In Francia Zarco ha scritto la storia riportando la Honda, tra l'altro di un team privato come quello di Lucio Cecchinello, alla vittoria dopo un digiuno partito nel 2021, e mentre il pilota di Nizza celebrava tra l’affetto del pubblico locale, un altro pilota della Casa dell’Ala Dorata come Luca Marini si leccava le ferite per un potenziale buon risultato mancato. Undicesimo al traguardo il portacolori dell'HRC è stato molto severo con sé stesso nelle analisi a caldo, imputando il deludente piazzamento ad un proprio sbaglio.
“Si poteva vincere, bastava credere nella decisione che era stata presa prima. Sono partito forte, ero lì davanti e tutti in quel gruppo avevano le slick ed erano veloci. Il fondo era asciutto e mi sono detto che sarebbe stato impossibile completare 26 giri con le gomme da bagnato anche nell’eventualità di pioggia. Con la pit lane lunga si perde molto tempo e l’indecisione mi è costata parecchio. Ho sbagliato perché il passo era buono, come dimostrato da Johann che è arrivato primo nonostante fosse ultimo dopo tre curve. Di positivo c’è che ho raccolto delle informazioni interessanti in termini di sensazioni sul bagnato e credo si possa fare un ulteriore passo avanti. Nel complesso la nostra moto è in crescita in queste condizioni, seppure sia sempre un po’ critica da guidare per via dello scarso grip al posteriore, però stiamo facendo un ottimo lavoro e sono molto contento. Peccato dunque, per il ritardo nella decisione di rientrare perché ha compromesso tutto. Chissà, magari se fossi rimasto fuori sarei caduto come Miller, ma almeno me la sarei giocata e invece mi sono tagliato le gambe da solo. Ho perso un’occasione”, ha dichiarato.
Soffermandosi proprio sulla scelta anomala di montare gli pneumatici da bagnato, condivisa anche da piloti di vertice come Bagnaia, il marchigiano ha spiegato: “Siamo usciti tutti fuori per la procedura di partenza. A differenza nostra molti hanno aspettato e guardato cosa faceva Marc Marquez. Io ero davanti e ho rallentato, ma gli altri erano ancora più lenti. Quando sono giunto all’ingresso della pit lane ho visto che loro non arrivavano ancora e allora mi sono schierato. Alla fine avevo scelto bene, avrei dovuto solamente sopravvivere nelle prime cinque tornate su asciutto. Diciamo che in quel momento era l’opzione più sicura perché su bagnato con le gomme da asciutto cadi, mentre non succede nel caso inverso. In sintesi, se metti le rain e comincia a piovere hai vinto, se la pista si asciuga hanno vinto gli altri. Qui a Le Mans poi il radar non è affidabile e ogni sito di meteo dice qualcosa di diverso".
Ogni passo falso è comunque un'opportunità per imparare: "Ho cercato di preparare tutto bene prima, ma poi si è verificato lo scenario che non mi aspettavo. Lo aggiungerò alla lista. In generale, però, come detto, sono soddisfatto delle sensazioni sull’acqua”.