Era da un po’ che Marc Marquez non deliziava tutti con uno dei suoi salvataggi. L’occasione per dare un po’ di spettacolo l’ha avuta nelle pre-qualifiche, quando, alla curva 10, ha vinto sulle leggi della fisica. L’esecuzione della manovra è stata impeccabile, da applausi. “Era da tanto tempo che non facevo un salvataggio così grande. Tanta gente diceva che la Honda aveva un sistema speciale per non cadere, ora anche la Ducati ce l’ha e funziona!” ha scherzato lo spagnolo.
E ha continuato a farlo quando gli hanno chiesto se il prossimo anno svelerà il suo segreto a Bagnaia.
“No. Non si danno consiglia ai rivali - ha riso - In questa pista mi piace giocare con l’anteriore. Quando c’è tanto grip non puoi, devi usare la stabilità, ma quando ce n’è poco allora puoi fare qualcosa. Per esempio, a Misano ci sono state tante cadute perché quando perdevi l’anteriore non potevi riprenderlo. Qui hai più margine, ma il circuito migliorerà e non si potranno più fare questi salvataggi”.
A parte la soddisfazione personale, certe manovre non piacciono troppo al pilota del team Gresini.
“Quei salvataggi sono spettacolari, ma anche un segnale che non sono a mi agio - ha sottolineato - Questa è una pista in cui ho faticato in passato, pensavo che quest’anno fosse diverso, ma sto avendo più problemi che su altri circuiti”.
Marquez ha chiuso la giornata con il 7° tempo e, a peggiorare le cose, tutte le Ducati GP24 sono nei primi 4 posti.
“Ma oggi avevo davanti anche una GP23, quella di Bezzecchi - non si è nascosto Marc - Il mio punto debole è nel secondo settore della pista, lì sto perdendo tantissimo, sto faticando più del normale. Soprattutto, non riesco a sfruttare la gomma nuova, rispetto a uno pneumatico usato abbasso i miei tempi di un paio di decimi, mentre gli altri piloti di 4 o 5. Devo cercare di migliorare per stare più vicini a loro, ma sono abbastanza lontani da me, in particolar modo Bastianini e Martin”.
Mandalika non è mai stata una buona pista per lui.
“Ieri speravo di trovarmi bene dall’inizio, ma avevo un punto interrogativo - ha rivelato - Infatti ho faticato molto nel primo turno, poi nel secondo siamo migliorati sia io che la moto, ma per domani dovrò fare ancora dei passi in avanti. Fatico ancora di più che nel passato nelle curve a destra veloci, perché con la Honda riuscivo a fare scivolare in posteriore e con la Ducati no, è mio punto debole”.
Poi c’è il problema del giro secco.
“Uno dei miei problemi quest’anno è che la gomma posteriore spinge sull’anteriore, quando succede mi trovo a curvare in ritardo e, di conseguenza, rialzare la moto tardi - ha continuato - Dal Red Bull Ring in poi mi ero sentito meglio, ma oggi ho faticato, specialmente con le gomme nuove”.
Dal punto di vista fisico, almeno, non ci sono problemi.
“Ducati è più stabile della Honda e meno impegnativa fisicamente - ha detto Marc - A parte questo, questa pista non è troppo dura perché non ci sono frenate impegnative, sono il caldo e l’umidità a farti faticare, ma la Malesia è molto peggiore”.