In fondo al gruppo ad inizio di giornata e poi ventesimo nelle pre-qualifiche Remy Gardner ha chiuso il suo venerdì in prestito alla MotoGP con il sorriso a dispetto di un risultato che potrebbe essere valutato come non esaltante. Chiamato al volo da Yamaha per sostituire Alex Rins, l'australiano si è comportato bene evitando errori ed incidenti.
"E' andata abbastanza bene - ha dichiarato al termine della prima giornata al Sachsenring - La verità è che non mi sono sentito perso come pensavo e anche se ho chiuso le libere ultimo, il divario dai primi non è stato così pesante. Nel frattempo abbiamo lavorato sulla telemetria, cercando di avvicinare la moto al mio stile di guida e al pomeriggio ho fatto un passo avanti. Il primo time attack è andato bene, poi ho perso un po’. Avrei voluto attaccarmi ad Acosta per segnare i tempo, ma i due HRC si sono messi in mezzo e da lì è stato molto difficile, in quanto ho dovuto pure sorpassare Zarco. Le criticità incontrate? Adattarmi alla M1 e alle gomme".
Facendo in seguito una comparazione con la KTM guidata nel 2022, il figlio d’arte ha spiegato: “L’avantreno della M1 è più stabile e gira maggiormente, manca un po’ di grip, ma vedremo di risolvere il problema domani. Complessivamente mi sembra una moto abbastanza facile e con un buon bilanciamento".
Chiamato ad individuare gli elementi peculiari della motocicletta nipponica, il 26enne ha asserito: "Quello che mi ha colpito è che se sei in scia la motocicletta non rallenta e devi usare tantissimo i freni, di conseguenza il davanti tende a bloccarsi e a surriscaldare gli pneumatici. Rispetto a quanto correvo io ci sono meno cavalli e carico aerodinamico".
Infine un commento a sorpresa da pilota impegnato tra le derivate di serie. "Con la SBK il passo in curva è uguale, ma con le coperture da qualifica è addirittura più forte perché si riesce ad aprire prima il gas e a gestire meglio le curve. Con Michelin sotto questo aspetto è più dura", ha sentenziato.