L'estate dei nostri scontenti: Lorenzo, Zarco, Iannone

Quando la guerra si traveste da pace, e si è costretti ad apparire giusti, l'unica arma che rimane è l'inganno. Zarco ha risolto il contratto con KTM, ora tocca a Jorge Lorenzo e Andrea Iannone tentare di uscire dalla palude


Metà del mondo è da comperare, l'altra metà da vendere. I contratti sono fatti per essere rotti. O meglio, per complicare le cose in caso di rottura.

Perché parliamo di contratti invece di ricordare la bellissima vittoria di Andrea Dovizioso su Marc Marquez all'ultima curva?

Beh, ma è semplice: a meno di clamorosi errori da parte di Magic Marc, il titolo iridato 2019 è già blindato nelle sue mani perché, anche nel caso che Dovi vincesse i restanti otto Gran Premi - tutti e 8! - al pilota della Honda basterebbero quattro secondi posti e quattro terzi per aggiudicarsi egualmente l'ottavo titolo mondiale.

Ciò non significa però che non guarderemo alle restanti gare con rinnovato interesse.

Lo scenografico sorpasso di Andrea - 'block pass' in gergo - è stato magistralmente eseguito ed è difficile credere che il forlivese non l'avesse preparato, visto che si era accorto da diversi giri che il suo avversario non poteva più contare sul massimo grip sulla parte destra della gomma.

Del resto lo stesso Marc, che al di là dei sorrisi di circostanza in cui è bravissimo ha sofferto l'attacco, aveva capito di essere del gatto quando non era riuscito a scrollarsi di dosso l'italiano, tanto da sbagliare completamente l'ultima curva lasciando al ducatista non una porta spalancata, bensì un portone.

"Andrea stava giocando con me già da un paio di giri", la frase a mezza bocca che si è lasciato scappare.

Al Red Bull Ring lo spettacolo in pista ha rivaleggiato con le voci di mercato

Per una volta, però, l'attesa dello spettacolo offerto dalla pista - che tutti ci aspettavamo su un circuito nel quale la Ducati ha l'imbattibilità - è stata costretta a rivaleggiare con le voci rimbalzate nel paddock durante il fine settimana.

La più clamorosa di tutte, quella della trattativa segreta (ma non tanto) fra Gigi Dall'Igna e Jorge Lorenzo per un clamoroso ritorno in Ducati passando dalla porticina della Pramac.

L'offerta di KTM a Miller nascondeva la risoluzione anticipata del contratto con Zarco

Il sacrificato, ovviamente sarebbe stato Jack Miller, che durante l'intera querelle è apparso niente affatto preoccupato di rimanere a piedi, ed ora sappiamo il perché: aveva in mano una offerta della KTM per sostituire, nel 2020, Johann Zarco che intanto aveva raggiunto un accordo per lasciare la casa di Mattighofen alla fine della stagione.

Aveva ragione Max Biaggi, nella intervista rilasciataci venerdì scorso: "Lorenzo rimarrà con Honda. Quando queste trattative diventano pubbliche non si concludono".

Al contrario la risoluzione consensuale del rapporto fra KTM e Zarco è avvenuta in perfetto silenzio, e comunicata solo quando si è conclusa.

A questo punto il mercato apparentemente chiuso con la firma di Petrucci e quella di Miller, attesa a momenti, è destinato a riaprirsi perché si è liberato una delle moto ufficiali arancioni. Ma è finita?

Non si è aperto in anticipo  il mercato 2021, non si è mai chiuso quello 2020

Secondo noi no, perché di illustri scontenti dell'attuale situazione ce ne sono altri, e senza dover necessariamente tirare nuovamente in ballo Jorge Lorenzo che, obtorto collo parrebbe destinato a soffrire in casa Honda anche nel 2020.

Il fatto è che nel motomondiale non stiamo parlando di travet in giacca e cravatta che devono portare a fine mese a casa lo stipendio, ma di liberi professionisti il cui scopo è vincere. Legati contrattualmente ad una casa che li paga lautamente per far questo.

E' inevitabile dunque che nel caso ciò non accada, la insoddisfazione sia reciproca. Quale interesse infatti avrebbe avuto KTM a bloccare Zarco, evidentemente non più motivato a cercare di tirare fuori il massimo dalla sua moto?

