Ecco perché Ducati non ha che Lorenzo come alternativa a Dovizioso

Ma "Il coraggio, uno, se non ce l'ha, mica se lo può dare" ed in questo momento Dovi tiene il coltello dalla parte del manico. E per riafferrarlo a Borgo Panigale non c'è posto per i Don Abbondio


"Il coraggio, uno, se non ce l'ha, mica se lo può dare", dice Manzoni giustificando il suo personaggio. Il passo è al capitolo XXV de I promessi sposi ed è la riflessione che Don Abbondio dice a se stesso al termine del colloquio con il Cardinale Borromeo.

Ora sostituite Manzoni con Ducati e I promessi sposi con il mercato piloti ed avrete l’esatta situazione che sta vivendo la casa di Borgo Panigale che, in ritardo con le sue scelte fin dall’inizio, si ritrova oggi imbananata in una lunga e snervante trattativa con l’unico pilota da mondiale che ha fra le mani: Andrea Dovizioso.

Sulla carta, disponendo di una moto competitiva, dovrebbe avere il coltello dalla parte del manico, ma in realtà non è così perché dopo aver perso la presa con Vinales, non aver pensato con sufficiente forza a strappare Quartararo alla Yamaha, non aver osato affatto con Marquez, si ritrova con fra le mani solo scartine - ci perdonino i diretti coinvolti - ed un solo pilota ‘papabile’: Dovizioso, appunto.

Una situazione che a Borgo Panigale stanno gestendo stringendo appunto il benedetto coltello: ma dalla parte della lama.

Questo perché in Ducati si ostinano a voler scoprire il talento che li riporterà al mondiale vinto fortunosamente - ma meritatamente - nel 2007 grazie allo sbocciare imprevisto di un pilota velocissimo che, comunque, l’anno prima alla guida di una Honda satellite aveva fatto vedere di che pasta era fatto.

Un po’ quello che l’anno passato ha mostrato Fabio Quartararo, immediatamente veloce e competitivo.

Il risultato, oggi, è che Ducati non ha una vera alternativa a Dovizioso e se è innegabile che anche Dovi non ha una vera alternativa a Ducati, può fare molta più pressione perché Ducati deve correre. E correre per vincere. Il forlivese, invece, teoricamente, potrebbe anche decidere di fermarsi oppure dedicare gli ultimi anni della carriera a sviluppare una moto.

Ecco perché Simone Battistella al tavolo delle trattative è più forte e può permettersi di tirare la corda: i bolognesi per il 2021 non hanno nessuno in grado di sostituire Dovizioso che, forte di tre secondi posti nel mondiale, 2017-2018-2019 - dal suo punto di vista una dimostrazione di forza, la ha data. Ante Covid-19 Dovi chiedeva alla Ducati 8 milioni di Euro a stagione. Figuriamoci! Oggi a Borgo gliene offrono tre e, dal loro punto di vista, sarebbe addirittura accettabile un accordo per una sola stagione.

A questo punto il tempo scorre a favore di Andrea Dovizioso che potrebbe anche attendere ancora a lungo, se non fosse che questa guerra di logoramento non favorisce certo i rapporti con la casa, da tempo non più così idilliaci.

In questa situazione si inserisce la voce - sempre smentita - di un ritorno all’ovile di Jorge Lorenzo che, secondo alcuni, recentemente si sarebbe offerto direttamente a Gigi Dall’Igna per (quasi) un tozzo di pane.

Solo chiacchiere? Sembrerebbe di no, visto che a rivelare le intenzioni di Porfuera è stato nientemeno che Lin Jarvis, un anglosassone a cui non piace parlare a vanvera e che invece ha condotto magistralmente la sua parte di mercato mettendo praticamente alla porta l’intoccabile Valentino Rossi, pur offrendogli una ritirata onorevole nel team Yamaha-Petronas.

Ora, chiunque mastichi un po’ di Gran Premi sa che nelle corse, su tutto, vincono gli pneumatici. Se il tuo avversario ha gomme migliori puoi chiamarti anche Mick Doohan, Simon Crafar ti arriverà davanti di 11 secondi, come successe a Donington nel 1998 grazie a velocissime Dunlop.

Il problema è che ora siamo in regime di monogomma. E il coniglio tirato fuori dal cappello con le Bridgestone da Livio Suppo non c’è più.

E quindi dobbiamo spuntare l’opzione numero 2: il pilota. Un buon pilota può fare una buona stagione, ma solo un fuoriclasse può vincere il campionato. Il problema è che di questo tipo di piloti in giro ce ne sono pochi e, ammettendo che Andrea Dovizioso sia uno di questi, al momento non vediamo chi dei campioni in attività posso sostituirlo.

Prima che vi scervelliate a pensare un nome, ve lo diciamo noi: Jorge Lorenzo. Che però non è più in attività e che avrebbe bisogno di una forte motivazione per tornare quello che in Yamaha pensano ancora che sia. Con tutti i punti interrogativi che il suo falso ritiro del 2019 ha lasciato, ovviamente.

Ma su quelli non si può influire. Credere che Lorenzo, con la moto giusta, sia un pilota vincente è un atto di fede. Lui, ovviamente, ne è convinto, ma farebbe bene ad esserne convinta anche la Ducati perché così avrebbe quella leva che oggi gli manca per trattare con Dovizioso. Credendo che Jorge potrebbe sostituire Andrea riprenderebbe il coltello da parte del manico. Ed in questo modo si ritroverebbe, alla fine e finalmente, libera di decidere se vale la pena di tentare dopo il quarto assalto al titolo con il tre volte vicecampione del mondo, provare una strada nuova.

Ma come dicevamo all’inizio…'Il coraggio, uno, se non ce l'ha, mica se lo può dare’. O no? Ducati, stupiscici se ne sei capace.

author:  Paolo Scalera

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