MotoGP, Petrucci: "La Ducati funziona, io non sto facendo bene il mio lavoro"

"Quando qualcuno con la tua stessa moto va più forte c'è poco da ragionare. Mi dispiace essere in questa situazione, mi metto sul banco degli imputati, voglio uscirne"

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Danilo Petrucci non ha mai avuto un rapporto esattamente splendido con Misano. Solo nel 2017 è riuscito a salire sui gradini del podio del tracciato intitolato a Marco Simoncelli, agguantando un ottimo secondo posto alle spalle di Marc Marquez. Un risultato difficile da replicare domani in gara, visto che oggi Petrucci ha conquistato una deludente 15a posizione in griglia di partenza, su un tracciato che di certo non è tra i più favorevoli per le grandi rimonte.

Nell'incontro con i media, Danilo fa molta autocritica, riconoscendo che c'è tanto lavoro da fare e che il potenziale di questa Ducati GP20 sia più in linea con quanto mostrato oggi da Miller e Bagnaia, entrambi in seconda fila dello schieramento di partenza. La nuova Michelin rappresenta un enorme problema per il suo stile di guida e Petrucci ancora non ha trovato il modo per sfruttarla al massimo sulla sua moto

"Quando hai piloti con la stessa moto che vanno più forte - ha dichiarato Petrucci - non puoi dire che è la moto ad avere problemi. Noi sicuramente non stiamo tirando fuori il massimo, poi è difficile dire di chi è la colpa".

Ieri Tardozzi non ci è andato leggero con te e Dovizioso. Ha anche sottolineato quando Pirro fosse stato veloce nei test. 

"Davide è sempre irruento nelle dichiarazioni, è molto sincero. Però Michele era andato forte nei test, ma noi siamo andati molto più forte oggi. Abbiamo anche altre moto davanti, Jack e Pecco hanno fatto due bei giri. Due decimi non sembrano niente, ma oggi in MotoGP fanno una differenza enorme. Io mi metto sul banco degli imputati, non sto facendo bene il mio lavoro. Non ho mai detto che la moto non funziona, ho detto che io devo capire come utilizzarla al meglio". 

Pesa tanto di trovarsi dietro ai due piloti Pramac ed anche a Zarco?

"Quando parti per un turno, dai sempre il massimo indipendentemente da chi hai davanti. Chiaro che probabilmente il fatto di aver cambiato la Michelin nel 2020 ci ha dato tante difficoltà. Non ho ancora ritrovato le buone sensazioni che avevo ad inizio 2019, mi avvicino a quelli davanti ma mi sento sempre come se fossi con un turno di ritardo. Mi mancano quei due decimi che fanno la differenza. Non è piacevole essere in questa situazione, mi dispiace faticare tanto e poi fare solo i risultati che stiamo facendo. Mi sto impegnando molto, sia in pista che a casa quando mi alleno, però arrivo sempre leggermente dopo, come se avessi bisogno di un turno in più e questo faccio fatica a capire perché".

Oggi è andata peggio di ieri, quando alla fine eri almeno in top ten. 

"Ieri tutto sommato ero contento, anche se le sensazioni non erano proprio il massimo. Oggi tanti hanno migliorato mentre io non ho fatto quel qualcosa in più. Difficile capire cosa c’è dentro la testa di un pilota, è l'inconscio che guida ma è chiaro che mi dispiace essere in questa condizione, come mi dispiace anche per la Ducati che non sta raggiungendo i risultati che vuole e che vorrei anche io". 

Dal punto di vista tecnico, quale è il limite principale?

"Stamattina ho avuto parecchi problemi per usare la gomma morbida davanti. Mi sentivo bene in frenata, ma non riuscivo a far curvare bene la moto. La FP3 è stata un mezzo disastro perché ho mancato l’accesso alla Q2 per due decimi. Ma oggi due decimi in MotoGP sono tantissimi. Poi ho fatto troppi errori poi in Q1, non riuscivo a spingere in curva e mi dispiace molto per come è andata. Il mio ritmo non è affatto male, quindi la posizione in griglia non mi rende giustizia. Non è stata una buona giornata, ho avuto difficoltà tutto il giorno a ripetere le buone prestazioni di ieri".

Pensi di scegliere la media per la gara?

"Stamattina con la media la moto curvava bene, ma non si fermava. Dovrei trovare il modo per usare i due tipi di gomma assieme, una per frenare ed una per accelerare( ride, ndr). Sembra sempre che quest’anno la coperta sia corta, perché appena risolvo un problema ne spunta un altro da un’altra parte. Se guardi il distacco dagli altri non è molto elevato. Come ho detto, quest’anno due decimi sono troppi in MotoGP. Mi sentivo di tirare troppo sul freno davanti, non avevo buone sensazioni. Qui non è neanche facile superare, dovrò partire benissimo ma so che non è solo una questione di bravura, ma più di fortuna. Devi farti trovare nel posto giusto al momento giusto ad inizio gara, altrimenti perdi tantissimo tempo". 

Dici che hai bisogno di un turno in più, e qui resterete per dei test e per la seconda gara. La situazione cambierà tanto la settimana prossima secondo te?

"Non so quanto possa cambiare lo scenario fino alla prossima settimana. Noi stiamo ancora cercando un assetto che funzioni di base, ed il test sicuramente potrà essere utile, perché non abbiamo cose nuove da provare ma dobbiamo solo lavorare sull’assetto. Vorrei tornare a guidare come facevo ieri, cosa che oggi non mi è riuscita. Ogni volta che tocchiamo la moto, c’è un cambiamento enorme nel suo comportamento e questa è la cosa più difficile da digerire per me". 

Ieri in safety commission avete parlato della nuova tecnologia per i team radio. Cosa ne pensi?

"Difficile capire come far funzionare questa cosa delle comunicazioni radio. Dobbiamo prima provarla per capire come va davvero. Ieri ne abbiamo parlato in safety Commission con Stefan Bradl, che l’ha già provata. Sono messaggi preregistrati, non è come in F1, non sembra difficile capire i messaggi. Stefan ha detto che nel casco la voce ci sente molto bene, il fatto è che lui stesso ha detto che su tre messaggi, uno non l’ha capito. Sinceramente abbiamo già le comunicazioni sul dashboard e funzionano bene secondo me. Il punto è che sulla strumentazione non leggiamo immediatamente questi messaggi. Magari dobbiamo provare e vedere come funzionano. E’ un miglioramento ma secondo me al momento non abbiamo davvero bisogno di questo tipo di messaggi che sono molto sullo stile della Formula 1. Lì sono seduti, sono stabili. Magari è più facile per loro parlare con i box. In moto non è la stessa cosa, ma al momento a noi sarà richiesto solo di ascoltare i messaggi e non di rispondere". 

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