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MotoGP, Rossi: "il futuro? Oggi il lavoro al box non serve a nulla"

Valentino dopo il disastro in qualifica: "non so quali siano i piani di Yamaha. Il mio team si impegna ma i problemi rimangono"

MotoGP: Rossi: "il futuro? Oggi il lavoro al box non serve a nulla"

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Bisogna spulciare le statistiche per trovare un Valentino così in difficoltà in qualifica ed arrivare al 2006, quando ad Assen fece segnare il 18° tempo nella caccia alla migliore posizione sullo schieramento. In quel caso, però, il Dottore doveva fare i conti con due microfratture a un polso, mentre oggi con una Yamaha che non lo asseconda. Alla fine, per la penalizzazione di Morbidelli, domani scatterà 17° ma poco cambia.

“Oggi è stata una giornata molto difficile, a partire dal mattino - spiega - Ieri ero nei primi 10, ma le mie sensazioni in moto non erano buone, specialmente dopo qualche giro. Abbiamo perciò provato a fare delle modifiche, ma nelle FP3 sono stato molto lento e, quando ho cercato il tempo, sono anche caduto”.

La storia non sembra essere cambiata neppure nelle FP4…
Abbiamo provato un’altra grande modifica, ma la sensazione è che il lavoro normale che possiamo fare nel box, quello sul setup, non serva a niente o che comunque non basti perché ogni volta che salgo in moto trovo sempre gli stessi problemi. Non riusciamo a migliorare o essere più veloci”.

Le qualifiche sono state ancora peggio…
Ho fatto confusione, ho perso tempo e ho preso la bandiera a scacchi. Ho deciso di scommettere tutto, avevo bisogno di una scia per cercare di entrare in Q2, ho aspettato e ho sbagliato. Ci ho provato, ma anche se avessi fatto un giro da solo non sarebbe cambiato molto, avrei potuto guadagnare 3 o 4 posizioni, non di più”.

Come si parte per la gara in queste condizioni?
L’aspetto positivo è che Vinales è riuscito a tenere un buon passo nelle FP4, quindi si può migliorare. Domani proveremo qualcosa di diverso, realisticamente si può puntare a portare a casa qualche punto, non siamo nelle condizioni di stare nei primi 10”.

Dopo il 14° posto in qualifica ad Austin erano arrivate le scuse di Tsuya, quali sono i progetti di Yamaha per il futuro?
È difficile capirlo, perché non so molto del nuovo progetto, né di quali siano i tempi,  né di cosa accadrà. Speriamo che succeda qualcosa”.

Non è preoccupante?
In Yamaha funziona così, penso sia un’atteggiamento di tutte le Case giapponesi, hai sempre il dubbio su cosa stiano facendo. Però, solitamente, quando le novità arrivano poi vanno bene. Ormai è da tanto che parliamo sempre delle stesse cose e la moto non cambia”.

La tua pazienza è arrivata al limite?
Io ho un certo carattere, non so se sia meglio puntare i piedi o arrabbiarsi. Non penso ce ne sia bisogno perché i nostri risultati parlano da soli. Certo il gap è diventato grande e non sarà semplice recuperarlo”.

Stai arrivando a un grado di frustrazione simile a quello patito in Ducati?
No, la situazione è diversa. Sono comunque 3° in campionato e sono salito 5 volte sul podio, la prima parte di stagione è stata abbastanza positiva. Dopo avere sofferto a Misano, una pista in cui storicamente sia io che la Yamaha siamo andati forte, mi aspettavo una situazione peggiore ad Aragon”.

Come si lavora in certi momenti?
Ci si impegna di più per ottenere meno, trovare le motivazioni è difficile, sia per il pilota che per i tecnici. Però penso che la squadra stia lavorando bene, mi riferisco a Galbusera, ma anche a Forcada e a tutti i meccanici, che sono bravi ed esperti. Il problema è il materiale su cui dobbiamo lavorare, abbiamo bisogno di aiuto ma è un discorso che abbiamo già fatto tante volte quest’anno”.

Dove troverai gli stimoli per partire domani?
Sono qui ad Aragon e qui resterò, cercherò di essere il più veloce possibile in gara in modo che finisca prima (ride)”.

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