Lorenzo nega, Marquez afferma che non gli sembra possibile, ma quel che è certo è che, alla quinta gara del mondiale, il mercato piloti è già iniziato. Ed è in fermento.
L'indiscrezione che l'HRC avrebbe dato un ultimatum a Jorge per il raggiungimento di prestazioni in linea con il suo blasone, preparandosi anche a sostituirlo l'anno prossimo se così non fosse, parrebbe la classica voce del paddock. In realtà ha più senso di quanto sembri.

Prendete una moto difficile da guidare, ma vincente solo nelle mani di un pilota ed il paragone è servito.
Jorge lo ha ammesso: la RC213-V è una moto molto particolare e la Honda lo sa a tal punto da essere lei stessa la prima a preoccuparsi. Del resto a dirglielo sono gli stessi suoi piloti. Soprattutto Cal Crutchlow che afferma che guidarla come Marc è impossibile.
Lo stesso Marc, del resto, oggi ha detto che quando si cerca la prestazione si finisce con l'avere sempre la coperta troppo corta. Cavalli, coppia, velocità, guidabilità, stabilità, agilità sono tutti pregi in competizione ed in contrasto fra loro.
La moto ideale, quella che va bene dappertutto, non esiste. E se esiste è vicina alla Yamaha, che sembra la MotoGP più facile da portare al limite, ma non la più competitiva in assoluto.
Con la M1, infatti, sono andati forte tutti rookie, da Johann Zarco passando ora per Franco Morbidelli e l'ultimo ragazzo-meraviglia Fabio Quartararo.
Proprio l'esplosione di tanti giovani, alcuni dei quali ancora nel bozzolo di promessa, sta facendo pensare le case che per la prima volta da diversi anni si trovano ad immaginare sé stesse con piloti diversi.

Fra queste sicuramente anche la Ducati che, non a caso, al fianco di Andrea Dovizioso ha messo per il 2019 Danilo Petrucci, ma con un contratto annuale. Proprio a Le Mans Petrux ha risposto a chi gli domandava se non fosse preoccupato con la solita sincerità. La realtà però è che Danilo farebbe bene a preoccuparsi, ed anche molto perché a Borgo Panigale stanno pensando di rivoluzionare la squadra visto che si sono resi conto che con quella attuale (e con Marquez in pista) il mondiale non riusciranno a vincerlo.
Poiché, comunque, Dovi è inamovibile sino al 2020, ecco che la seconda moto di fatto libera per la prossima stagione è un preziosissimo diamante sul mercato.
"Voglio spiegare bene ciò che ha detto Paolo Ciabatti - ha chiarito Davide Tardozzi - Paolo ha detto che inizieremo a ragionare sul mercato dopo Barcellona. Non che dopo il settimo Gran Premio inizieremo a parlare con Petrucci. La Ducati, invece, si prenderà tutto il tempo possibile ed opportuno per decidere".
Fuori dal politichese ciò cosa significa? Traduciamo: "Petrux non ha alcun altro posto dove andare, a livello di competitività, dunque ci guarderemo bene in giro senza problemi e decideremo quando ci farà comodo".
Sembra brutto dirlo così, in modo non politicamente corretto, ma è la verità.
Persino Alvaro Bautista, che ha smentito il suo manager Simone Battistella, affermando di voler tornare in MotoGP, è una alternativa a Petrucci.

Cosa che è difficile per tutti, con il grande livello di competitività attuale. Anche per Lorenzo.
"Jorge ha un grande ego - ha sottolineato Marquez - quando dice io non sono un grande pilota, sono un campione, sa di esporsi, ma ha anche il carattere per non curarsi di ciò che gli accade attorno".
Sarà veramente così? Quel che è certo è che con questo mercato che da molti anni è sempre più anticipato anche i big rischiano . L'unico forse a non avere questo tipo di pressione è Dovizioso, che recentemente ha confessato che non correrà ancora a lungo.
Una dichiarazione che in fondo è anche una ammissione: se infatti non realizzerà il suo sogno di vincere il mondiale della MotoGP alla fine del 2020, dopo Ducati, dopo aver guidato Honda e Yamaha, che mercato avrebbe? Il suo talento, la sua dedizione potrebbero interessare a molti. Ma non in ottica mondiale.
Nel frattempo il mercato si è ufficialmente aperto a Le Mans, ed è forse il più interessante degli ultimi anni.