MotoGP, Carlo Pernat e Livio Suppo d'accordo: "mal gestito il caso Marquez"

Suppo: "so quanto sia difficile convincere i giapponesi a parlare, e Puig è come loro. Per convincere Miller a fermarsi gli dissi: guarda che il pubblico pensa tu sia una pippa"; Pernat: "Marquez non tornerà neanche nel 2021"

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Puntata speciale di Bar Sport sulle condizioni di Marc Marquez che nella giornata di giovedì è stato operato all’omero per la terza volta. Ad intervenire, insieme a Paolo Scalera e Matteo Aglio, anche Carlo Pernat e Livio Suppo. I due supermanager si sono confrontati sui vari temi inerenti proprio alle condizioni di Marc, ecco quello che ci hanno detto. 

“Sta diventando un calvario ha iniziato Pernat – L’operazione è stata complicata, fatta da diversi specialisti. Io vedo difficile una presenza di Marc nella MotoGP 2021, lui stesso ha detto che non entrerà in pista finchè non sarà al 100%. Io credo che ci sia in gioco la sua carriera. Tutti speriamo di no perché Marc è un fenomeno”. 

Della stessa opinione, ovviamente, anche Livio Suppo che ha anche aggiunto al ragionamento le scelte comunicative di Honda e di Alberto Puig, sempre restii al rilasciare dichiarazioni ufficiali.

“Honda certamente ha sbagliato la comunicazione in questi mesi. Hanno dato modo di fare supposizioni su questo infortunio, io ho lavorato con i giapponesi e so quanto è complicato convincerli a fare determinate cose ma credo che questa volta si sarebbe dovuto gestire in modo diverso, anche perché non c’era nulla da nascondere. Carlo Fiorani l’avrebbe gestita diversamente, il problema è che ora ci sono i giapponesi e Alberto Puig con anche lo spagnolo sostenitore della teoria del “non si dice mai niente”. Quando si ha un team principal così abbinato ai giapponesi si fa fatica”. 

Si è poi discusso delle eventuali condizioni di Marquez quando tornerà in pista. L’otto volte campione del mondo sarà quello di una volta?

“Io ho sentito un’intervista ad un medico – ha detto Livio Suppo - che ha confermato che se l’operazione è andata bene, Marc dovrebbe tornare al 100%. Ovviamente tornerebbe in moto dopo tanto tempo e potrebbe avere delle difficoltà ma dipende sempre dal pilota, ad esempio Stoner non correva per 8 mesi e andava subito fortissimo”. 

Pernat: "La colpa è dei medici, un pilota corre anche se ferito mortalmente"

Importante anche il riferimento ad una intervista rilasciata da Marc Marquez a Dazn Spagna prima dell’operazione nella quale per la prima volta ha puntato il dito contro i medici che gli avevano dato l’ok per correre dopo il primo intervento.

“Ogni pilota ha il suo modo di essere, anche se stanno malissimo vogliono correre – ha detto Pernat - Parliamo di persone che per correre si farebbero abbattere e Marc è uno di questi. Lui correrebbe anche ferito mortalmente. Io credo che il grosso problema di questa storia siano stati i medici che hanno dato l’ok a Marc di correre. La colpa io non la do a Marquez o a Puig, io credo che ci sia una causa pendente e che forse è già partita tra la famiglia Marquez e quei medici”. 

Dello stesso avviso Livio Suppo che nel corso della sua carriera da manager aveva già vissuto una situazione simile con Jack Miller. 

 “Io dico da sempre che la colpa in questa storia è dei medici. A me è capitato qualcosa di simile nel 2016 quando Miller si fratturò una vertebra. Gli stessi medici che hanno dato l’ok a Marc, Mir e Charte, lo diedero anche a lui, ed io ero perplesso. Avendo vissuto da vicino l’incidente di Filippo Preziosi, un amico, chiesi a lui di indicarmi altri medici che potessero darmi un parere e tutti mi dissero che Jack non doveva correre perché in ogni caduta era massimizzato il rischio di paralisi. Io non riuscii a convincere subito Jack, corse 3 GP prima di fermarsi, gli ho detto che la gente pensava che fosse una pippa e non che stesse andando piano per l’infortunio”. 

Ora la concentrazione di Puig è sul sostituto di Marquez. Chi è il favorito?

“Ora Honda aspetterà di saperne di più sul recupero di Marc – ha detto Suppo - Io credo che abbiano tempo perché c’è Dovizioso senza contratto e c’è anche Bradl. Il problema di Dovizioso è il dove metterlo dopo il ritorno di Marc”. 

