Dall'Igna: Dovi e Jorge? Bello aver avuto due galli in un pollaio

1a Parte - "Uno contro l'altro? E' normale, i piloti corrono per sé stessi. Lorenzo ci ha fatto crescere. Dovi con la pelle di Marquez? Spero nel 2019 continui così"


Durante i Gran Premi Gigi Dall'Igna, il numero uno di Ducati Corse, si liscia la barbetta senza perdere un fotogramma della gara. Poi, se tutto è andato bene, in caso di vittoria, nel box si stappa il Prosecco mentre lui si accende un meritato sigaro.

Quest'anno è accaduto sei volte, lo stesso numero del 2017, ma mentre la scorsa stagione la Rossa è arrivata a giocarsi con Dovizioso il mondiale con Marquez all'ultima gara, a Valencia, quest'anno i successi divisi fra Andrea e Jorge Lorenzo in parti uguali hanno portato alla resa molto prima. A Motegi, tre gare dalla conclusione del campionato.

Una delusione?

La risposta del progettista non è una sorpresa.

Dovizioso davanti a Marquez, una immagine vista spesso questa stagione

 

UN ANNO POSITIVO - "No. Il bilancio per tutti noi deve essere comunque positivo, perché dal punto di vista tecnico siamo migliorati rispetto allo scorso anno ed è sicuramente vero che siamo riusciti a essere protagonisti in gare dove in passato avevamo sofferto. Penso ad Aragon o al Sachsenring. Inoltre siamo riusciti a mettere due piloti costantemente nelle condizioni di vincere la gara, mentre l’anno scorso solo Dovi ci riusciva".

Ciononostante quest'anno il gioco è finito prima del previsto.

CI SIAMO BATTUTI CONTRO MOSTRI SACRI - "Dobbiamo essere contenti del lavoro fatto, stiamo lottando contro due mostri sacri: Marquez e Honda. Quest’anno hanno sbagliato meno rispetto alla scorsa stagione, l’unico loro errore lo hanno fatto in Argentina. Hanno rischiato tanto quanto noi, ma sbagliando meno".

L'impressione è che Dovizioso abbia voluto indossare la pelle di Marquez. I suoi tanti errori sono stati una sorpresa.

Claudio Domenicali, CEO Ducati, con Dall'Igna e Dovizioso dopo una delle sue tre vittorie 2018

 

DOVI: LA MENTALITA' GIUSTA - "Non credo che Dovi si sia messo la pelle di Marquez addosso. Se vogliamo riuscire a vincere un campionato, credo che la mentalità utilizzata da Andrea sia quella giusta, e mi auguro che non la cambi. Poi dobbiamo migliorare ancora sia noi che lui se vogliamo provare a portare a casa il campionato. E' vero che l’anno scorso Dovizioso non aveva sbagliato nulla, non mi viene in mente un solo episodio. Quest’anno invece ha sbagliato a Le Mans e Barcellona, mentre quello di Motegi non lo considero un errore, ma un episodio di gara perché si stava giocando la vittoria. Siamo tutti umani, anche i piloti. Può avere sbagliato di più, ma questo è stato un anno complicato per noi, quello della conferma".

Dall'esterno è parso che entrambi i piloti Ducati abbiamo pensato più a battersi l'un l'altro che al risultato finale.

JORGE E DOVI? UNO CONTRO L'ALTRO - "Bisogna tenere presente che il motociclismo è chiaramente uno sport individuale. C’è bisogno di un gruppo alle spalle che prepara tutto, ma in gara i piloti giocano per se stessi, è questa la verità. Il pilota in gara deve fare i propri interessi personali, perché solo uno vince. È così da noi quest’anno e sarà così domani in Honda fra Marquez e Lorenzo. Un pilota deve essere preparato ad affrontare questa situazione. Non credo che Andrea abbia sofferto troppo Jorge. Dovi ha raggiunto una maturità e una consapevolezza che credo lo rendano tranquillo anche sotto questo punto di vista".