Dopo Lorenzo e Zarco c'è un terzo pilota insoddisfatto: Andrea Iannone

Egualmente ci viene da pensare, rileggendo l'intervista di giovedì scorso di Andrea Iannone "voglio tornare in alto, con o senza Aprilia", che anche il pilota di Vasto potrebbe accarezzare l'idea di vedere allontanato l'amaro calice di cui dovrebbe, il condizionale è d'obbligo, sorbire fino all'ultima goccia sino a fine 2020.

La domanda, che finora abbiamo accuratamente evitato di porci a questo punto però è ineludibile: dove potrebbero finire nel 2020 i nostri scontenti?

Zarco quali possibilità di approdo ha la prossima stagione, se escludiamo un ritorno in Moto2 od il passaggio in Superbike? E Iannone, che dopotutto con una moto vincente ha dimostrato di essere da podio, proprio sulla pista dove ieri è finito doppiato, dove potrebbe finire?

Alle Case non conviene tenersi per forza piloti che non sono felici di guidare le loro moto

E alla Honda, che ufficiosamente ha fatto sapere che Lorenzo rimarrà in HRC, conviene tenere bloccata una RC213-V per un pilota che evidentemente non vuole perdere un'altra stagione per tentare di imparare a guidarla?

Tutte domande che portano ad un'unica conclusione: non è che si è aperto con incredibile anticipo il mercato 2021, non si è invece mai chiuso quello 2020.

Dall'Igna ha ragione: dovere delle Case è cercare sempre e costantemente ogni opportunità che gli si presenta per mettere sulle proprie moto i migliori piloti possibili.

Perché quando la guerra si traveste da pace, e si è costretti ad apparire giusti, l'unica arma che rimane è l'inganno.

Liberamente ispirato da:


William Shakespeare

Riccardo III

Ora l’inverno del nostro scontento
è reso estate gloriosa da questo
Sole di York, e tutte le nuvole
che incombevano minacciose sulla nostra casa
sono sepolte nel petto profondo
dell’oceano. Ora le nostre fronti
sono cinte da ghirlande di vittoria,
le nostre armi malconce appese
come trofei, le nostre aspre sortite
mutate in lieti incontri, le nostre
marce tremende in misure deliziose
di danza. La guerra dal volto grifagno
ha spianato la fronte corrugata, e ora,
invece di montare destrieri-corazzati
per atterrire le anime di nemici impauriti,
saltella agilmente nella camera d’una signora
al suono seducente di un liuto. Ma io,
che non fui formato per tali svaghi,
né fatto per corteggiare uno specchio amoroso;
io che sono di stampo rozzo
e manco della maestà d’amore con la quale
pavoneggiarmi davanti a una frivola ninfa
ancheggiante, io che sono privo
d’ogni bella proporzione, frodato nei lineamenti
dalla Natura ingannatrice, deforme, incompiuto,
spedito prima del tempo in questo
mondo che respira, finito a metà,
e questa metà sì storpia e brutta che i cani
mi abbaiano quando zoppico accanto a loro,
ebbene io, in questo fiacco e flautato
tempo di pace, non ho altro piacere
con cui passare il tempo se non quello
di spiare la mia ombra nel sole e commentare
la mia deformità. Perciò non potendo
fare l’amante per occupare questi giorni
belli ed eloquenti, sono deciso
a dimostrarmi una canaglia e a odiare gli oziosi
piaceri dei nostri tempi. Ho teso
trappole, ho scritto prologhi infidi
con profezie da ubriachi, libelli e sogni
per spingere mio fratello Clarence e il Re
a odiarsi l’uno con l’altro mortalmente;
e se Re Edoardo è giusto e onesto
quanto io sono astuto, falso e traditore,
oggi Clarence dovrebbe essere imprigionato
grazie a una profezia che dice che G.
sarà l’assassino degli eredi di Edoardo.

John Steinbeck: L'inverno del nostro scontento (a sua volta ispirato da Shakespeare), dove si parla della società consumistica e di quanto poco valore assuma l’etica di fronte al denaro

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