Neanche il tempo per metabolizzare la doccia gelata di ieri, 16 secondi di penalità per pressione irregolare delle gomme che li hanno privato del podio, che Joan Mir e il team Honda HRC sono ritornati in azione sul tracciato del Montmeló, per un’ultima giornata di test collettivi con le moto da 1000cc e pneumatici Michelin. Quindicesimo nel turno mattutino, il pilota spagnolo ha cominciato la sua disamina partendo proprio dalla penalità che lo ha retrocesso in 13ª posizione.
“Sento che il podio è nostro, anche se è chiaro che quest’anno, per qualche ragione, non stiamo andando a punti - ha osservato Joan - Capisco che la normativa Michelin vada rispettata, ma il fatto è che con la procedura di partenza rapida, e con il freddo che faceva, era più difficile tenere sotto controllo le gomme e credo sia una cosa da tenere presente per il futuro. Non è normale che sei piloti siano sotto investigazione in una gara, dev’essere successo qualcosa. In parte, è stato proprio per la questione del freddo e della ripartenza, che hanno reso tutto più complicato. È stato davvero ridicolo prendere penalità per una cosa che non mi ha fatto guadagnare nulla. Paghiamo un prezzo molto alto, ma se le regole sono queste non ci resta che accettarle”.
Parlando delle penalizzazioni tardive e del fatto che questo sistema parrebbe restare in vigore anche il prossimo anno, il maiochino ha aggiunto: “È una questione di cui discutono le squadre. Le regole sono quelle che sono e sta ai team interpretarle nel modo migliore per restare nei limiti consentiti. Per qualche ragione, noi qui non l’abbiamo fatto e ci è successo proprio nel giorno in cui siamo saliti sul podio. È ingiusto, perché non ho guadagnato 16 secondi con 0.004 bar di pressione in meno. È pochissimo, ma la penalità è molto alta, così come il prezzo da pagare. Il fatto è che ci hanno dato la penalità più alta, che è di 16 secondi, come se fosse una gara lunga, ma è stata una gara breve. È una cosa che non ha molto senso”.
Il Campione 2020 della MotoGP non si è però voluto sbilanciare troppo sulla disparità delle penalità comminate ieri: i 16 secondi per pressione irregolare delle gomme e i 3 inferti a Ogura per aver steso Acosta. “Le regole sono così. Valgono per tutti e dobbiamo rispettarle, però capisco perché mi è stato chiesto e capisco che sembri strano. Sembrerebbe strano a chiunque”, ha ammesso.
Mir è stato poi interrogato sulle ragioni per cui Marini, Miller e Bagnaia sono gli unici piloti a recarsi in Safety Commission.
“È un errore, non mentirò: hanno perfettamente ragione. Ho visto che anche Pecco ha protestato su questo tema. Il fatto è che siamo andati tante volte in Commissione, abbiamo parlato di molte cose e spesso non siamo stati ascoltati. In un certo senso, questo toglie ai piloti un po’ di fiducia nell’andarci, ma sono d’accordo sul fatto che è colpa nostra se non continuiamo a insistere. Dobbiamo essere più uniti, do pienamente ragione a Pecco”, ha affermato.
La situazione cambierà dopo quello che è successo nella gara di ieri?
“Non posso controllare ciò che fanno gli altri, ma da parte mia cercherò di partecipare alla Safety Commission ogni volta che posso, perché è una cosa che non possiamo perdere: è l’unico momento in cui abbiamo voce davanti a chi comanda nel campionato, in cui possiamo tutelare anche i nostri interessi e dire ciò che pensiamo. È una cosa su cui noi piloti dobbiamo essere uniti” ha risposto il pilota Honda, che ha poi detto la sua su ciò che cambierebbe, in materia di sicurezza, dopo gli incidenti di Barcellona.
“Potremmo discutere della questione della partenza. Dovremmo cercare di fare in modo, non soltanto su questo circuito, che la griglia non sia così distante dalla prima curva. Non dobbiamo arrivare in quinta alla prima curva, non ce n’è bisogno: lo spettacolo sarebbe lo stesso se ci arrivassimo in terza - ha sottolineato - La nostra sicurezza viene compromessa quando 22 piloti entrano in curva a 300 km/h frenando con i gomiti larghi. È una cosa che dobbiamo migliorare. Poi l’asfalto di questa pista è consumato e se a questo ci si aggiunge il freddo di questo weekend, si traduce in molte cadute. Sono cose di cui dobbiamo parlare”.
Joan ha poi concluso con due battute sul suo lunedì di test: “Non c'è molto da dire sulla giornata di oggi: tra la pioggia e il fatto che il lunedì dobbiamo sempre affrontare la pista con cautela perché il fatto che c’è più grip può creare confusione, abbiamo giusto provato alcune soluzioni aerodinamiche. Abbiamo provato diverse soluzioni e alcune parti aerodinamiche leggermente diverse, ma non c’è stato tempo per molto altro. Quindi, non direi che è stato un test positivo”.