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MotoGP, Marquez vola, Dovizioso nella trappola delle prequalifiche

A Jerez Marc e la Honda imprendibili. Crutchlow 2°, Iannone 3°. Zarco 4° con la miglior Yamaha, Lorenzo 5° sulla Ducati. 7° Rossi

MotoGP: Marquez vola, Dovizioso nella trappola delle prequalifiche

A Jerez abbiamo visto tantissime derapate. Il terzo turno di prove libere della MotoGP – utile per definire gli accessi in Q2 – si è disputato su pista parzialmente gommata: la pioggia caduta ieri ha lavato l’asfalto, le strette ruote della Moto3 l’hanno nuovamente gommato, ma non in modo ottimale.

Quando si scivola così, Marc Marquez si sente a casa; miglior tempo in 1’37”702 per il catalano Campione del Mondo in carica sulla Honda RC 213V del team Repsol, ottenuto anche grazie alle sue staccate sempre di traverso e due gomme medie usate, che ha saputo sfruttare meglio di tutti.

Primo ieri, velocissimo anche oggi: secondo tempo e 271 millesimi di ritardo per Cal Crutchlow, l’inglese del team LCR, che gli mette a disposizione una Honda ufficiale gestita da una struttura satellite. Dopo Cal, ecco la Suzuki di Andrea Iannone che, da Austin, ha trovato il piacere di guidare la GSX-RR, ora prevedibile e maneggevole nelle sue mani. Il rinnovo del contratto tra le due parti potrebbe ora concretizzarsi.

Miglior Yamaha in pista la numero 5 del team Tech3, grazie a Johann Zarco, davvero preciso nella serie di curve finali a destra, nelle quali occorre avere una moto che resti in piena piega senza scuotimenti eccessivi; Johann soffre un distacco da Marquez inferiore al mezzo secondo e fa meglio delle altre quattro cilindri di Iwata.

Jorge Lorenzo, 31 anni appena compiuti, ieri si è detto soddisfatto delle parti nuove arrivate da Borgo Panigale e non mentiva: al di là del quinto crono finale – a nemmeno mezzo secondo dalla Honda di Marquez – la Ducati alata del maiorchino teneva bene la corda nelle veloci curve di Jerez e Jorge ha preferito usare due Michelin soft nuove, senza stressarle più di tanto: in percorrenza la posteriore di Lorenzo non fumava, contrariamente a quella dei suoi rivali.

Un grintosissimo Jack Miller entra in Q2 utilizzando una gomma morbida al posteriore con il sesto tempo e la sua Ducati Pramac, Valentino Rossi ha il settimo sulla M1 ufficiale in difficoltà: il 46 ci ha messo una pezza mettendo in pista la sua esperienza, Maverick Vinales è invece fuori dalla top ten e sarà costretto alla Q1. Le moto del team factory a Jerez non sono precise come le Honda e le Ducati, specialmente alla Curva Jorge Martinez, che piega a destra.

Entrano nei dieci, quindi vanno in Q2, Dani Pedrosa e Danilo Petrucci rispettivamente su Honda ufficiale e Desmosedici Pramac. Entra anche Alex Rins, con la Suzuki più fumante in accelerazione a Jerez.

Non abbiamo parlato di Andrea Dovizioso, che merita una riflessione a parte: il forlivese ieri aveva individuato pericoli e difficoltà su questa pista e, infatti, nonostante una modifica alle molle Ohlins sulla forcella della sua Ducati il gap da Marquez è di otto decimi, Andrea rimane fuori dai primi dieci, palesando fatica in uscita dalle curve. Per lui una Q1 di riferimento è ora obbligatoria.

Come accennato, Maverick Vinales, dopo tanto lavoro sulla sezione elettronica della sua M1 non è stato veloce; ad Austin il catalano aveva detto di avere le stesse sensazioni positive dello scorso anno, ieri ha ripetuto queste parole, invertendo il concetto: come nel 2017, Maverick a Jerez fatica a far girare la sua Yamaha ufficiale.

Aleix Espargarò ha il tempo numero 13, arrivato con due Michelin nuove e morbide; Tito Rabat era molto veloce, ma una caduta nella destrorsa Sito Pons gli ha rovinato ritmo e lavoro; una volta corso a piedi verso il suo box, il numero 53 non ha avuto modo di migliorarsi.

Dopo Pol Espargarò e Nakagami, continua nell’apprendistato Franco Morbidelli, diciassettesimo ad un secondo abbondante da Marquez; Mika Kallio – collaudatore KTM e qui come wild card – ha fatto meglio del titolare Bradley Smith, ancora una volta sul fondo Simeon e Syahrin.

 

 

 

 

 

 

 

 

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