Pernat: a Jerez il Gran Premio del cambio generazionale

Giovanissimi come Quartararo e Morbidelli al fianco di Marquez in prima fila. Un successo dovuto alla competitività dei team satellite. Marquez è la salvezza della Honda


Jerez mi è parso il Gran Premio del cambio generazionale, con una prima fila tutta quanta di giovanissimi a parte il fenomeno Marc Marquez. Vedendo la partenza della MotoGP con in testa il francese Quartararo ed in seconda posizione Franco Morbidelli mi è parso di sognare.

 

Forse è ancora presto per vederli sul podio ma bisogna dire che a Jerez ci sono andati molto vicino, soprattutto il francese, fermato da un guasto meccanico della sua Yamaha a metà gara quando stava battagliando con il fenomeno Marquez per la vittoria finale.

 

Lo stesso Morbidelli è stato per più di metà corsa insieme allo spagnolo e solamente il consumo di gomme non gli ha permesso di giocarsi il podio.

Bisogna sottolineare che oggi i giovani hanno maggiori possibilità di mettersi in mostra perché le moto competitive sono aumentate di numero e soprattutto non esiste più il gap fra moto e moto che a volte era imbarazzante.

Il merito di questo ritrovato equilibrio è della Dorna, la società che organizza il tutto, che ha avvicinato la competitività delle case costruttrici con l’introduzione del monofornitore degli pneumatici e successivamente con l’introduzione della centralina unica che ha avvicinato ancora di più i valori in campo.

Poi occorre sottolineare che le così dette moto clienti o satelliti che dir si voglia sono cresciute molto dal punto di vista tecnico e l’approccio dei giovani talenti è stato sicuramente facilitato.

In spiccioli oggi le moto competitive sono 14 rispettivamente 8 ufficiali e sei “ clienti “ rendendo il campionato mondiale veramente affascinante e pieno di colpi di scena.

Il Gran Premio di Jerez ci ha consegnato un campionato mondiale con un equilibrio che non si vedeva da tempo e soprattutto con una classifica generale che vede 4 piloti racchiusi nello spazio di 9 punti.

Il favorito resta sempre il fenomeno Marc Marquez che qui si giocava molto dopo la caduta di Austin, caduta nella quale è incappato, occorre sottolinearlo, non per colpa sua ma a causa di un problema tecnico della Honda che sembra avere qualche noia dal punto di vista dell’elettronica.

Si fa presto a dire che Marc vince perché guida una Honda, sembra il contrario: che la casa giapponese vinca perché alla sua guida c’è un fenomeno come lo spagnolo.

I risultati della casa del Sol Levante sono solamente quelli di Marc.

Suona veramente strano quello che sta succedendo ai  piloti come Crutchlow, Nakagami e soprattutto Jorge Lorenzo: stanno combinando veramente poco.

Sinceramente il caso di Jorge Lorenzo è incredibile: a Jerez era atteso per dimostrare di aver preso possesso della Honda e ce lo aspettavano finalmente vicino ai migliori, ma ha profondamente deluso arrivando in dodicesima posizione, battuto anche dal collaudatore della casa giapponese, Stefan Bradl.

Si parlava di “dream team” con l’accoppiata Marquez-Lorenzo ma i fatti stanno clamorosamente dimostrando il contrario.

Giù il cappello a Suzuki e ad Alex Rins che stanno dimostrando di essere competitivi e pronti a giocarsi il mondiale sino alla fine.

Un brodino per Valentino Rossi che deve ancora imparare a fare delle buone prove perché partire dalle terze file mai ti può fare arrivare ai piedi del podio visto che oggi la concorrenza è a livelli molto alti.

 

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