Si sono vissuti attimi di tensione nel box del team Trackhouse dopo l’incidente avvenuto tra Raul Fernandez e Jorge Martin alla terza ripartenza del caotico Gran Premio andato in scena questo pomeriggio a Barcellona. Una gara segnata dalle bandiere rosse provocate da due brutti incidenti che hanno avuto per protagonisti Alex Marquez e Johann Zarco, e proseguita con il contatto che ha rovinato la gara di entrambi i piloti di Casa Aprilia. Un incidente evitabile per Fernandez, sorpreso e infastidito dal modo in cui l’alfiere ufficiale della Casa di Noale ha gestito il suo tentativo di sorpasso.
“Innanzitutto sono fortunato a non aver riportato nulla di grave, visto che mi sono volati addosso dei pezzi di una moto e ho preso un colpo molto forte. Fino a quel momento, comunque, credo che stessimo facendo una una gara piuttosto positiva. Come avevamo concordato, stavo cercando di portarmi in testa per cercare di prendere del margine da gestire successivamente. Non è stato possibile perché Alex e Pedro mi seguivano molto da vicino e quindi ho dovuto gestire la situazione. Spero che Alex stia bene, dato che ha preso una botta molto forte. Da lì in poi, ci sono state due bandiere rosse e mi dispiace per l’incidente con Jorge, ma sono piuttosto seccato per il modo in cui ha gestito la situazione quando stavo per sorpassarlo”, ha raccontato Raul.
“Da fuori sembra che l’abbia colpito ed è successo ma, prima che accadesse, lui ha visto quando ho frenato e ho deciso di superarlo. Se si analizzano le riprese dall’elicottero, si vede che Jorge ha frenato presto e io sono andato all’interno, perché era l’unica occasione che avevo. Si vede anche perfettamente che lui rialza un po’ la moto e poi chiude completamente la traiettoria quando si accorge che sono io. È successo anche ieri nella Sprint e ho perso due posizioni, una delle quali con Di Giannantonio - ha ricordato - La sfortuna è stata che a quel punto non ho più potuto fare nulla e siamo finiti entrambi nella ghiaia. Come ho detto, mi dispiace perché avevamo una buona occasione per salire sul podio, che era l’obiettivo. Mi dispiace anche per la squadra perché ha fatto un buon lavoro, ma sono cose che capitano”.
La manovra era molto diversa da quella di Ogura? “Sì, lo era” ha risposto Raul, ribadendo la sua posizione: “Non ho nulla contro Jorge, ma mi sembra un po’ strano che abbia fatto due volte la stessa cosa. Per fortuna, questa volta ci sono le riprese dall’elicottero visto che eravamo in testa alla gara. Le ho viste, le ho analizzate, ho parlato con Massimo Rivola e Davide Brivio, perché le immagini sono quelle: l’ho superato quando ha frenato e quando mi ha visto ha mollato il freno. Si vede perfettamente dalle immagini dell’elicottero e anche dai dati”.
Il pilota spagnolo ha poi spiegato cosa è successo quando Rivola si è recato nel box Trackhouse: “Ha cambiato un po' il suo punto di vista, perché pensava che fossi entrato in pista senza riflettere. Ma non è stato così. Jorge e io siamo in una situazione molto diversa: lui è chiaramente un contendente al titolo e io no. Io avevo una buona possibilità in gara, avevo deciso di partire con le gomme medie con l’idea di portarmi al comando dal primo giro per imporre il mio ritmo, mentre lui si trova in una situazione in cui, in un fine settimana diverso o difficile per lui, doveva mettere in salvo dei punti e non porsi così come ha fatto”.
L’incidente con Martin potrebbe avere delle ripercussioni sulla riconferma di Fernandez nella squadra americana?
“Non lo so. Io mi metto il casco e faccio il miglior lavoro che posso fare, cercando di essere il più professionale possibile. Quello che succede al di fuori non è nelle mie mani: che corra o non corra l'anno prossimo, continuerò a dare il massimo - ha commentato - Credo che abbiamo una buona opportunità ogni fine settimana per dimostrare quanto possiamo essere competitivi. A volte ci riusciamo, altre volte no. Questo weekend ci abbiamo provato, ma non ci siamo riusciti. Ci riproveremo al Mugello”.
Il 25enne ha poi concluso con una riflessione su quanto successo oggi al Montmeló e sul fatto che la gara sia proseguita nonostante due brutti incidenti.
“Spero prima di tutto spero che Alex e Johann stiano bene, perché a volte penso che non si dia il giusto valore allo sport che pratichiamo. È uno sport privilegiato ma anche pericoloso, quindi ritengo si debba stimare il pilota, che indipendentemente dai risultati, indossa il casco e se la gioca alla prima curva a 300 km/h - ha osservato - Giusto far ripartire la corsa? Se Alex sta bene e non ci sono danni gravi, penso di sì. So che non è una decisione facile, ma alla fine siamo qui per correre. Sappiamo che c’è un rischio e, se va tutto bene, è tutto sotto controllo e non succede altro, credo che si debba andare avanti. Ma se succede qualcosa di peggiore, credo sia il caso di sospendere il Gran Premio”.