Profile picture for user Daniela Piazza

Toprak Razgatlioglu, episodio III: El Turco colpisce ancora!

LA RISPOSTA - La bocciatura del telaio, l’infortunio, Bulega, la Ducati Cup e la Ducati Family: Toprak ha saputo ribaltare un copione ormai scritto e questo è il suo saluto a quel paddock che lo ha fatto conoscere a tutto il mondo, la Superbike

SBK: Toprak Razgatlioglu, episodio III: El Turco colpisce ancora!

“A chi dedico il titolo? A me stesso. Il primo era per mio padre, questo è per me, magari un altro sarà per mio fratello”. Queste erano state le parole pronunciate un anno fa da Toprak Razgatlioglu, subito dopo aver conquistato il suo secondo Mondiale, il primo con BMW. Più che un titolo da dedicare a un suo familiare, però, quello vinto dal turco in questa stagione sa tanto di risposta chiara e tonda ai suoi detrattori. A tutti coloro che lo avevano accusato nel 2024 di aver vinto con un’astronave. Con una MotoGP camuffata da SBK, grazie al telaio modificato sfruttando le Superconcessioni.

Quello stesso telaio della discordia finito nell’occhio del ciclone durante l’inverno. Subito prima che la FIM decidesse di mettere mano al regolamento, per proibirne l’uso alla Casa di Monaco di Baviera. Una doccia gelata per Toprak, che aveva già dovuto fare i conti con un altro inghippo: la frattura dell’indice della mano destra riportata in un incidente in allenamento. 

Una partenza a rilento e decisamente più complicata del previsto per il Campione turco, che a Phillip Island si era reso bruscamente conto di non avere più il margine della passata stagione. L’inseguito si era ritrovato a vestire i panni dell’inseguitore, che pensava di aver dismesso separandosi dalla Yamaha a fine 2023. 

Follow

In una trasferta aperta con un brutto volo nei test, Toprak aveva rialzato la testa in Gara 1 con un secondo posto. Per poi sprofondare in una domenica così frustrante da disintegrare con un pugno il cupolino della sua M 1000 RR, prima di ritirarsi per un problema tecnico. “Non è normale che ci siano tutte queste Ducati davanti. Questa è la Superbike, non la Ducati Cup” aveva tuonato il campione in carica, così amareggiato dallo strapotere dei suoi avversari da minacciare addirittura di lasciare il campionato. 

Nemmeno la tripletta di Portimao era bastata a El Turco per prendersi la testa della classifica iridata. Poi finita nelle sue mani a Donington con il terzo tris dell’anno, il secondo consecutivo, e la complicità delle sventure di Bulega: un doppio ritiro ad Assen e un incidente con Bassani a Misano.

Ma è stato a Most che è arrivato il vero punto di svolta. Un passo indietro per rilanciarsi grazie al supporto costante di BMW, che ha rispolverato il forcellone del 2024 per migliorare le performance e restituire fiducia a Razgatlioglu, soprattutto in fase di percorrenza. Una piccola magia, che unita a una gestione magistrale della limitazione del flusso di carburante, ha permesso al funambolo nato ad Alanya di eguagliare il suo record di 13 vittorie in successione, monopolizzando la prima posizione fino al MotorLand di Aragon. Dove ha dovuto cedere il passo in due occasioni a Nicolò e alla Ducati, tornati alla vittoria dopo un lungo digiuno e delle intense battaglie a suon di sorpassi e controsorpassi. 

Podcast

Uno sgambetto come quello subito in Gara 2 a Estoril, quando Bulega gli ha impedito di fare tripletta. Agevolato, secondo il turco, dalla “Ducati Family”. Un moto d’orgoglio arrivato comunque troppo tardi: quando Toprak stava ormai già cominciando a pensare a come festeggiare il suo terzo Mondiale, conquistato quest’oggi sul tracciato di Jerez

La ciliegina su un’annata in cui il pilota BMW ha fatto ricorso ancora una volta al suo spirito da combattente. Alla fame di vittoria del Campione, per ribaltare con forza le sorti di una stagione che fino a Misano era in mano agli uomini in Rosso e che sembrava volergli negare la possibilità di apporre l’ultima tessera al mosaico che aveva meticolosamente composto con l’aiuto del suo mentore e manager Kenan Sofuoglu: lasciare BMW e la Superbike da Campione, per approdare in MotoGP con il cuore leggero e tanta voglia di provare a scrivere nuove pagine da consegnare alla storia.

Share this article
Daniela Piazza