La scommessa è su chi farà la prima mossa sul mercato della MotoGP. Si prospettano trattative infuocate per il 2027 con praticamente tutti i piloti in scadenza di contratto. Lo scacchiere potrebbe cambiare molto per il prossimo anno e la campagna di acquisti sarà sicuramente interessante. Come si muovono i manager delle Case in un contesto simile? Lo abbiamo chiesto a Livio Suppo, che ha sicuramente molta esperienza in questo campo.
“Intanto devi individuare il pilota che ti piace - è il suo primo consiglio - Un errore che si fa spesso è pensare di non concentrarsi su uno ma di fare la corte a 3 o 4, quello è pericolosissimo. È come quando fai il filo a una ragazza, se ci provi anche con altre non va bene (ride). Io credo che questo tipo di corteggiamenti, per alcune squadre, siano già iniziati alla fine di quest’anno. Ci sono dei piloti che hanno voglia di cambiare, Quartararo e Acosta su tutti, quindi immagino che loro siano già avanti nei discorsi con qualcuno, si stanno guardando in giro”.
Il mercato procederà veloce?
“L’unica cosa che potrebbe ritardarlo un po’ è se qualcuno vorrà vedere i primi test delle 850. Però saranno difficili da analizzare, perché bisognerà basarsi su tempi dei collaudatori. Honda e KTM sembreranno fortissime perché hanno Aleix e Pol Espargarò, oltre a Pedrosa. Bulega ha sicuramente meno esperienza dei piloti citati prima. Saranno difficili da interpretare, bisognerà fare una sorta di atto di fede. Inoltre cambierà il fornitore di gomme e abbiamo visto in anni recenti come alcune moto si siano adattate meglio e altre peggio solamente a una diversa costruzione. Almeno di puntare su un costruttore fidandosi, come ha fatto Moreira con Honda”.
Suppo: "L'ennesimo errore ridurre la cilindrata a 850cc"
Il cambio di regolamento tecnico ti sembra azzeccato?
“Secondo me, hanno fatto l’ennesimo errore. La scelta di cambiare la cilindrata in un momento storico come questo per le Case motociclistiche non è intelligente. Se l’obiettivo era quello di ridurre le prestazioni, c’erano mille modi per farlo con i motori attuali senza dovere progettarne di nuovi da zero. Per esempio, sarebbe bastato diminuire la capacità dei serbatoi, magari in modo graduale”.
Tornando al mercato, cosa pensi di chi sostiene che Marc Marquez vorrebbe finire la sua carriera con Honda?
“In questo momento, non lo sa nemmeno lui. Dipenderà innanzitutto da come avrà recuperato da questo ennesimo infortunio. Se si renderà conto che il suo fisico sarà a posto come lo era quest’anno, che senza essere al 100% gli ha permesso di dominare il Mondiale, potrebbe anche essere. Entrano in gioco tante cose. Se conosco un po’ Marc, l’idea di tornare a lavorare con il suo vecchio team gli piacerebbe un sacco, perché è rimasto affezionato a loro. La fase più lunga della sua carriera è stata con quella Casa e con quella squadra, diciamo che non mi stupirebbe. Però è prematuro parlarne”.
Suppo: "Bagnaia? Avrebbe bisogno di un corso di comunicazione"
Non avrà però tanto tempo per pensarci…
“Uno come lui, può aspettare quanto vuole”.
Ti ha stupito Bagnaia che ha dichiarato di volere ancora concludere la sua carriera in Ducati?
“Pecco è un pilota fortissimo… che dovrebbe fare un corso di comunicazione (ride). Tante volte quest’anno ha detto delle cose che hanno creato un sacco di teorie, complotti. A volte, quando parla, è un po’ troppo criptico e dà alla gente la possibilità di interpretare in molti modi le sue parole. Da un punto di vista romantico, è chiaro che gli piacerebbe restare perché è innamorato fin da piccolo della Ducati, poi bisognerà vedere quello che succederà. Se una Casa gli facesse il filo, gli offrisse un ottimo ingaggio e lui il prossimo anno facesse ancora fatica, perché dovrebbe rimanere? Ci sono tante variabili”.
Le giapponesi potrebbero avere un ruolo decisivo nel mercato?
“Per le loro dimensioni, sono loro le Case che possono permettersi di pagare tanto i piloti, come è sempre stato. Da appassionati sarà divertente e interessante, mi auguro che ci siano dei cambiamenti di casacca perché questo crea sempre interesse”.