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Marquez: "Rischio troppo? Non puoi fare un time attack pensando a non cadere"

"La caduta del mattino era evitabile, al pomeriggio spingevo e può succedere. Il problema è che ad Assen nelle vie di fuga non c'è ghiaia, ma pietre: devono risolvere per il prossimo anno"

MotoGP: Marquez: "Rischio troppo? Non puoi fare un time attack pensando a non cadere"

Negli ultimi GP Marc Marquez sembrava avere messo la testa a posto, era veloce come sempre, ma cadeva molto meno. Oggi, ad Assen, è invece andato a terra due volte: all’inizio delle FP1 e poi alla fine delle prequalifiche, quando stava di migliorare il suo tempo. Lo spagnolo della Ducati si presenta davanti alla stampa un po’ bollato, con un taglio sul mento (“mi hanno dato un punto, ma non conta per il campionato” scherza) e con l’ingresso diretto in Q2 garantito dal 6° crono di giornata.

Sono state cadute diverse, entrambe ad alta velocità ma pulite - Marc ne spiega la dinamica - Ho preso qualche botta, ma nulla di grave, sono qui a parlarne. Il problema è che in questo circuito nelle vie di fuga non c’è ghiaia, ci sono delle pietre e ho preso dei colpi forti. Dopo la seconda ho faticato di più ad alzarmi per le botte… nelle parti basse. Sono rimasto senza fiato, è dolore che arriva con un certo ritardo (ride). Ho solo delle contusioni, per il resto sto bene”.

I tuoi rivali, Bagnaia per primo, dicono che le due cadute non saranno un limite per te.
Logicamente quando cadi due volte perdi un po’ di fiducia, ma conosco il motivo di entrambe. La prima è stata causata dalla gomma posteriore non ancora in perfetta temperatura, ero al terzo giro e mi è partita dietro. La seconda, invece, dal fatto che sono stato costretto a usare uno pneumatico anteriore con molti giri, era quello che avevo usato prima di cadere al mattino ed era meno prestazionale dopo essere stato riscaldato. Era troppo usato per spingere in quel modo”.

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Con il vantaggio di punti che hai in campionato, non sarebbe saggio evitare i rischi?
“Ne parli e poi succede, dicevo ieri che ci saranno molte gare di seguito, basta andare a terra e farti male a un dito per perderne una. Devi prendere qualche precauzione, ma non puoi uscire per un time attack pensando di non volere cadere. Oggi potevo evitare la caduta del mattino, quella del pomeriggio può capitare”.

Cosa ti hanno detto i medici per la compressione del nervo cubitale?
Nulla, solo mettere ghiaccio. La cosa che mi preoccupava di più era la compressione del nervo perché dopo la caduta avevo la mano completamente addormentata, è per quello che mi sono tolto il guanto: non capivo cosa stesse succedendo, mi sono spaventato. Per fortuna è stato solo un colpo.

Cosa è successo al mento?
È stata una pietra. Quando sono piccole lasciano più segni, ma quando sono grosse come qui ad Assen fanno più male. Lo ripeto perché è una cosa che devono sistemare per il prossimo anno, soprattutto su una pista in cui si cade ad alta velocità”.

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Non è stato un venerdì noioso, per così dire…
Ci sono stare molte bandiere rosse, tante cadute, la pista era strana, faticavi a capire dove era il limite. Bisogna sapere adattarsi, sopratutto in una pista dove si va tanto veloce”.

Qual è il bilancio di questa giornata?
Al momento va bene per essere ad Assen, sono messo meglio di quanto sperassi. Sono nei primi 3 o 4, era l’obiettivo, e se nei prossimi giorni si alzeranno le temperatura sarà ancora meglio. Mi sento abbastanza bene in sella, i tempi arrivano anche se guido morbido”.

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Matteo Aglio