Pernat: la crisi infinita di Jorge Lorenzo si risolverà a Valencia

Dispiace vedere un cinque volte campione del mondo come Jorge veleggiare stancamente nelle ultime posizioni con distacchi dal vincitore mediamente fra i trenta e i sessanta secondi. Il dilemma è: smettere o continuare a lottare?


Francamente dispiace vedere un cinque volte campione del mondo come Jorge Lorenzo veleggiare stancamente nelle ultime posizioni con distacchi dal vincitore mediamente fra i trenta e i sessanta secondi.

Sopratutto vederlo in queste condizioni con una Honda ufficiale che il fenomeno Marc Marquez porta regolarmente alla vittoria.

Credo che l'inizio della crisi sia iniziato a metà della scorsa stagione quando dopo un anno di apprendistato con la Ducati era riuscito a diventare super competitivo. Proprio dopo la sua prima vittoria fu però incredibilmente scaricato dalla casa di Borgo Panigale.

Jorge Lorenzo corse dunque immediatamente ai ripari offrendosi alla Honda e ricevette immediatamente l’assenso dalla casa giapponese con un contratto biennale per costruire il così detto “dream team“ che avrebbe dovuto dominare il campionato mondiale di quest’anno.

Purtroppo il pluri iridato non aveva fatto i conti con la sfortuna e con un tritacarne di nome Marc Marquez.

Sfortuna maledetta perché a gennaio mentre si allenava si ruppe lo scafoide della mano destra non riuscendo così a prendere parte ai test di di febbraio e marzo prima dell’inizio del mondiale.

Ciò ha sicuramente pesato sul prosieguo dei Gran Premi perché nella prove invernali ha lasciato campo libero a Marc Marquez permettendogli di cucirsi a suo uso e consumo la nuova Honda.

Una moto che Marc ha reso aggressiva e molto potente di motore, tutto l’opposto dello stile di guida di Jorge che ha bisogno di un mezzo facile. Tanto per intenderci: come la Yamaha che con lui ha vinto tre mondiali nella classe regina.

Enormi problemi di adattamento nelle prime gare, l’infortunio era più serio del previsto e poi, ciliegina sulla torta, la rovinosa caduta di Assen dove soffrì un serissimo infortunio alle vertebre.

Pensate che il suo fisioterapista gli disse che dopo essere caduto sul circuito olandese se avesse starnutito avrebbe potuto restare paralizzato!

Adesso il campione spagnolo corre con la paura di cadere e non apre il gas come vorrebbe: la testa gli dice di non rischiare.

Correre a questi livelli in compagnia della paura è una cosa inconcepibile e sopratutto ti fa ronzare in testa la voglia di ritirarti, nonostante abbia ancora un anno di contratto.

Adesso Jorge è ad un bivio, il più importante della sua splendida carriera: decidere di continuare o smettere di correre, appannando l’immagine di un grande campione. Tutto avverrà due giorni dopo l’ultimo GP della stagione, a Valencia, quando ci saranno due giorni di test per provare le moto del 2020.

Qui si deciderà il destino del campione spagnolo, se in quei due giorni prenderà il solito secondo e mezzo di distacco dal suo compagno di squadra Marc Marquez, probabilmente si metterà d’accordo con Honda per risolvere il contratto per la prossima stagione. Se invece, ma credo sia molto difficile, tornerà ai livelli che tutti gli sportivi si auspicano, continuerà a battagliare per i podi come sempre ha fatto. Noi tutti ci auspichiamo che lo spagnolo allontani definitivamente la paura e diventi l’anti Marquez che tutti noi auspicavamo e pensavamo potesse essere quest'anno.

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