Non solo Fabio Quartararo e Jack Miller, anche Alex Rins ha avuto modo di completare qualche giro in sella alla nuova Yamaha V4 nel lunedì di test della MotoGP a Misano. Dopo aver guidato l’attuale M1 spinta dal 4 cilindri in linea nella sessione mattutina, il pilota catalano è tornato in pista al pomeriggio con il nuovo prototipo, che aveva già avuto modo di saggiare nel test della scorsa settimana al Montmeló, mostrandosi piuttosto ottimista sul suo potenziale.
“Sono abbastanza contento per come funziona la moto. Ha un sacco di aspetti positivi rispetto al quattro cilindri in linea e c’è ancora un ampio margine di miglioramento, ad esempio in termini di velocità e di gestione. Nel complesso, sono abbastanza contento del funzionamento della moto e mi sono trovato abbastanza bene anche in staccata. Ho fatto una comparativa tra le due moto e sceglierei la V4 per quanto riguarda la frenata, perché sono riuscito a ridurre meglio la velocità e va più di traverso entrando in curva con più velocità - ha spiegato a fine test il 29enne - Anteriore troppo grande? Mi sono trovato abbastanza a mio agio con l’anteriore nelle frenate di Curva 1, Curva 4 e Curva 8. Frenavo meglio che con la moto attuale”.
Anche il posteriore contribuisce a frenare la moto con più facilità. “Sì, riusciamo a usarlo meglio, in maniera più costante e più prevedibile - ha affermato - Con la V4 mi sono trovato meglio anche a livello di aderenza al posteriore. Il modo in cui ricevi la potenza è molto diverso rispetto alla moto attuale. Vorrei averne di più, ma siamo sulla buona strada”.
Sebbene sia stato molto meno critico del suo compagno di squadra Quartararo nei confronti della nuova moto di Casa Yamaha, anche lo spagnolo ha riconosciuto che c’è ancora del lavoro da fare.
“È troppo presto per avere una moto definitiva. La prossima volta che ci saliremo, che non so quando sarà, forse dopo il test a Valencia, saranno cambiate molte parti. In questo momento manca un po’ di potenza. Anche dalla TV si notava che la V4 era 3 o 4 km/h più lenta della nostra moto attuale. Quindi, questa è un’area in cui dobbiamo migliorare”, ha affermato.
Alex è però convinto che la M1 V4 abbia un potenziale superiore a quello della versione attuale: “Una nuova moto ha sempre delle performance migliori rispetto a una moto che è stata sviluppata a lungo. Eravamo piuttosto lontani in termini di tempi sul giro, ma c’erano tanti aspetti positivi sulla V4. Non è ancora stato confermato che sarà la moto per il prossimo anno, ma oggi è andata molto bene”.
Cosa le manca per essere la moto per il 2026?
“Migliorando la velocità massima forse potremmo fare un grosso passo avanti, perché l’accelerazione non è male. È un altro degli aspetti che mi hanno abbastanza impressionato, ma una volta rialzata la moto e cambiata la marcia non c’era abbastanza potenza” ha risposto il pilota Yamaha, che interrogato sul fatto che il nuovo prototipo sia ciò di cui ha bisogno ha aggiunto: “Ho girato in 1’31”2 con la M1 attuale e 1’32”1 con questa, quindi c’è ancora circa un secondo di differenza. Non appena migliorerò e andrò più veloce, dirò di sì”.
Essendo già salito su una moto con motore V4 nel suo anno con il team LCR, lo spagnolo è stato poi interrogato sul fatto di aver riscontrato delle similitudini tra le due moto.
“Per un pilota è molto difficile fare un confronto tra le moto, perché devi considerare anche la situazione, le gomme, il meteo e tante altre cose - ha spiegato - Però il modo in cui accelera il motore è molto simile alla moto che ho guidato in precedenza”.
Rins ha poi concluso fornendo il suo parere sul fatto che la M1 V4 abbia mantenuto il DNA Yamaha pur avendo cambiato architettura del motore: “Diciamo che la moto è abbastanza nervosa. Il DNA della Yamaha è nella velocità in curva e questa moto ti costringe a guidare in modo diverso, perché serve è una guida più Stop & Go. Però penso sia ancora troppo presto per dirlo”.
Photocredit: Dani Guazzetti