Nove punti. È questa la distanza che separa in classifica Toprak Razgatlioglu dal leader del campionato Nicolò Bulega, dopo la tripletta siglata dal pilota BMW a Misano. Un Round amaro per l’alfiere Ducati che, al di là dello sfortunato incidente con Axel Bassani in Superpole Race, è apparso molto più in difficoltà di quanto ci si sarebbe aspettati sul suo tracciato di casa. Dove sognava di bissare lo straordinario weekend a Cremona, vincendo davanti al suo pubblico e agli amici presenti in circuito per sostenerlo.
In Ducati però è rimasto ben poco da inventarsi e da estrarre da una versione della Panigale V4-R ormai giunta al termine del suo percorso. E cercare di estremizzare la frenata, per provare a giocarsela con Toprak, ha portato la Rossa a perdere qualcosa in alcuni dei suoi punti di forza, come la trazione e a centro curva. Anche la scelta di puntare sulla SC2 all’anteriore non ha sicuramente dato l’esito sperato da Nicolò, che al termine di Gara 1 ha ammesso di non avere abbastanza velocità per tentare di attaccare il suo diretto avversario.
Se in Ducati si sta raschiando il fondo per cercare di fare dei passi avanti, ben diverso è il discorso in BMW, dove si continua a lavorare alacremente sulla M 1000 RR con progressi sempre più evidenti. Di gara in gara, le difficoltà incontrate a Phillip Island stanno diventando soltanto un lontano ricordo per il campione in carica Razgatlioglu, che tra l’altro ha pensato bene di fare un passo indietro per compierne due avanti.
A cosa ci riferiamo? Al forcellone che Toprak sta utilizzando, ovvero quello del 2024, che a quanto pare garantisce una maggior competitività in tutte le aree rispetto a quello di inizio stagione e gli ha consentito di ritrovare fiducia, soprattutto in fase di percorrenza.
Arrivati al giro di boa della stagione, la partita per il Mondiale è più aperta che mai.