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MotoGP, Lorenzo: "I social sono un gioco e io dico quello che penso"

Jorge sulla polemica con Miller ed Espargarò: "quando qualcuno cerca di screditarti devi fermarlo. Il ritiro? Non tornerei indietro. Pol ha lo stile giusto per la Honda"

MotoGP: Lorenzo: "I social sono un gioco e io dico quello che penso"

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Jorge Lorenzo per la prima volta da anni non è in pista per i test invernali. Se nel 2020 aveva fatto la sua apparizione a Sepang come collaudatore Yamaha, adesso è definitivamente in ‘pensione’ e in questi giorni se la godendo sulle spiagge bianche delle Maldive. Il maiorchino è comunque protagonista sul web, a causa di un botta e risposta al vetriolo con Jack Miller e Aleix Espargarò. Tutto è nato da un suo commento (“te lo avevo detto”) su Instagram sotto alla foto della caduta di Crutchlow. Da lì in poi sono iniziati a volare gli stracci.

Quando rispondo a qualcuno sui social, non gli do l’importanza che gli danno gli altri. Per me è una specie di gioco e mi diverte” ha spiegato Jorge ad AS.

Fra Lorenzo e Jack ed Aleix non scorre buon sangue e hanno deciso di affrontarsi in un’arena pubblica, con tutto quello che ne consegue.

Il maiorchino, però, ha difeso la sua scelta: Ho sempre detto che vorrei un mondo in cui le persone dicano quello che pensano. È quello che cerco di essere. Ho sempre ammirato le persone che sono così e ho sempre voluto essere così. Una volta ero così, ma dovevo stare attento perché rappresentavo tante marchi,  ora che ne rappresento molti meno e non devo dare spiegazioni a nessuno, sono ancora più me stesso e dico quello che penso. Penso che non sia una brutta cosa dire quello che si pensa, essere diretti e, quando qualcuno cerca di screditarti o di parlare male di te, devi fermarlo e dirgli che, se va su quella strada, avrà anche delle conseguenze. Questa è la mia mentalità”.

Insomma, l’istinto del pilota non si ferma alla pista e se c’è da fare un po’ di bagarre, anche se solo a parole, Lorenzo accetta la sfida. Per quanto riguarda la pista, però, il discorso sembra essere definitivamente chiuso.

"Non tornerei indietro - ha assicurato - Ora che posso vivere cose che non ho potuto fare prima, e che amo, penso di aver preso la decisione giusta. È vero che se avessi continuato a lottare per vincere gare e campionati del mondo, ora starei ancora correndo. Se non avessi avuto l'infortunio ad Assen nel 2019, l'anno scorso avrei corso per la Honda e chissà, con quello che è successo a Marquez, come sarebbero cambiate le cose. Ma non perdo un secondo a pensare a quello che mi sarebbe potuto succedere, perché mi sarebbero potute succedere cose peggiori e migliori. In generale, sono soddisfatto di ciò che ho ottenuto e non ci penso troppo”.

L’ultimo commento è per il debutto di Pol Espargarò sulla Honda.

È un ottimo debutto. È stato davanti a Nakagami e Alex ed è un ottimo segnale per lui e per la Honda, perché dimostra che gli piace la moto, che non avrà problemi di adattamento - l’opinione di Jorge  - Ho sempre considerato Pol un pilota molto veloce e aggressivo e, da quello che ho sperimentato alla Honda, sembra che devi avere quello stile per andare veloce su quella moto”.

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