Però la Ducati il prossimo anno ha fatto una scelta diametralmente opposta a quella del 2017, rinunciando a Lorenzo e affiancando Danilo Petrucci a Dovizioso.

Dall'Igna ride con Jorge durante un briefing tecnico: 'Giorgio' non è come lo dipingono, dice Gigi

 

DUE GALLI IN UN POLLAIO - "Ci sono due filosofie, la prima dice che è meglio avere due piloti forti sia per lo sviluppo della moto sia perché possono imparare l’uno dall’altro, magari nelle piste che uno dei due non interpreta correttamente. L’altra afferma che è sicuramente vero che i due piloti si portano via punti l’uno con l’altro e che la loro gestione è più complicata. Se devo essere onesto, preferisco due piloti forti, ma anche la seconda ha i suoi punti di forza. Per essere chiaro io però non ho mai messo in vita mia un pilota al secondo posto alla partenza di un Mondiale, tutti devono avere le stesse possibilità di giocarsi quello che si meritano. Poi è evidente che, nel corso della stagione, in alcuni casi, è giusto dare delle priorità, l’ho fatto in passato e lo farò in futuro".

Mancherà più la Ducati a Lorenzo o Lorenzo alla Ducati?

SPERO LORENZO SI TROVI BENE IN HONDA, ANZI NO - "È una risposta difficile da dare. Non so come si troverà con la Honda. Umanamente spero che si trovi benissimo perché l’ho conosciuto da bambino e viene descritto come in realtà non è. Umanamente mi auguro che si trovi benissimo, sportivamente che si trovi peggio rispetto a qui (ride)".

Cos'è che non ha funzionato, il fatto che ci abbia messo troppo a capire come andare forte con la Ducati?

"Io la penso come Lorenzo: è inutile guardarsi indietro e provare a capire cosa avremmo potuto fare perché restasse. La situazione è questa e ora bisogna guardare avanti e trovare in quello che resta le condizioni per provare a vincere il campionato del mondo il prossimo anno. Come sempre nella vita, ci sono delle cose che si sarebbero potute fare meglio".

Però è stato importante averlo in squadra.

Una immagine particolare: Gigi dà una carezza a 'Giorgio'. Anche ClauDio sembra contento

 

LORENZO HA FATTO CRESCERE DUCATI - "Dal punto di vista tecnico, Lorenzo è stato importante in Ducati perché è sempre importante per un tecnico avere una voce diversa che commenta gli stessi problemi. Per trovare delle soluzioni, prima bisogna individuare il problema e già non è semplice. Per capirlo poi devi ascoltare il pilota e trovare quello che ti spiega nella telemetria, nei dati. Noi siamo ingegneri e lavoriamo sui numeri, non sulla base dei commenti. Quando di commenti autorevoli ne hai due, espressi diversamente, è molto più facile farsi un quadro chiaro di quello di cui la moto ha bisogno. Questo è stato il vero valore aggiunto portato dall’arrivo di Lorenzo. Soprattutto perché arrivando da una Yamaha molto competitiva ha potuto segnalare le differenze di comportamento ed è stato uno spunto importante per capire quale direzione prendere".

In due occasioni, in Qatar ed a Buriram Lorenzo è caduto senza avere colpe. Nel caso di Losail si è autoaccusata la Brembo, nel secondo la Ducati. C'è stato un errore umano?

DUE CADUTE SENZA COLPE - "Sappiamo cosa è successo nei due incidenti di Lorenzo, ma in determinate situazioni è difficile entrare nel dettaglio. In nessuno dei due casi comunque c’è stato un errore umano imputabile alla squadra di Lorenzo. Gli errori come succedono ai piloti succedono anche ai meccanici, o metti dei robot o ci sarà sempre la componente umana. Poteva succedere a Lorenzo come a Dovizioso o a Petrucci, e nel caso della Brembo praticamente a qualsiasi altro pilota. Quel che è certo è che non si ripeteranno".

(Questa intervista è stata pubblicata sul Corriere dello Sport di sabato 27 ottobre Fine prima parte)

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