MotoGP, Razali: "Rossi una eccezione, dopo di lui torneremo a puntare sui giovani"

SECONDA PARTE - "Rappresentava la scelta più sicura per noi, ci serviva continuità e lui è veloce, esperto e conosce la moto. Poi rappresenta una grande sfida, vogliamo vedere cosa potremo ottenere assieme"

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Razlan Razali è intervenuto in una nostra LIVE trasmessa sui nostri canali YouTube e Facebook, parlando con i nostri Paolo Scalera e Matteo Aglio di tanti argomenti diversi. Questa è la seconda parte dell'intervista in cui ha risposto alle domande su Valentino Rossi, sul suo rapporto con Franco Morbidelli ed anche sul ritorno in pista di Marc Marquez. QUI E' POSSIBILE  vedere il video mentre QUI C'E' LA PRIMA PARTE dell'intervista.

Come Team satellite Yamaha uno dei vostri compiti è anche quello di trovare i giovani talenti, ma nel 2021 correrà per voi il pilota meno giovane del Paddock, ovvero Valentino Rossi. Qualcosa è cambiato oppure è stato solo uno strappo alla regola?

"Abbiamo fatto una eccezione per Valentino Rossi, soprattutto a causa della pandemia.Yamaha ci ha parlato di Valentino a fine 2019 e in una situazione normale l'avremmo valutato come qualsiasi altro pilota proveniente dalla Moto2 o Moto3. Noi siamo sempre alla ricerca di giovani, come è successo con Fabio Quartararo. Ma avere Valentino è una questione diversa, perché per noi nel 2021 sarà fondamentale avere stabilità e prestazioni, è importante per la continuità della squadra. In uno scenario normale, avremmo forse preso un pilota dalla Moto2, ma visto quanto si stava prefigurando, avrebbe significato avere un pilota che avrebbe iniziato la stagione con pochi test. Troppi rischi da valutare, quindi abbiamo preso questa decisione con Valentino perché conosce la moto, è molto esperto e poi c’è anche da considerare la sfida rappresentata dal fatto di scoprire assieme dove si possa arrivare con lui in sella. Abbiamo fatto un’eccezione per Valentino, ma i nostri piani sono sempre quelli di scoprire nuovi talenti e farli crescere per noi e per Yamaha in futuro". 

Razali: "Quartararo nel 2020 ha reagito male in certe situazioni, deve calmarsi"

Il giovane per eccellenza che avete scoperto è Fabio Quartararo, che pur avendo vinto tre GP nel 2020 è stato meno costante di Morbidelli, che poi ha chiuso anche secondo nel mondiale. Come mai Fabio ha avuto tanti problemi?

"Penso che sia stata una combinazione dovuta alla moto nuova ed anche all’inesperienza di Fabio nel gestire le situazioni. Quando le cose non vanno bene, avete visto anche voi in tv come Fabio reagisce, si scalda troppo. Deve calmarsi in certe situazioni. La sua moto aveva qualche problemino rispetto a quella di Franco, che era più collaudata direi. La M1 2020 era completamente nuova e non abbiamo potuto provarla a fondo, come forse sarebbe stato necessario". 

Che obiettivi vi ponete per il 2021, in tutte le categorie? Secondo lei sarebbe possibile vincere in tutte e tre le classi?

"Noi nel 2020 volevamo essere il primo team indipendente Yamaha da 20 anni a questa parte a riuscire a vincere una gara in top class. Alla fine abbiamo chiuso in seconda posizione ed abbiamo anche condotto il mondiale. Tutto è possibile, abbiamo le stesse moto della passata stagione. In Moto3 abbiamo lottato per il titolo nel 2020, penso che per John nel 2021 sia una stagione cruciale. E’ arrivato anche Binder, che è aggressivo e veloce. Possono lottare per il mondiale. In Moto2 ci saremmo aspettati qualcosa in più da Vierge, ma sfortunatamente non c’è riuscito. In realtà ci aspettavamo meno da Dixon, che alla fine ci ha stupiti. Entrambi saranno alla seconda stagione e speriamo che possano lottare per il titolo. Il nostro obiettivo principale per il 2021 è quello di vincere in tutte le categorie almeno una gara. Questo è il nostro obiettivo minimo per la stagione. Abbiamo il potenziale di vincere, ci siamo già quasi riusciti anche in MotoGP. Vogliamo vincere ovunque, è ovvio". 