“Secondo me c’è un piano B ed un piano C – dice Pernat - Il B è Bradl, poi c’è Dovizioso che forse non ha nemmeno voglia di correre. Per prendere il forlivese bisogna fargli un contratto di qualche anno per poi diventare collaudatore”. 

Suppo: "Volevo portare Mir in Honda, con lui, Miller e Morbidelli si sarebbero assicurati il futuro"

Tutto questo discorso ha poi portato, grazie alle domande degli spettatori su You Tube e Facebook ad un discorso generale su Honda e sulla gestione dei piloti e della squadra da parte di Alberto Piug. Ad intervenire, ovviamente, Livio Suppo team manager Honda prima dello spagnolo.

“Quando ero ancora in Honda parlai con Mir, perché io e Nakamoto pensavamo che potesse essere l’erede di Dani Pedrosa. Dopo io sono andato via e a quanto mi risulta la trattativa andò avanti ma Piug disse a Mir che avrebbe firmato con Honda ma senza garanzie sul team. Joan voleva una squadra ufficiale e quindi ha preferito il team Suzuki ad un team satellite di Honda. Se avessero preso Mir al posto di Lorenzo avrebbero lottato per il titolo e si sarebbero assicurati il futuro. Poi per quanto riguarda il futuro ci stanno provando con Alex Marquez ma per caso, solo perché Jorge si è ritirato. La scelta stessa di Espargarò non mi sembra da Piug, lui era uno che con me e Nakamoto aveva sponsorizzato il passaggio di Miller dalla Moto3 alla MotoGP. Oltre a questo c’è stato anche l’errore di Morbidelli, l’avevo messo io da Marc VDS, ma i giapponesi non hanno mai voluto credere alle sue potenzialità”. 

Pernat: "Stoner il più veloce del mondo, ma non mi è piaciuto il suo comportamento"

Archiviata la parte centrale della LIVE si è poi parlato anche di temi generali, partendo dalle condizioni di Casey Stoner e dalle motivazioni del suo addio alla MotoGP

“È un po’ che non sento Casey - ha detto Suppo - ho saputo di questa sindrome da affaticamento cronico e spero che riesca a curarsi per godersi la sua pensione anticipata. So che è una malattia strana e che le cure non sono chiare”.

Sul ritiro…

“Io credo che solo Casey potesse avere il coraggio di rinunciare ad un sacco di soldi facendo una cosa che fai bene e per la quale sei ancora competitivo. Bisogna togliersi il cappello”. 

E anche Pernat ha detto la sua: “Stoner è stato il pilota più veloce del mondo, noi che amiamo le moto lo diciamo, e forse lo è ancora. Quello che non mi è piaciuto, però, è stata quella conferenza stampa per comunicare il ritiro a Le Mans senza quasi avvertire la Honda…”

“Si, lui aveva un carattere difficile – ha risposto Livio - Io ho sempre cercato di fargli capire che quelle che per lui erano le rotture, come le interviste e gli eventi, facevano parte del suo lavoro. Se avesse corso nell’enduro, per esempio, non avrebbe avuto quegli impegni ma avrebbe anche guadagnato molto meno. Se si ha il talento di correre in MotoGP, il proprio mestiere non è solo andare in moto ma anche fare altre attività che ti fanno guadagnare un sacco di soldi. A me non piacque che lui andò via parlando male di un ambiente che lo aveva reso idolo della gente e anche benestante”. 

Suppo: "In Yamaha devono capire perchè la moto dell'anno prima va meglio"

Si è poi concluso parlando di Yamaha con la scelta di portare Quartararo nel team ufficiale nel 2021 al posto di Rossi. Ecco l’idea di Suppo:

“Quartararo ha dimostrato di essere molto forte nel 2019 mentre quest’anno come tutti i piloti ufficiali Yamaha ha alternato buone prestazioni a gare pessime. Yamaha deve capire il perché di questa cosa”

“Il problema è che guidano una moto che non è a posto – ha subito risposto Pernat – Quando sai che ci sono dei problemi molti piloti guidano con la tensione”. 

“Io non sono d’accordo – ha concluso Livio Suppo - Yamaha ha vinto 7 gare su 14 con tre piloti diversi, questo vuol dire che la moto non va male. A parte il problema motori la M1 è andata bene, ma il problema è che spesso la moto dell’anno prima ha meno problemi di quella ufficiale. È successo con Zarco, Quartararo e Morbidelli negli anni. Loro si fanno prendere dal panico perché la velocità massima non è ai livelli degli avversari e iniziano a provare novità su novità, come ai test di Misano di quest’anno”. 

 

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