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Bagnaia: "Manca sensibilità, per l'incidente in Moto3 e per il documentario sul 2015"

"Il vero problema non è la foratura, ma l'incidente di Rueda e Dettwiler. Io non avrei fatto partire la gara di Moto3 oggi e nemmeno fatto uscire quel video nell'anniversario del Sic"

MotoGP: Bagnaia: "Manca sensibilità, per l'incidente in Moto3 e per il documentario sul 2015"

Pecco Bagnaia non ha visto il traguardo della gara di Sepang a causa della foratura, ma non è quello che di cui gli preme parlare. I pensieri del pilota della Ducati vanno a Rueda e Dettwiler, protagonisti del terribile incidente nel giro di schieramento della gara di Moto3. “Prima di tutto dobbiamo parlare di quello che è successo in Moto3, è quello il vero problema, non una foratura” sottolinea Pecco.

Poi continua: “sono molto felice della notizia che Rueda sta bene, a parte qualche contusione e una mano rotta, ma non c’è niente di ufficiale su Dettwiller, quindi bisogna aspettare finché non sapremo qualcosa. Andrebbe bene anche se dicessero solamente che non è in pericolo di vita”.

È stato giusto fare partire comunque la gara di Moto3?
Fortunatamente non sono quello che deve prendere questo tipo di decisioni. Penso che siano state prese diverse decisioni in un modo in cui io non l’avrei fatto. È quello che è”.

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È stato difficile concentrarti anche per le tua gara?
Molto, forse sono un po’ troppo empatico. Per me lasciare fare una gara di 10 giri a piloti così giovani in quelle condizioni, dopo avere visto gli elicotteri decollare con due di loro, non penso sia una buona idea. Non la capirò mai”.

Pensi che i piloti dovrebbero essere coinvolti in certe decisioni?
Secondo me in molte cose i piloti hanno una sensibilità che chi prende certe decisioni non ha. Anche l’idea di fare uscire il documentario, se così si può chiamare, sul 2015 secondo me non è stata buonissima. Sono stati dipinti dei ruoli in maniera un po’ distorta, non voglio entrare in questo argomento, ma non era il caso. Soprattutto farlo in una giornata come giovedì, l’anniversario del Sic”.

Sapevi della realizzazione del suo documentario?
Mi era stato chiesto a inizio anno e avevo risposto che non era il caso di parlarne. Hanno buttato dentro Dovizioso che ha detto di non ricordarsi nulla, addirittura Sasaki, che non ne poteva nulla, poverino”. 

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In qualche modo sono riusciti a coinvolgerti, con una tua inquadratura nel box di Valentino.
Non ho capito neppure quella scelta, ognuno prende le sue decisioni. Onestamente, oggi non avrei fatto partire la gara di Moto3”.

Come ti spieghi sia potuto succedere quell’incidente nel giro di schieramento?
In Moto3 e in Moto2 non fanno più il warm up, quindi devono riuscire a fare quel giro di schieramento in 3 minuti per poterne poi fare un altro. Partono senza conoscere le condizioni della pista, senza sapere se la moto ha problemi e devono scoprire tutto in quel giro. Dettwiler sembra abbia avuto un problema, magari se avesse fatto il warm up se ne sarebbero accorti prima. Rueda, uscendo da quel curvone, forse era concentrato sul altro e non si aspettava trovare un pilota davanti che andava così piano. È difficile capire l’esatta dinamica e forse non ce lo diranno mai. Noi in MotoGP facciamo quel giro pianissimo per non consumare benzina, potrebbe succedere qualsiasi cosa però, facendo il warm up, non abbiamo bisogno di fare quei due giri a fuoco per capire se le cose vanno bene”.

Parliamo della tua gara?
Non ho molto da aggiungere, una foratura è qualcosa che può capitare in un fine settimana di gara, anche se avrei preferito non accadesse in questo. Ho iniziato a perdere prestazioni da un giro all’altro, dai dati si vede che ho forato al 12°. Senza capire il perché ho sentito il posteriore slittare, non riuscivo più a controllare la moto in frenata, andavo largo ed era strano perché stavo gestendo gli pneumatici. Poi Pedro mi ha superato e ho iniziato a faticare di più, non riuscivo ad aprire tutto il gas fino a che non mettevo la sesta e infine ho dovuto fermarmi. Quando sono arrivato ai box, hanno misurato la pressione della gomma ed era 0,6 bar.

Ogni volta che le cose si mettono bene, sembra debba succedere qualcosa. In Giappone era stato il fumo dallo scarico.
Inizio a pensare che ero stato fortunato a Motegi, almeno quel problema non mi aveva fermato (ride). Ci sono stati altri piloti più sfortunati di me, come Martin, questo non è un vero problema”.

Eri fra i pochi ad avere scelto la gomma media all’anteriore, avrebbe pagato?
Non so, non posso dirlo perché penso che stessi gestendo bene le gomme. Anche se mi mancava un po’ di grip al massimo angolo di piega, ero forte in frenata, non so se avrei avuto più potenziale nell’ultima parte di gara.

Qual è il bilancio?
Anche se ho fatto meno punti che a Motegi, lascio Sepang con le idee più chiare. Qui non abbiamo avuto il migliore venerdì, mentre in Giappone mi ero sentito subito benissimo e nessuno capiva il perché. Sabato abbiamo lavorato, ho ottenuto la pole position, ho vinto la Sprint e oggi stavo lottando per il podio, se non per la vittoria: è stato sicuramente un fine settimana positivo”.

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Matteo Aglio