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Bastianini:“Marc ha oscurato i problemi della Ducati. Le concessioni funzionano”

"Dopo il contatto in curva 5 un pezzo di carena mi ha bloccato lo sterzo. Quando parti dietro succede sempre qualcosa. E' un peccato, oggi riuscivo a far scivolare il posteriore dove volevo. Piano piano potremmo raggiungere la Ducati"

MotoGP: Bastianini:“Marc ha oscurato i problemi della Ducati. Le concessioni funzionano”

E’ partito sedicesimo ed è arrivato ultimo Enea Bastianini in Portogallo. Un così telegrafico riepilogo non dice nulla, però, sulla prova del pilota Tech3 in questa domenica. La gara di Enea si è infatti rovinata al primo giro quando è rimasto coinvolto nella mischia di curva 5: "nel contatto con Morbidelli mi si è spaccata la carena e un pezzo è andato a bloccare l’ammortizzatore di sterzo”. A quel punto continuare a guidare la moto con il manubrio piantato era impossibile e Bastianini è dovuto passare dai box.

Liberato dal pezzo di carbonio e riguadagnata la direzionabilità della RC-16, è allora iniziata per davvero la gara del “Bestia”. Una gara che, consultando i cronometrici (ritmo fra il 39 basso e il 39 e mezzo), lo avrebbe potuto portare a giocarsi la top5 insieme al pari marca Brad Binder e Quartararo.

Il doppio volto dei week-end, quello scuro delle qualifiche e quello discretamente competitivo della domenica, è stato forse il principale cruccio del #33 in questa prima stagione alla guida della KTM. Sul kappone non è ancora stato trovato un set base e questo pregiudica le prime fasi del fine settimana e soprattutto le determinanti qualifiche, dove emergono anche gli impacci di Enea a far girare il posteriore. Insomma, la prestazione, la messa a punto, arrivano la domenica, quando però, in questa MotoGP dai ritmi  iper-compressi, rischia di essere troppo tardi. E poi “quando parti la dietro succede sempre qualcosa”. Però la direzione presa dallo sviluppo è quella giusta, la Ducati non è più irraggiungibile, suggerisce Enea, Acosta lo sta facendo vedere. Nonostante rimanga vivo il dubbio se a fare davvero la differenza sia in realtà il talento del murciano. 

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“Ho avuto un contatto alla 1 con Franco [Morbidelli] e poi alla curva 5 di nuovo Franco è arrivato a cannone, si è creato un ingorgo con Ogura e Pol [Espargaro] e a me nella botta si è incassata la carena”.

Comunque sei ripartito. Ti è servito completare questa gara?
“Si, mi è servito. Come sempre in gara riesco a fare qualcosa in più, oggi ho il quinto miglior crono della corsa. Sono riuscito a essere sciolto nella guida, ero abbastanza pulito, però ci sono sempre quei 2/3 punti in cui ho visto che perdevo anche rispetto a Pedro, quando ce l’ho avuto davanti. Comunque il ritmo era buono, quindi è un peccato. Secondo me la gara sarebbe potuta essere decente. Però ci sta, quando parti là dietro succede sempre qualcosa”.

Oggi la prestazione complessiva è stata buona. Tre RC-16 nei primi nove.
“Si, oggi la moto non andava male. Con la media dietro siamo stati più veloci e finalmente riuscivo a far scivolare il posteriore dove volevo. Purtroppo con la morbida non riesco a farlo e in più mi spinge in frenata. Continuo ad avere sempre gli stessi problemi”.

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Oltre alla KTM, sul podio di questa gara c’era anche un’Aprilia. La tirannia della Ducati si sta iniziando a flettere?
Io credo che la loro moto 2025 sia una moto un po' difficile. Almeno così sembra guardando la costanza – poca – dei piloti che la stanno usando, escluso Marquez. Invece la 2024, quella che guidavo io l’anno scorso, era più costante ed efficace. Credo che Marc [Marquez] abbia oscurato i problemi. Al momento secondo me la Ducati è ancora il riferimento, ma piano piano potremmo arrivarci. Io sono ancora distante: nelle prove sono sempre indietro e nelle gare davanti  Fino a quando non capiremo il motivo sarà difficile”.

Questo vuol dire che la politica delle concessioni sta funzionando?
Si, credo che abbia funzionato. Chi ha fatto in passi in avanti più grandi è stata la Honda. Dal la nostro, anche Pedro è venuto fuori molto bene. Io, Brad [Binder] e Maverick [Vinales] quando c’era, ancora facciamo un po' di fatica. Ma abbiamo preso la giusta direzione. Il problema è che finchè non capiamo come essere efficaci al 100%, sarà difficile battagliare davanti con costanza”.

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Gianluigi Mazza