Profile picture for user GPone

Rossi sul futuro VR46: “Vogliamo mantenere almeno un pilota italiano”

Da Barcellona Valentino racconta una MotoGP più competitiva che mai. Il nove volte iridato promuove Di Giannantonio, esalta la stagione di Bezzecchi e lascia il dubbio su chi sostituirà Diggia
Rossi sul futuro VR46: “Vogliamo mantenere almeno un pilota italiano”

Valentino Rossi ha seguito da vicino le prove della MotoGP a Barcellona, dividendosi tra il muretto e diversi punti del tracciato. “Quando vengo mi tocca lavorare”, ha scherzato, spiegando di aver osservato la prima parte del circuito fino alle curve 7-8, per poi fermarsi davanti al maxischermo negli ultimi 15 minuti della sessione.

Parlando di Fabio Di Giannantonio, Rossi ha elogiato il lavoro svolto dal pilota VR46 con la Ducati versione 2026:

“Diggia sta andando molto bene. È in forma e interpreta questa moto nella maniera giusta. Tra una pista e l’altra cambiano pochissimo, lavorano soprattutto di messa a punto. Anche in frenata e in ingresso curva è molto efficace e riesce a portare tanta velocità in percorrenza. Naturalmente c’è ancora da lavorare, perché sono tutti racchiusi in pochi decimi, ma mi sembra davvero molto veloce”.

Follow

Spazio poi a Marco Bezzecchi, protagonista di un inizio di stagione straordinario.

“Bezz sta facendo una stagione incredibile. Nelle cinque gare lunghe ne ha vinte tre e nelle altre due è arrivato secondo. È pienamente in lotta per il Mondiale. A Le Mans Martin è stato più forte, ma parliamo comunque di un campione del mondo MotoGP. E infatti oggi anche lui era in difficoltà, fuori dai dieci. La costanza, in questa MotoGP, è difficile per tutti”.

Dallo studio Sky sono arrivate anche domande sul livello generale del campionato e sul rendimento delle varie moto. Rossi ha promosso ancora una volta le Ducati, sottolineando anche la competitività di Alex Marquez,

Podcast

“Mi ha fatto una grandissima impressione anche Alex Marquez, mi sembra molto veloce”.

Sulle Honda, invece, il nove volte iridato ha individuato ancora qualche limite.

“Non vanno male, ma manca un po’ di grip al posteriore e la moto si muove parecchio. Mir ha fatto un gran giro, molto al limite, mentre Zarco si è migliorato proprio alla fine. Però direi che non sono male”.

Rossi ha poi sottolineato quanto sia spettacolare vedere dal vivo una MotoGP così equilibrata.

“Barcellona è una pista bellissima da guidare ma anche da osservare dall’esterno, perché puoi stare molto vicino all’azione. È impressionante vedere quanto siano tutti attaccati: i dettagli fanno davvero la differenza. Pochi decimi possono significare una pole oppure partire nono”.

Alla domanda sul perché il campionato sia così compatto rispetto al passato, Valentino ha indicato soprattutto l’evoluzione tecnica delle altre Case.

“La grande differenza rispetto all’anno scorso è che allora la Ducati aveva un vantaggio evidente, soprattutto nelle prime gare. Adesso invece tutte le moto sono molto simili. Mi sembra che tutti abbiano fatto un grande passo avanti sull’elettronica, soprattutto in apertura del gas e nelle curve lunghe. Anche le altre moto sono più pulite e più dolci da guidare: è come se gli altri costruttori avessero raggiunto il livello Ducati sotto questo aspetto”.

Infine, Rossi ha parlato del futuro del team VR46 e della volontà di continuare a puntare sui piloti italiani.

“Siamo molto contenti del lavoro fatto con Di Giannantonio. Quando abbiamo iniziato insieme era senza sella e anno dopo anno siamo cresciuti insieme, fino a vederlo oggi così competitivo. Certo, c’è il rischio che possa andare via e ci dispiacerebbe, ma siamo orgogliosi del percorso fatto. Per il futuro vorremmo mantenere almeno un pilota italiano nel team, perché la nostra squadra è sempre cresciuta insieme ai piloti italiani. Ci sono diverse opzioni, ma ancora nulla è deciso”.

Fra le ipotesi, quella nota di Bulega, il fratello Luca Marini e da Barcellona spunta anche il nome di Celestino Vietti.

Share this article
Paolo Scalera