MotoGP, Mir: "Mi sento parte della storia Suzuki. Ma di Schwantz ce n'è uno solo"

Share


Ci si aspettava la vittoria e invece per Joan Mir è arrivata una seconda posizione, un altro podio, il quarto in cinque gare. Oggi sul podio, insieme a Joan, è salita anche l’altra Suzuki di Alex Rins che ha chiuso la sua corsa dietro al compagno di squadra. Per il team di Davide Brivio, dunque, questa domenica di Barcellona sarà una giornata da ricordare visto che la Suzuki non portava due piloti sul podio da Misano 2007 quando Vermeulen e Hopkins chiusero anche loro in 2° e 3° posizione dietro alla Ducati di Stoner. 

“Sono molto contento per Rins e per la Suzuki – ha detto Joan dopo la gara – Avere due moto sul podio è tanta roba. Stiamo andando davvero bene, quest’anno ci si gioca tanto sulla gestione delle gomme e ogni Casa ha dei punti negativi e dei punti positivi. La nostra qualità sembra essere la costanza anche se sappiamo che non esistono gomme che lavorano nello stesso modo dall’inizio alla fine della gara, questa è la MotoGP”. 

Joan in questo stranissimo mondiale stai dimostrando di essere uno dei piloti più in forma grazie, come hai detto, alla costanza tua e della tua moto e ora sei in lotta per il mondiale. Credi di poter entrare a far parte della storia della Suzuki come, per esempio, Kevin Schwantz?

“Di Schwantz ce n’è solo uno ma mi piace molto vedere questo progetto crescere. Io ho creduto molto in Suzuki e mi sento già parte della storia di questa Casa. Per il mondiale è ancora presto, Io e Quartararo siamo i più costanti della griglia e ora siamo vicini in classifica. Ci sono molti piloti veloci e ancora tanti punti da conquistare. Comunque devo dire che mi piacerebbe molto lottare anche con Marquez, perché è quello che ha vinto negli ultimi anni”. 

Cosa è mancato oggi per poter battere Quartararo e portare a casa la prima vittoria della tua carriera in MotoGP?

“La vittoria è molto vicina ma oggi Quartararo ha fatto un gran lavoro, è stato più veloce di me. Sicuramente partire in ottava casella non è stato il massimo perché all’inizio della gara ho provato a recuperare posizioni ma c’era molta confusione in mezzo al gruppo. I primi hanno spinto forte nella prima parte e poi a metà gara io ho iniziato a sentirmi meglio e a recuperare distanza, gli altri soffrivano con il posteriore e anche io ma non come loro. Ho perso un paio di secondi dietro Miller e probabilmente mi sono costati la vittoria”. 

Hai detto della tua partenza all’8° posizione. Continuano i vostri problemi in qualifica. 

“Si, non sono ancora pronto per stare tra i migliori al sabato. Non so dire il perché ma fatico avere aderenza sul giro secco, non riesco trovare sensazioni giuste, ieri mi hanno dato 8 decimi, tantissimo. La cosa buona è che in gara ci sono, ma partire dietro è un casino, può succedere di tutto. Con il team lavoriamo bene tutto weekend in vista della gara e questo si vede già nel WarmUP della domenica mattina. Oggi sapevo di avere un buon ritmo e anche se la Yamaha erano messe meglio, alla fine visto il grande calo gomme mi ha permesso di recuperare e chiudere sul podio”. 

Alex Rins: “Che emozione salire di nuovo sul podio"

Felicità doppia per Suzuki che come detto oltre a Joan Mir ha messo sul podio anche Alex Rins quest’oggi a Barcellona. Una terza posizione che sembra quasi una liberazione per un Rins che stava vivendo un momento decisamente complicato in termini di risultati e prestazioni. 

“Salire di nuovo sul podio è una emozione molto grande – ha detto Rins – Nelle ultime gare ho sofferto tanto, dopo incidente spalla a Jerez facevo fatica ad andare veloce e non capivo perché. Sono contento che ci siano due Suzuki sul podio e ci tengo a fare una dedica a Salom che è sempre presente qui con noi”.  

Come dice Rins, sul podio insieme a lui c’è il suo compagno di squadra Mir che dopo la difficile stagione dello scorso anno sta inanellando una serie di risultati convincenti che lo stanno candidando a uomo simbolo dell’annata Suzuki. 

“La rivalità con Mir è normale, l’anno scorso era un debuttante e ha lavorato tanto, ora siamo allo stesso livello e nel box si respira una bella aria, siamo gli stessi di prima. Questo sport non è come il calcio, non corriamo in 11 e quindi bisogna solo essere contenti di salire sul podio. Ovviamente il compagno di squadra è il primo avversario ma lui quest’anno sta facendo una grande stagione, super costante”. 

Un terzo posto che arriva dopo una partenza dalla 13° posizione. Raccontaci la tua gara. 

“Ieri avevo fatto un piano con la mia squadra, sul passo gara non ero lontano dai migliori e quindi sapevamo che la chiave di questa corsa sarebbe stata la partenza e sono riuscito a farla bene e recuperare tante posizioni nel primo giro. Alla fine della gara ho cercato di gestire le gomme e di non fare nessun errore”. 

Ora come potrà evolversi la tua stagione?

“Adesso arrivano piste che piacciono tantissimo, ad Aragon avremmo due gare e li di norma sono sempre andato forte. L’unica pista così così è Le Mans, di solito lì soffriamo ma anche in Austria dovevamo soffrire ed invece siamo andati bene”. 

Share

Articoli che potrebbero interessarti