Razali: "Marquez sembrava un alieno, a Jerez è tornato umano"

Cosa pensa della situazione di Marc Marquez? Lo vedremo in pista ad inizio stagione?

"Penso che Marc abbia un enorme talento, è uno su un milione. Come Valentino e altri come Lorenzo o Stner. Tanti dicono di Marc che in realtà è un alieno, che non è umano. A Jerez abbiamo purtroppo scoperto che anche lui è umano. E’ chiaramente il miglior pilota che ci sia oggi, ma non penso che il mondiale 2020 valga meno perché lui non c’era in pista. Alla fine si è fatto male da solo cadendo e non ha corso. E’ stato sfortunato, ma questo non ha reso il mondiale di Mir meno importante. Nel 2021 dipende solo dal suo recupero, è ancora giovane. Penso che speri dentro di se di vedere l’inizio del mondiale sempre più ritardato per poter recuperare al meglio, sarà bello vederlo tornare e penso che sia determinato a tornale presto. Non mollerà, tornerà forte e noi non vediamo l’ora che torni in gara quest’anno". 

Siete impegnati in tutte le categorie del mondiale, pensa che qualcosa possa essere fatto per rendere più appetibili Moto3 e Moto2 ai Costruttori?

"Attualmente la Moto3 è aperta, ed in passato c’erano anche altri Costruttori oltre KTM e Honda. Yamaha potrebbe entrare in Moto3, ma sono decisioni che spettano alle Case. In Moto2 è difficile commentare la situazione. Mi piacerebbe vedere una categoria più aperta, magari con tanti fornitori diversi per quanto riguarda i motori. Darebbe modo di avere progressione per piloti e Costruttori tra le categorie piccole e la MotoGP, fare crescere i piloti assieme".

 Come è adesso la situazione in Malesia per quanto riguarda il Covid?

"In Malesia penso che la situazione sia come nel resto del mondo. Siamo al secondo giorno di lockdown che durerà due settimane. Certo, ci dispiace, perché sono stati cancellati i test a Sepang, una cosa che aspettavamo con ansia ovviamente, la nostra squadra è malese. Sono triste, soprattutto perché vorrei che la situazione nel mondo migliorasse. Dobbiamo avere fiducia nel fatto che le cose cosa possano andare meglio, ma serve pazienza". 

Secondo lei si tornerà a correre anche in Asia e America, o sarà di nuovo un mondiale tutto europeo?

"Saperlo oggi sarebbe come indovinare alla lotteria, è difficile. Inizieremo la stagione con tante domande senza però avere le risposte. Sappiamo che le gare europee ci saranno, ma ovviamente sarebbe bello poter correre anche al di fuori dell’Europa. L’anno scorso abbiamo perso i GP in Malesia ed in Thailandia, la speranza è di poterli disputare regolarmente. Ma siamo in questa situazione e se dovesse configurarsi la situazione del 2020 ci adatteremo". 

C'era anche la chance di correre a Sepang in notturna. Un'idea che c'è ancora?

"Il piano era con Franco Uncini  di controllare il nostro sistema di illuminazione a Sepang, che è stato costruito dagli stessi che hanno fornito Locail e Sakhir, due piste dove si corre in notturna. Il piano era che lui venisse a controllare per capire quali eventuali miglioramenti fossero necessari. Io ero il CEO del circuito di Sepang all'epoca, ma poi ne abbiamo parlato anche dopo. Penso che sia una cosa in agenda per il nuovo CEO del tracciato e penso che quando quest’anno verranno a controllare, se ci sarà la gara, sarà possibile continuare a valutare questa ipotesi di correre in notturna". 

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