"Non dico che le Moto si semplificheranno drasticamente - prosegue Pavesio - ma una delle logiche dell'evoluzione 850 è proprio quella di semplificare le moto, il box aerodinamico sarà più piccolo, come anche il motore. Ma sopratutto non ci saranno gli abbassatori. Ci sono sempre queste due tendenze, da un lato l'estremizzazione della performance a carico della casa e degli ingegneri, dall'altra lo sport che rimarrà lo stesso, ci siamo detti più volte che ormai le moto stavano diventando troppo veloci per alcuni tracciati, non c'erano vie di fuga e le persone finisco per guardare da 300 metri di distanza. Quindi ci sono tanti aspetti da considerare, quello che mi auguro man mano che le componenti nuove di questo accordo che cambierà molto a livello di promozione e organizzazione, di struttura dei team in cui sono stati fatti cambiamenti importanti col diritto dei team di stare nel campionato. Stiamo costruendo un prodotto sportivo che si evolve, ma capisco che sia intrigante parlare di questa "regola della moto unica" che non esiste perchè nessuno ha mai detto che passiamo a una sola moto, è un tema in voga ma lo capisco".

 

Tardozzi: "Le due moto resteranno in Sprint e GP"

Dello stesso avviso è Davide Tardozzi, team manager Ducati, convinto che il paddock saprà adattarsi anche a questo cambiamento, come già avvenuto con l'introduzione delle Sprint Race.
"E' logico che bisognava trovare un compromesso ed è stato trovato - spiega Tardozzi - Siamo tutti d'accordo su questo compromesso, ma è un qualcosa che verrà verificato comunque l'anno prossimo perchè come sempre in tutti i cambiamenti ci sono pro e contro, è chiaro che ora trovato l'accordo tra case e MotoGP SEG abbiamo sei mesi di tempo, per cui ci sono delle regole da mettere a punto per poter far funzionare questo nuovo regolamento. Ognuno sta contribuendo con la propria esperienza ed idee, e credo che si troverà una quadra. E' chiaro che tutti, d'accordo o meno, si adatteranno e faranno del loro meglio, è logico. Con i miei 40 anni di esperienza nel paddock conosco la professionalità e le capacità dei vari team, non solo di Ducati, per cui ci si adatterà".

"I prossimi anni ci diranno se abbiamo fatto bene - prosegue il manager - ma in questo momento è tutto ancora sulla carta, l'opinione generale è che serva rinforzare lo spettacolo, che dal punto di vista sportivo c'è già, poi è chiaro che possono esserci gare noiose come in qualsiasi altro sport, ci sono partite in cui spengo la TV perchè non posso guardare i 3000 passaggi al portiere, io sono un attaccante nato! L'opinione generale è di cercare qualcosa che possa portare avanti uno spettacolo ancora migliore, ma con un occhio ai costi perchè onestamente negli ultimi anni sono cresciuti molto con le nuove richieste da parte dell'organizzatore nel lato marketing, anche se è chiaro che il lato sportivo rimane prioritario e va gestito. E' stato trovato l'accordo ma per discutere i particolari ci vorranno settimane o mesi per trovare la quadra su tutto, la possibilità delle due moto per le gare è sul tavolo, secondo me ci saranno per sprint e gara, non ci saranno per le prove".

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I dubbi sulle qualifiche

Restano però interrogativi importanti sul piano sportivo. Oggi le prequalifiche determinano l'accesso diretto alla Q2 e influenzano quindi l'intero weekend. Una caduta senza la possibilità di utilizzare la seconda moto potrebbe avere conseguenze ancora più pesanti di quelle attuali.
"Come in tutti i cambiamenti ci sono dei rischi come dei vantaggi - prosegue Tardozzi -  E' vero, una caduta in qualifica potrebbe significare partire ultimo, o dodicesimo in 12, ma questo farebbe parte del nuovo gioco. Sicuramente il flag to flag resterà, così come le due moto nella sprint e in gara. Ricordo comunque un bellissimo spettacolo di Marquez in Moto2, partito ultimo a Valencia e poi arrivato primo. Difficile magari farlo in MotoGP, però tutte le situazioni hanno dei pro e dei contro. Credo che bisognerà capire questo nuovo regolamento come inficerà su alcune situazioni e come beneficerà altre".

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Andrea Scalera