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Acosta: "KTM avrà lavorato bene soltanto se ci dimostreremo veloci"

"Oggi ho lavorato sul nuovo telaio e ho avuto buone sensazioni, mentre domani l'attenzione sarà rivolta all'aerodinamica". Binder: "Il mio vero test inizia domani. Le vibrazioni? Sembrano un problema del passato"

MotoGP: Acosta: "KTM avrà lavorato bene soltanto se ci dimostreremo veloci"

KTM ha esordito con un programma differenziato tra i due piloti ufficiali nei test della Malesia. Se Pedro Acosta, 15° complessivo, si è dedicato ad alcune novità Brad Binder, 13°, ha cercato semplicemente di riprendere le fila del discorso interrotto lo scorso novembre.

 “Nel mattino ho lavorato sulla configurazione del telaio. E’ stato accorciato, quindi vedremo cosa diranno gli altri, ma personalmente mi sono trovato bene. Nel pomeriggio invece, l’attenzione è stata perlopiù sull’aerodinamica e sull’accumulare giri”, ha dichiarato Pedro.

“Come al solito la Malesia si rivela severa sulle gomme anteriore, ma nel complesso sono abbastanza soddisfatto, specialmente in termini di ciclistica. Per quanto concerne l’aerodinamica, invece, proseguiremo domani perché c’è ancora da fare”.

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A domanda se abbia già percepito un passo avanti rispetto alla RC16 del 2025, lo spagnolo ha replicato: “Come ho detto, mercoledì ci saranno parecchie cose da provare di aerodinamica e penso che la mattina sarà tutta dedicata a quel tipo di lavoro, così da preparare un buon pacchetto per il pomeriggio”.

Malgrado le sensazioni dello Squalo siano state buone, non sono mancate le difficoltà in questa prima giornata di test sul circuito di Sepang. Ho accusato delle vibrazioni sin dal primo giro come mai mi era capitato prima. Comunque noi soffriamo sempre nelle curve lunghe come la 3 o quelle che si incontrano in piste come Silverstone o Phillip Island. Come detto, non so cosa ne pensino gli altri piloti, ma io sono abbastanza contento del nuovo telaio”.

Positivo anche il riscontro avuto dagli pneumatici. Sono riuscito a coprire molti giri e questo è un punto a favore alla luce anche del ritmo tenuto, tuttavia è difficile dare un giudizio definitivo. Al mattino molti hanno utilizzato la media. Io ho potuto sfruttarla appena 15 tornate essendo poi passato alla soft per il lavoro sul telaio. Anche per questo motivo non sono riuscito a fare un vero time attack al pomeriggio”.

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Proiettandosi all’impegno di domani, l’iberico non ha nascosto due desideri: “Mi piacerebbe notare dei miglioramenti in curva e nella stabilità dell’anteriore”.

Come al solito concreto, il 21enne ha messo un freno alle euforie circa il lavoro fatto da KTM durante l’inverno. “Vedremo. Se non si è veloci il lavoro non è valso a niente. Facendo una comparazione con l’inverno 2025 certamente ci sono stati progressi. Un conto però è essere sorpresi e un altro è essere abbastanza contenti. Sicuramente l’azienda ha lavorato sodo cercando di soddisfare le nostre richieste ed effettivamente con il telaio hanno centrato il punto. Vedremo domani come andrà”, ha riflettuto.

A differenza di quanto si vede durante i normali weekend di gara, quando i piloti si mettono in scia anche per studiarsi, il portacolori della Casa di Mattighofen ha spiegato che in sede di test non ha molto senso. “Alla fine in queste occasioni si usano gomme diverse e poi ci si trova in pista in momenti differenti, dunque è impossibile farsi un’idea chiara”, ha infine sostenuto.

Se Acosta si è dedicato ad alcune componenti inedite della sua Rc16, il martedì di Binder è stato più tranquillo. “E’ stata una giornata discreta. E’ stato bello tornare su una MotoGP dopo un inverno tanto lungo. Stamattina ho cercato di salvare qualche gomma per il pomeriggio e guidare in 2’00”2 o 2’00”3 è stato pazzesco. Ad ogni modo domani sarà il vero inizio e avremo più pezzi da provare, ha affermato il sudafricano prima di approfondire.

Per il momento abbiamo adottato un approccio conservativo cercando di ritrovare la velocità. Mercoledì sarà la giornata che ci farà capire maggiormente a che punto siamo. Il telaio? Era lo stesso di Valencia”, ha svelato.

Diversamente dal compagno di squadra, il 30enne non ha avuto particolari fastidi sul fronte vibrazioni. “In realtà non è andata male. Sorprendentemente non ho patito saltellamenti. Speriamo sia diventato un problema del passato. Non vedo l’ora di tornare in sella domani per verificare le parti nuovi”.  

Quindi, a proposito del forcellone ha considerato: “Quando mancavano due gare alla fine della scorsa stagione ho adottato quello nuovo, oggi invece sono tornato a quello vecchio e poi sul finale sono passato a quello nuovo, per verificare ulteriormente le differenze”.
 

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Chiara Rainis