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Damiani, Pirelli: "Le derivate restano casa nostra, cambiamo solo palcoscenico"

VIDEO - "Si chiude il capitolo con il mondiale SBK sicuramente, questo si sa bene. Ma dal punto di vista tecnico per noi non si chiude un ciclo"

In occasione del Pirelli Day di Misano, andato in scena il lunedì successivo al weekend trionfale di Bulega nel mondiale SBK, abbiamo intervistato Max Damiani, Racing Manager di Pirelli e volto più che noto agli appassionati.

Con Damiani abbiamo parlato di cosa ha rappresentato l'impegno di Pirelli nel mondiale SBK ed anche il modo in cui l'azienda continuerà ad avere un legame strettissimo con le derivate di serie, ovvero il terreno di caccia perfetto per continuare a sviluppare le gomme che poi vengono acquistate dagli appassionati in tutto il mondo. 

Dal 2027 Pirelli non sarà più in SBK ed inizierà un nuovo capitolo in MotoGP. Quale è secondo te l'eredità di questi anni di SBK per Pirelli?
"Non mi piace parlare di eredità, anche perché di fatto questo capitolo dedicato alle derivate di serie non finisce qui. Si chiude il capitolo con il mondiale SBK sicuramente, questo si sa bene. Ma dal punto di vista tecnico per noi non si chiude un ciclo, perché si tratta di un ciclo di sviluppo continuo. Il mondo delle derivate di serie, se posso dirlo, ci appartiene, è casa nostra. Quindi di fatto noi non pensiamo minimamente di abbandonare questo mondo".

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In che modo continuerà l'impegno Pirelli con le derivate?
"Nicolò Bulega a Misano ci ha graziato ancora con un capolavoro dal punto di vista sportivo. Quelle che vedi qui sono le soluzioni che ha utilizzato nel weekend appena concluso. Noi abbiamo sempre utilizzato la Superbike per sviluppare i nostro prodotti negli anni, cosa che continueremo a fare nei prossimi anni perché saremo presenti nei maggiori campionati nazionali dedicati alle derivate di serie. Mi viene in mente la Spagna, il BSB, la Germania".

L'approccio resterà lo stesso?
"Tutto quello che abbiamo applicato ed imparato negli anni di mondiale SBK lo tradurremo nei nazionali di cui ti ho parlato, quindi il percorso di sviluppo non si interrompe, anzi continua. Semplicemente ci sarà un palcoscenico diverso, in campionati che sono di altissimo livello".

C'è stato un singolo commento sulle gomme o episodio particolare che ricordi in modo particolare in SBK?
"Io sono arrivato qui nel 2019 e sono rimasto stupito da tutti i feedback in generale, non particolarmente da un singolo episodio. Sicuramente da quando abbiamo introdotto in gamma le mescole più morbide, i feedback dei piloti sono stati super positivi. Abbiamo visto i record delle piste abbassarsi di tanto e il feeling del pilota arrivare a dei livelli veramente incredibili. Se guardiamo ad esempio le gare di Misano, Bulega ha tenuto un passo che fino a qualche anno fa era impensabile".

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Ross Brawn odiava i gommisti, perché con una singola mescola riuscivano a togliere mezzo secondo al giro in F1. 
"Sì questo è un privilegio che abbiamo noi gommisti e questa cosa è trasversale nelle due e nelle quattro ruote. A volte arriviamo con delle soluzioni che tolgono quei decimi che alle Case magari sono costati ore in galleria del vento piuttosto che a fare delle simulazioni. Ora questa cosa un po' si è assottigliata perché gli elementi predittivi e i calcoli a elementi finiti hanno un po' ridotto questo fenomeno, però in certi ambiti è ancora presente. Però c'è anche il contrario e questo l'ha detto Cesare Fiorio a suo tempo: ‘voi come gommisti non vincete mai perché quando vincono sono i team che sono bravi, quando perdono è sempre colpa vostra’. Quindi c’è anche il rovescio della medaglia".

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Marco Caregnato