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Toprak: “La M1 non è pronta per battagliare, ma so che nel 2027 sarà diverso”

“Con la pioggia sarà una gara molto dura e un problema”. Miller: “Una pista nuova potrebbe cambiare qualcosa, ma di certo non penso che sarò davanti a tutte le Ducati”

MotoGP: Toprak: “La M1 non è pronta per battagliare, ma so che nel 2027 sarà diverso”

Goiania è una novità per tutta la MotoGP e di conseguenza anche per Toprak, che giunge in Brasile per vedere come si comporterà la sua Yamaha. Ovviamente la situazione non è per nulla semplice, soprattutto dopo quanto visto nel round d’apertura in Thailandia.

La M1 sta faticando a tenere il passo della concorrenza, anche se il turco non vuole darsi per vinto. Come ben sappiamo, il portacolori Pramac è sceso in pista a Jerez assieme a Dovizioso e Fernandez. L'obiettivo è quello di cucirsi su misura la moto, provando a bruciare le tappe.

Il passato però è alle spalle, perché nel presente c’è già il weekend di gara.

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“Goiania mi piace, sembra una bella pista - ha esordito - alcune curve sono difficili e se cadi in determinati tratti non è proprio il massimo. Penso quindi che servirà pulire la pista, perché è ancora sporca, anche se normale. Di sicuro la situazione migliorerà a partire dalla FP1 e vedremo venerdì quello che accadrà”.

Toprak, cosa puoi dirci dei recenti test?
“Mi sto adattando alla M1 e abbiamo lavorato per migliorarla. Questa è una pista nuova per tutti e di conseguenza vorremmo un risultato migliore. Yamaha e la nostra squadra stanno lavorando forte e da fuori sembra che il tracciato possa essere buono per la nostra moto, ma vedremo. Non voglio creare aspettative, perché è tutto da scoprire. Dobbiamo innanzitutto trovare il giusto assetto e lavorare bene con il cambio”.

In tutto ciò il meteo tiene tutti sotto scacco…
“Spero ovviamente anche nel meteo, perché qua è molto difficile capire cosa accadrà. Con la pioggia sarà molto dura e un grande problema”.

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Parlando della Yamaha, qual è attualmente la situazione?
“Sentendo i piloti la moto girava meglio lo scorso anno, ma quest’anno è tutto diverso, infatti il progetto è nuovo. Sono concentrato a imparare tutto e il 2027 sarà più importante. Alla fine è un processo automatico, dato che arrivo dalla SBK, dove ero sempre davanti, mentre al momento la nostra M1 non è pronta per la battaglia. Io però credo in Yamaha e nel gruppo di lavoro, perché sanno qual è il problema è stanno lavorando alacremente per risolverlo”.

Quanto pensi sarà necessario attendere?
“Non so quanto ci vorrà, ma sono convinto che nel 2027 torneremo più forti perché conosco Yamaha e so che vogliono tornare a lottare. Purtroppo gli ultimi 3 anni sono stati difficili, ma rispetto ognuno in Yamaha per quanto stanno facendo e per tutto l’impegno che ci stanno mettendo”.

Miller: "Una pista nuova potrebbe cambiare qualcosa, ma non mettere dietro tutte le Ducati"

L’attenzione si sposta poi su Jack Miller, pronto a scendere in pista sul tracciato brasiliano con la sua M1. Da parte dell’australiano non manca la curiosità e l’attesa.

“Questa è una pista nuova, in un paese nuovo, di conseguenza è tutto da scoprire. Goiania sembra interessante: il tracciato è corto ma con un buon layout. Ci sono diverse parti tecniche e altre vecchio stile, non sarà facile da imparare. La difficoltà maggiore sarà capire l’asfalto e le condizioni. Abbiamo visto alcune chiazze di umido e non sarà facile interpretare la pista. Bisogna poi fare attenzione ai riflessi, perché tutto sembra bianco e verde. Mi aspetto che l’asfalto sarà piuttosto aggressivo, ma alla fine è lo stesso per tutti.

Considerando che qua mai nessuno ha girato, pensi sarà una gara diversa dal solito, dove i valori potranno mescolarsi?
“Sì, perché è tutto nuovo. All’inizio è sempre difficile, ma al tempo stesso può essere un’opportunità. Nessuno ha dati o esperienza qui, di conseguenza questo aspetto potrebbe aiutarci un po’. Ovviamente non aspettiamo miracoli, dato che non penso che sarò davanti a tutte le Ducati. Loro hanno una moto più performante, più dati e sono molto veloci. Noi siamo ancora in fase di crescita”.

Tornando a parlare della pista, quanto condizionerà il meteo? Si parla di questo forte rischio pioggia per il weekend. 
“Se la pista è completamente bagnata, ci sarà molto grip. Il problema è quando non c’è tanta acqua, perché in quel caso il tracciato diventa scivolosa. Io sono pronto per una gara sotto la pioggia, ma 30 giri in quelle condizioni sarebbero davvero lunghi”.

Per quanto riguarda infine il discorso di evoluzione legato al V4, qual è al momento la situazione? Purtroppo a Buriram avete sofferto. 
“Siamo all’inizio del progetto. Serve la mentalità giusta, altrimenti sei subito indietro a dover rincorrere. Ogni weekend per noi è un’opportunità e in MotoGP può succedere di tutto. Dobbiamo affrontare questa sfida migliorando ogni volta che scendiamo in pista, ogni volta che cambiamo circuito e ogni volta che facciamo modifiche alla moto. Io ad oggi mi sento bene con la M1 e sono pronto per correre. Mi sembra infatti passata un’eternità dopo la prima gara in Thailandia, dato che siamo stati fermi quasi tre settimane”.

 

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Riccardo Guglielmetti