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Bezzecchi: "Dopo la botta di Assen ero già grato di riuscire a camminare"

"Ho perso l'anteriore a quasi 200 all'ora. Ho perso la testa della classifica, ma è l'ultimo dei miei pensieri, quello che conta è che sto bene"
Bezzecchi: "Dopo la botta di Assen ero grato anche solo di riuscire a camminare"

Di cadute brutte ne ho fatte tante, probabilmente quella di domenica è stata una delle peggiori. Fortunatamente non ho riportato fratture, ma la botta è stata davvero violenta”. Con queste parole Marco Bezzecchi ha raccontato nel suo blog quello che gli è successo ad Assen domenica scorsa quando, nella gara della domenica, è andato in terra in un punto velocissimo della pista olandese.

Stavo attaccando Marc per la quarta posizione e sono entrato un po’ più forte di quanto la moto potesse reggere. Ho perso l’anteriore a quasi 200 all’ora - ha spiegato - Da lì in poi non ho più controllato niente — solo ghiaia, ghiaia, ghiaia, e alla fine il muretto. Sono rimasto fermo qualche secondo a riprendere fiato, seduto in mezzo ai commissari. Mi hanno aiutato a tirarmi su, sono riuscito a camminare verso l’ambulanza con le mie gambe — ed è già una sensazione di cui essere grato, dopo un volo così”.

Un incidente del genere poteva avere conseguenze molto importanti, ma per fortuna il Bez se l’è cavata con poco.

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Al centro medico gli esami iniziali sono andati bene — niente di neurologico, braccia e gambe rispondevano. Però avevo un dolore forte al collo, e giustamente lo staff medico non ha voluto correre rischi: mi hanno trasferito all’ospedale di Groningen per accertamenti più approfonditi. TAC, lastre, tutto il protocollo. Ho passato il pomeriggio lì, ad aspettare i risultati con la stessa apprensione che immaginavo avesse chi mi stava seguendo da casa. Per fortuna nessuna frattura, nessuna lesione. Dimesso in serata

Purtroppo la trasferta olandese non ha sorriso a Marco, che ha collezionato il terzo ‘zero’ consecutivo la domenica e ha anche perso la testa del campionato.

La motivazione per far bene nel week end ad Assen era tanta.  E in parte lo era stato — miglior tempo nelle libere del venerdì, prima fila in qualifica, una moto che girava bene sia sul giro secco che sul passo gara. Avevo le sensazioni giuste. Poi, come succede nelle gare, basta davvero poco per stravolgere tutto - il rammarico - Perdo la testa della classifica, ma onestamente in questo momento la classifica è l’ultimo dei miei pensieri. Quello che conta è che sto bene, che potrò tornare in moto, e che l’Aprilia ha comunque chiuso con una tripletta sul podio. Una bella soddisfazione per tutta la squadra, anche in una domenica complicata per me. Adesso testa al recupero, e poi si torna a lavorare. Un weekend duro chiude un mese durissimo. Ma si va avanti — sempre”.

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Matteo Aglio