La sensazione di Marini dopo la Sprint Race di Sepang è quella di un’occasione sprecata. Non tanto per il contatto con Pol Espargaro e la caduta al giro #8 – la prima della stagione, prima o poi doveva arrivare - quanto piuttosto per le brutte qualifiche che lo hanno piazzato al tredicesimo posto in griglia, eclissando un potenziale molto più alto di così.
In questo senso Luca è sempre stato uno dei piloti più sensibili al tema del nuovo format, che finisce per premiare il giro della qualifica più del passo gara, avendo scarsa considrazione di tutti quegli accidenti, "bandiere gialle, cadute", che possono far buttare ai piloti un week-end intero. "Sarebbe bello ridiscuterlo con team e piloti”, dice, proponendo un incremento del numero di pass d’accesso dalla Q1 alla Q2. In effetti, anche da spettatori, assistere a fine settimana già in larga parte determinati dal secondo turno di prove del venerdì, non è il massimo.
“Un peccato. Il problema è stato ieri, con il livello che c’è adesso non passare in Q2 è un grandissimo handicap. Sarebbe bello cercare con tutti i team e tutti i piloti di ridiscutere il format -propone il #10 di HRC - Se rimani fregato per una caduta o una bandiera gialla è brutto buttare l’intero week-end. Ora ci sono due partenze e la qualifica è diventata ancora più importante. Andrebbe bene anche semplicemente aumentare il numero di piloti che passano da Q1 a Q2, così se uno capita in Q1, ma ha il passo per vincere in gara, può avere più opportunità. Comunque adesso è così e dobbiamo sistemarci meglio per essere dentro già dalle pre-qualifiche. La cosa positiva è che rispetto ai test di febbraio qui la moto va molto meglio, siamo veramente su un altro livello. Con le gomme usate il passo stamattina era fantastico, possiamo essere in lotta per il podio. Il problema è che partendo tredicesimi ci vuole un miracolo alla prima curva”.
Oggi hai fatto la tua prima caduta dell’anno in MotoGP. Sei stato anche messo sotto investigazione per il contatto con Espargaro.
“Si, semplicemente Pol è andato un po' largo, mi sono detto “vai, è il momento”, soltanto che mi sono lanciato dentro un po' troppo piano e lui non ha fatto in tempo a vedermi, è tornato giustamente dentro la sua traiettoria c’ero io lì, può succedere. Quando si inizia ad andare forte diventa più difficile cadere. Comunque devo dire che secondo me ora in gara noi piloti siamo più bravi, anche i contatti alla prima curva sono di meno... Stai a vedere domani gran casino!”, scherza.
Comunque nel numero di cadute la differenza fra i piloti Honda colpisce moltissimo. Zarco e Mir sono in cima alla lista.
“Di solito se il pilota non commette errori, non cade. Vuol dire che fanno più errori”, chiude il romano.