Profile picture for user Matteo Aglio

Miller: "La M1 V4 ha il DNA Yamaha, fa quello che richiede il regolamento"

"Capisco la frustrazione di Quartararo, vorrebbe una moto competitiva, ma questo è solo il primo prototipo e serve tempo. È un rischio? Anche rimanere fermi lo sarebbe stato, quando ti spingi al limite capisci cosa sai fare"

MotoGP: Miller: "La M1 V4 ha il DNA Yamaha, fa quello che richiede il regolamento"

Ascoltando le parole di Quartararo e Miller, sembra che i due abbiano provato moto diverse. Se il francese è stato molto critico nei confronti della nuova Yamaha V4, l’australiano invece ha dimostrato ottimismo. Jack l’ha guidata nella mattina dei test di Misano, prima di affidarla alle mani di Rins. “È stata una mattinata impegnativa. Volete tutti sapere quali sono state le mie sensazioni, ma è un nuovo progetto, una nuova moto, e bisogna capirne i punti di forza e quelli deboli, il bilanciamento, la distribuzione dei pesi, tutto questo genere di cose - mette le mani avanti il pilota di Pramac - È andata bene, nel box hanno fatto le cose giuste, abbiamo lavorato più che altro sul setup. Sicuramente ci sono stati dei miglioramenti”.

Sembri molto più contento di quanto lo sia Quartararo…
Non sono negativo, hanno fatto del loro meglio, ma capisco la frustrazione di Fabio. Vuole una moto competitiva, ma certe cose richiedono tempo: dobbiamo sviluppare una nuova piattaforma. Sfortunatamente, in MotoGP non c’è tempo. Capisco il suo punto di vista, conosciamo il suo talento, non ci sono dubbi su quello. Penso di avere fornito commenti chiari a Yamaha per migliorare la competitività”.

La nuova M1 ha qualcosa in comune con l’attuale?
Ha due ruote (ride). Ha un bel carattere e sento l’inerzia, è positivo. Bisogna lavorare molto sull’elettronica dopo tanti anni passati con il 4 in linea. È un processo e siamo migliorati ogni volta che siamo usciti dal box, la moto diventata più guidabile. Avresti bisogno di una settimana per fare tutto, non una giornata, ma siamo sulla buona strada. La cosa bella di questa V4 è, nonostante abbiamo cambiato tutta la moto, è che ha il DNA Yamaha, bisogna solo trovare un setup di base per esplorare pregi e difetti del telaio, anche se penso che i punti di forza siano maggiori di quelli deboli. Stiamo parlando solo di una prima versione, non sarà la moto che avremo nei test di Valencia. Per essere un prototipo, girare a meno di 2 secondi di passo da moto vincenti come Aprilia e Ducati non è per niente male.

Follow

È una Yamaha, quindi, ma con il V4.
Come ho detto, ha quel DNA. Però dovremo lavorare un bel po’ sulla distribuzione dei pesi, perché non siamo abituati a lavorare con una moto con il V4”.

Dovizioso ha detto che in frenata è da orgasmo.
Non ho provato quella sensazione (ride). È bello sentire supporto dal posteriore in quella fase. Questa moto frena come si deve fare con le gomme e il regolamento che abbiamo oggi, bisogna usare la ruota posteriore per fermare la moto”.

La frenata è dove è migliorata di più?
Assolutamente, insieme alla trazione. Con la M1 attuale ci manca inerzia. Ripeto, è tutto legato alle gomme. Nel 2015, 2016 Ducati aveva pensato di fare un motore 4 in linea per prendere Yamaha, il regolamento poi ha spinto le moto nella direzione attuale. La moto frena molto bene in termini di freno motore”.

Podcast

Yamaha ha fatto un azzardo con questa rivoluzione?
Dobbiamo fare esperienza su tutto. Nelle corse si rischia sempre, ma sarebbe stato un rischio anche rimanere fermi per due anni. Stanno spremendo i loro ingegneri ma, come succede per i piloti e a tutti, quando ti spingi al limite capisci quello che sei in grado di fare”.

Cosa bisogna fare?
Possiamo trovare cavalli, quello non è un problema, sul resto dobbiamo lavorare. Abbiamo i migliori ingegneri per l’elettronica e il telaio Yamaha è una sicurezza”.

Share this article
Matteo Aglio