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Baldassarri: "Il WDW ha qualcosa da insegnare: un sogno correre contro Marquez"

"Eventi come questi ti arricchiscono: ricordo quanto andavo al Ranch e ci allenavamo con Valentino. Lui era curioso, faceva domande e si confrontava continuamente.

È il suo primo WDW e vuole gustarselo fino in fondo. Stiamo parlando di Lorenzo Baldassarri, chiamato a tenere alti per l’occasione i colori Go Eleven. Il marchigiano ha incontrato molti appassionati in questa prima giornata e domani sarà in pista per le prove della Race of Champions, in programma domenica.

Da parte sua non manca la curiosità e l’attesa per quello che lo attende. Proprio lui ci ha svelato tutto ai nostri microfoni. 

“È davvero molto emozionante essere qua – ha esordito – penso che sarà una bellissima esperienza perché già da questa mattina si vede quanta gente ci sia. Arrivare in circuito non è stato semplicissimo, ma è proprio questo il bello di eventi del genere. Domani probabilmente lascerò l'auto in hotel e verrò direttamente in moto”.

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Parliamo della stagione: come stai vivendo questa avventura con Go Eleven? 
"Sono molto contento. Abbiamo iniziato la stagione davvero bene, forse anche oltre le aspettative, e poi abbiamo dimostrato di essere costantemente competitivi. Questo era il principale obiettivo che mi ero prefissato: essere sempre nelle posizioni che contano. Nelle ultime gare siamo stati un po' sfortunati e abbiamo commesso qualche errore di troppo, ma credo che dal punto di vista della velocità abbiamo fatto un ulteriore passo avanti. Adesso dobbiamo semplicemente concretizzare di più quanto stiamo mostrando in pista."

A livello umano, che differenze hai trovato tra il paddock della MotoGP e Superbike?
"Il clima nelle derivate è sicuramente più rilassato e sereno. Quando sono arrivato in Supersport nel 2022 ho percepito subito un'atmosfera più familiare, sia all'interno del box sia nel paddock. È una sensazione che ho ritrovato anche quest'anno con Go Eleven. Sono due mondi molto diversi. Se arrivi dai prototipi devi adattarti un po', ma secondo me è più facile fare il passaggio verso le derivate che il contrario. Detto questo, entrambi hanno un fascino particolare e sono esperienze che vale la pena vivere”.

Tra gli appuntamenti più attesi del weekend c'è la Race of Champions, con piloti provenienti da MotoGP, Superbike e Supersport. Come la affronti?
"Sono molto curioso. Ritroverò alcuni piloti con cui ho corso in Moto2 e che poi hanno costruito una carriera importante in MotoGP. Negli ultimi anni ci siamo un po' persi di vista perché ho attraversato un periodo complicato, ma adesso mi sento nuovamente a mio agio e sono curioso di confrontarmi ancora con loro. Sarà una gara pensata per divertire il pubblico e divertirci noi stessi, anche perché tutti siamo impegnati nei rispettivi campionati e nessuno vuole correre rischi inutili. Però i piloti restano piloti: siamo tutti competitivi e quando si abbassa la visiera ognuno vuole fare bella figura”.

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Tra i favoriti per la vittoria spicca Marc Marquez…
"Sì ed è una cosa che mi incuriosisce molto. Con Alex Marquez ho corso e battagliato diverse volte in Moto2, mentre con Marc non mi è mai capitato. Sarà bello poter dire di aver condiviso la pista con uno dei più grandi piloti della storia di questo sport”.

Da un'esperienza del genere si può imparare qualcosa?
"Sono convinto che qualcosa possa sempre venire fuori. Mi è già successo quando mi allenavo con Valentino Rossi nell'Academy, sia al Ranch sia durante le varie occasioni in cui abbiamo corso insieme, come la 100 Km dei Campioni. Anche quando ci allenavamo a Misano o al Mugello, con lui in sella alla R1 e noi all'R6, c'era sempre qualcosa da osservare e da capire. Valentino era curioso, faceva domande e si confrontava continuamente. Chissà che anche questa volta, osservando da vicino piloti come Marc Marquez, non emerga qualche spunto interessante da portarsi a casa”.

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Riccardo Guglielmetti